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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21446 presentata da CENTO PIER PAOLO (MISTO) in data 19990112

Ai Ministri della sanita' e delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: gli abitanti del quartiere romano di Montespaccato e in particolare i residenti di via Enrico Bondi hanno manifestato nei giorni scorsi contro l'installazione di antenne per ripetitori cellulari su stabili civili; la presenza di antenne per telefonia mobile a ridosso di abitazioni potrebbe provocare gravi danni alla salute dei residenti; e' stata recentemente emanata, dal Ministro dell'ambiente, una nuova norma per la tutela della salute pubblica da inquinamento elettromagnetico -: quali iniziative intendano intraprendere, ciascuno per le proprie competenze, per verificare la regolarita' del posizionamento di ripetitori per cellulari nel quartiere Montespaccato e in particolare in via Enrico Bondi e per far sospendere tale posizionamento in attesa di una verifica sui danni che l'inquinamento da onde elettromagnetiche ha determinato nel quartiere di Montespaccato dove e' gia' abbondante la presenza di antenne per ripetitori cellulari. (4-21446)

Le Stazioni Radio Base (=S.R.B.) per la telefonia cellulare rientrano fra le "sorgenti" di campi elettromagnetici ad alta frequenza (come pure i ripetitori radiotelevisivi e le apparecchiature radar, anch'essi in grado di generare campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde). Tali Stazioni Radio Base sono costituite da antenne direzionali installate su tralicci e/o pali metallici. In molti casi questi sostegni sono situati su edifici. Com'e' noto, ogni chiamata telefonica verso un telefono mobile e' trasmessa mediante la Stazione Radio Base nello stesso modo in cui sono trasmesse le chiamate telefoniche convenzionali. A sua volta, la SRB trasmette al telefono mobile la comunicazione attraverso segnali radio su distanze che possono variare da pochi metri a molte miglia. Nella SRB uno o piu' trasmettitori e ricevitori sono collegati ad una o piu' antenne. Gli attuali sistemi di telefonia mobile funzionano a frequenze tra 800 e 1.800 MHz. Queste frequenze cadono nell'intervallo tra 1 MHz e 10 GHz (1GHz=1.000 MHz). In particolare, risulta attorno ai 900 MHz la banda di frequenza attualmente utilizzata per la telefonia cellulare nel nostro Paese. Come poc'anzi ricordato, le antenne delle SRB sono direzionali, con il massimo di irradiazione in direzione orizzontale e il minimo in direzione verticale. Per assicurare una buona trasmissione, mantenendo bassa la potenza irradiata, l'energia a microonde emessa e' in larga misura contenuta in un cono di irradiazione piuttosto stretto (.Ld10^) che, nelle immediate vicinanze dell'antenna, deve essere quanto piu' possibile libero da ostacoli. Nel caso di antenne installate su edifici, cio' implica che questi ultimi si trovino in ombra rispetto al cono entro cui e' distribuita la massima parte dell'energia emessa e che il livello di campo elettromagnetico nelle abitazioni sottostanti non venga apprezzabilmente alterato dalla presenza dell'antenna stessa. Le antenne delle SRB a radiofrequenza (=RF) sono strette e lunghe circa 1 metro. Diverse antenne di questo tipo sono montate su tralicci alti generalmente da 15 a 50 m, o su edifici. Come ricordato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanita' (=O.M.S.) in un documento redatto nel maggio 1998, ora disponibile anche nella rete "Internet" (sito www.who.ch/peh-emf), ciascuna di queste antenne produce un fascio di RF confinato, quasi a "spot", e pressoche' parallelo al suolo. A causa della piccola dispersione verticale del fascio, l'intensita' del campo RF al suolo, direttamente sotto l'antenna, e' bassa e diminuisce rapidamente allontanandosi dall'antenna. A tutte le distanze, i livelli al suolo dei campi RF generati dalle stazioni radio base sono largamente entro le linee guida internazionali per l'esposizione della popolazione a RF. Inoltre, poiche' le antenne montate sui lati degli edifici dirigono la loro potenza verso l'esterno, le persone all'interno non risultano molto esposte. In effetti, a causa delle basse potenze emesse e delle peculiari condizioni di irradiazione delle