Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03205 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19990111
Ai Ministri dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: il sistema idrico ed idraulico naturale della regione Veneto, dipendente dal delicato equilibrio della laguna veneta e da una fitta rete di corsi d'acqua connessi tra di loro, rappresenta una realta' complessa e bisognosa di continua osservazione e manutenzione per il bene della regione intera; successivamente alla storica alluvione del 1966, che ha dimostrato come il dissesto di alcune aree puo' avere rilevantissime conseguenza dirette sull'intero territorio regionale e non solo, tale gia' delicato equilibrio si e' fatto piu' precario ancora, per la necessita' di rimessione in pristino e di prevenzione costante con riguardo a fenomeni alluvionali ed inondativi in genere; attualmente, anche senza considerare particolari situazioni, il sistema idrico ed idraulico della regione e' sottoposto ad un impegno che ne evidenzia la inadeguatezza e le carenze emerse in conseguenza dei dissesti del 1966 ed anche successivamente ed indipendentemente; la vasta area orientale del Comprensorio di Bonifica Bacchiglione-Brenta, confinante e connessa con la laguna di Venezia il cui assetto idrico interessa tutte le regioni confinanti ed i relativi corsi d'acqua che si estendono nell'intero territorio nazionale, e' costituita dal bacino "Sesta Presa" che ha una superficie complessiva di oltre 26.000 ettari: le acque di scolo di tale esteso bacino, per mezzo di una fitta rete di canali, vengono recapitate infatti nella laguna veneta, assieme a quelle direttamente connesse del sottobacino "Coazze-Cavaiazze" di ulteriori 4300 ettari ed oltre. Solamente nel periodo di piena le acque di scolo di quest'ultimo bacino vengono sollevate dall'impianto idrovoro di Cambroso che scarica nel Brenta; con il che emerge l'interessamento di una ulteriore porzione di terreno regionale nel complesso assetto idrico ed idraulico naturale; detto sistema di bacini e' quindi interessato dal fiume Brenta che suddivide la vastissima area in due porzioni elementari, delle quali soprattutto quella destra e' strettamente dipendente dalla funzionalita' di due botti-sifone che sottopassano il fiume rispettivamente a Corte di Piove di Sacco ed a Conche di Codevigo; il funzionamento di queste botti a sifone, essenziale per l'intero sistema idrico come descritto, interessa quindi i comuni Codevigo Correzzola, Arzergrande, Piove di Sacco, Pontelongo, Bovolenta, Brugine, Polverara e Campolongo Maggiore; l'area idrogeologica del fiume Brenta e' fonte di potenziali esondazioni nell'intero bacino idrogeografico della laguna e relativo a tali comuni, per una estensione di decine di migliaia di ettari; le nominate botti-sifone, che hanno la funzione di convogliare e raccogliere le acque di scolo per la parte naturale, sono antichi manufatti costruiti in mattoni e muratura addirittura sotto la Repubblica di Venezia, nel 1600, e sono state successivamente ampliate e rimaneggiate, intorno al 1889, in relazione all'ampliamento di alveo del fiume e di sovralzo e consolidamento dei suoi corpi arginali; a parte alcuni difetti emersi gia' alla fine del secolo scorso immediatamente dopo i lavori, ed a parte gli ovvi segni di vetusta' delle costruzioni, le ulteriori variazioni di alveo e delle rive hanno fatto si' che la botte di Corte di Piove emerga ora sul fondo del Brenta, come una traversa, e protetta solo da uno strato di sasso trachitico d'annegamento; le volte sono parzialmente sconnesse, soprattutto in corrispondenza dei punti di attacco tra le murature di epoche successive; la botte di Conche di Codevigo, passaggio obbligato ed unico per lo scarico in laguna di un bacino di oltre 6.500 ettari, risulta essere staticamente ancor piu' precaria, con una erosione di quasi dieci metri ed un ancoraggio a fondo retto da un sistema di palafitte strutturalmente insufficiente; nel 1995 nella suddetta botte di Conche si e' verificato un dissesto consistente in una fenditura profonda ed estesa per oltre un metro; si e' provveduto ad una riparazione urgente con speciali resine, a cura del comune, che, assieme al Consorzio di Bonifica Bacchiglione-Brenta ha segnalato la necessita' di interventi urgenti e piu' ampi sia alla giunta regionale (nota del Consorzio in data 20 novembre 1995) sia alla magistratura delle acque; in data 30 gennaio 1996 il sindaco del comune di Codevigo invia a tutti gli enti preposti, compreso il prefetto in ordine ai problemi di protezione civile derivanti da possibili inondazioni di dimensioni estesissime, una nota da cui risulta la documentata necessita' di urgenti interventi sulla botte a sifone di Conche; l'urgenza e' stata ribadita in una delibera della giunta comunale del 28 agosto 1996 ed una delibera del consiglio comunale del 28 novembre dello stesso anno; la giunta regionale ha preso atto della situazione ma si e' limitata a trasmettere all'autorita' di bacino, al magistrato delle acque ed al dipartimento del lavori pubblici la nota di sollecito del Consorzio; gli interventi necessari che, per la connessa regolarizzazione del fiume Brenta riguardano la competenza del magistrato delle acque, sono previsti nello schema previsionale e programmatico predisposto e revisionato dall'autorita' di bacino ai sensi dell'articolo 31 della legge n. 183 del 1989, nell'ambito della quale e' stato chiesto il finanziamento per le opere da espletare, quantificate in poco piu' di 18 miliardi, ma immediatamente affrontabili, su espressa previsione del Consorzio di bonifica, con una spesa assai inferiore; a fronte delle ripetute richieste, segnalazioni e sollecitazioni di Consorzio di bonifica e comuni, da parte degli enti preposti (magistratura delle acque, Autorita' di bacino, Dipartimento lavori pubblici) non si e' avuto alcun riscontro formale o sostanziale, ed alla urgenza della questione corrisponde solo il silenzio istituzionale; intanto, l'aggravamento del dissesto della botte a sifone di Conche, sulla quale si e' dovuti intervenire in via d'urgenza con opere non strutturali, comporta il rischio concreto, ed aumentato da variazioni climatiche e dall'assenza di manutenzione degli argini (con la conseguente formazione di solchi e franamenti), di inondazioni di dimensioni vastissime, che possono interessare aree estesissime di rilevanza regionale e non solo, la possibile catastrofe comporterebbe peraltro danni enormemente superiori a qualsiasi importo stanziato per le necessarie ed indifferibili opere di manutenzione e riparazione -: se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione descritta e delle sue conseguenze ed implicazioni per l'intero assetto idrogeologico della regione Veneto e della laguna; se non intendano intervenire efficacemente presso gli enti preposti, ed in particolare presso il Dipartimento dei lavori pubblici e l'Autorita' di bacino, affinche' prendano atto dell'urgenza assoluta degli interventi, ed intraprendano ogni iniziativa opportuna per eliminare la situazione di dissesto e consentire il finanziamento delle opere indifferibili sulla botte a sifone di Conche. (3-03205)