antenne, le esposizioni ai campi elettromagnetici attribuiti alle SRB non soltanto appaiono di gran lunga meno rilevanti di quelle scaturite dall'impiego del telefono cellulare, ma non si discostano molto dal "fondo urbano di radiazione elettromagnetica" gia' a poche decine di metri di distanza dalle antenne. Al riguardo, l'Istituto Superiore di Sanita' ha inteso sottolineare che non sussistono, al momento attuale, elementi e dati per ritenere pericolose per la salute le emissioni di radiazione elettromagnetica sprigionate dalle antenne delle SRB. Infatti, i livelli dei campi elettromagnetici a cui viene esposta la popolazione a seguito dell'installazione di tali antenne per i sistemi di telefonia cellulare consentono di escludere qualsiasi ipotesi di rischio derivante da esposizione acuta. Inoltre, non esistono evidenze scientifiche concernenti effetti sanitari a lungo termine causati da esposizione cronica. In particolare, occorre precisare che gli studi e le ricerche finora compiuti non hanno dimostrato alcuna "correlazione" tra esposizione elettromagnetica ed insorgenza di neoplasie. La problematica legata alla valutazione dei fattori di rischio derivanti dall'esposizione alle varie sorgenti di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici ed all'individuazione delle relative misure di protezione dei lavoratori e della popolazione viene costantemente seguita dall'Istituto Superiore di Sanita' (=I.S.S.) e dall'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro(=ISPESL). Tale problematica ha costituito, appunto, l'oggetto di un complesso ed approfondito esame da parte di ISS ed ISPESL. Al termine dei lavori e' stato predisposto e sottoscritto, in data 29 gennaio 1998, un documento tecnico congiunto nel quale, sulla base delle ricerche e dei dati attualmente disponibili in ambito nazionale, comunitario ed internazionale, vengono individuati ed approfonditi i vari aspetti sanitari ed ambientali connessi all'utilizzazione delle sorgenti in questione, con particolare rilievo per l'analisi degli effetti sia di tipo deterministico (effetti acuti), sia su base probabilistica o stocastica (effetti a medio - lungo termine) nonche' per la definizione di idonee strategie di intervento ai fini della prevenzione. Per quanto concerne i campi elettromagnetici ad alta frequenza (campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde generati da ripetitori radiotelevisivi, apparecchiature radar, stazioni radiobase per la telefonia cellulare), il documento tecnico congiunto sottolinea il fatto che l'esiguo numero di ricerche ed indagini al momento disponibili non sono in grado di fornire indicazioni convincenti circa l'insorgenza di effetti sanitari a lungo termine. Invero, appare evidente l'eterogeneita' degli effetti sanitari di volta in volta posti in relazione con le esposizioni in esame, trattandosi sovente di dati forniti da isolati studi esplorativi. Un'analoga eterogeneita' si rileva anche sui disegni di studio e sui protocolli adottati, contribuendo a rendere difficoltosa la comparazione dei risultati. Inoltre, gli stessi protocolli impiegati sono caratterizzati da metodologie di valutazione dell'esposizione relativamente grossolane, da assenza di procedure per la valutazione di fattori di confondimento, da dimensioni numeriche del tutto inadeguate. Pertanto, gli studi epidemiologici oggi disponibili debbono essere considerati - per numero, qualita', consistenza, potenza statistica - insufficienti per permettere conclusioni in merito alla presenza di un'associazione causale tra l'esposizione ai tipici livelli delle radiofrequenze e microonde presenti negli ambienti di vita e di lavoro e l'insorgenza di effetti sanitari a lungo termine. La stessa ricerca di laboratorio non ha prodotto risultati conclusivi nell'individuazione di effetti a lungo termine. Anche se il nesso causale fra esposizione e danno alla salute non e' stabilito con sufficiente certezza, i due Istituti hanno ritenuto opportuno indicare un precipuo sistema di valutazione di rischio, che e' basato sulla verifica dei risultati anche parziali, tiene in debito conto i margini di incertezza e comporta l'adozione di un atteggiamento di tipo cautelativo. In tal modo vengono individuati, in luogo di limiti di esposizione intesi come limiti sanitari predefiniti, degli "obiettivi di qualita'" da raggiungere entro un arco di tempo ed in modo differenziato in relazione ai diversi scenari di esposizione (campi elettrici e magnetici a 50 Hz; campi elettromagnetici a radio frequenza e microonde). L'applicazione di tale sistema di attenzione e di cautela, (fondato sul c.d. principio cautelativo), oltre a consentire il costante monitoraggio delle ricerche e dei dati concernenti l'incidenza dell'esposizione a lungo termine, puo' comportare, a livello di disciplina normativa, l'individuazione di strategie di abbattimento dei livelli di esposizione presenti negli ambienti di vita e di lavoro che comportino costi accettabili dalla collettivita', anche per mezzo della ricerca e l'applicazione di nuove tecnologie. Inoltre, il documento auspica la realizzazione di un insieme di studi finalizzati a favorire dati aggiornati sulla situazione italiana. Infine, il documento congiunto, proposto anche in vista della predisposizione della disciplina legislativa del settore dell'inquinamento elettromagnetico, attualmente "in itinere", raccomanda la realizzazione di una serie di iniziative, miranti ad una informazione corretta e completa dei cittadini circa i rischi connessi all'esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenze e microonde (ma cio' e' valido anche per quanto riguarda i campi elettrici e magnetici a 50Hz), che rifletta nel modo migliore il quadro delle conoscenze scientifiche con tutte le sue incertezze, al fine di perseguire il duplice obiettivo di evitare esposizioni inconsapevoli e di sensibilizzare l'opinione pubblica su un potenziale fattore di rischio per la salute evitando altresi' allarmismi che, in quanto possono indurre stati di ansia o di paura, possono rappresentare essi stessi un fattore di rischio per la salute, definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' "uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale della persona, non semplicemente l'assenza di malattie o infermita'". A tal proposito, si rappresenta che sulla base di quanto sopra evidenziato le Amministrazioni chiamate in causa hanno convenuto di assumere una posizione comune a sostegno del principio cautelativo anche in ambito europeo (discussione sulla Raccomandazione UE inerente la limitazione dell'esposizione del pubblico alle sorgenti dei campi elettromagnetici da 0 a 300 GHz), in coerenza con quanto gia' normato con il recente decreto di regolamentazione sulle radiofrequenze e microonde e con l'iniziativa legislativa del Governo di cui si fa ora menzione. I valori limite di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento ed all'esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni operanti nell'intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz, sono attualmente stabiliti dal decreto ministeriale 10 settembre 1998, n. 381 (= "Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana"). Il Regolamento prevede ulteriori misure di cautela ed obiettivi di qualita' che si concretizzano con l'indicazione di valori di esposizione del campo elettrico e magnetico sensibilmente piu' bassi in corrispondenza di edifici adibiti "...a permanenze non inferiori a quattro ore..." (articolo 4, comma 2). Il decreto ministeriale in questione ha attribuito alle Regioni ed alle Province autonome il compito di disciplinare l'installazione e la modifica degli impianti di radiocomunicazione e di individuare le modalita' ed i tempi di esecuzione delle eventuali azioni di risanamento. Inoltre, e' attualmente all'esame del Parlamento il disegno di legge-quadro di iniziativa governativa n. 4816, concernente la tutela della salute dall'inquinamento elettromagnetico, in cui vengono previste, tra l'altro, le modalita' di riduzione dell'esposizione a tali sorgenti inquinanti, da ottenere con l'introduzione di valori di attenzione e di obiettivi di qualita', al fine di garantire la protezione degli individui da possibili effetti a lungo termine. Per completezza, in ordine alla installazione di antenne per telefonia sui terrazzi di alcuni edifici ubicati in distinti quartieri di Roma, si precisa che, in esito all'accordo intercorso in data 11 dicembre 1998 fra il Comune di Roma, le ASL cittadine, la regione Lazio e l'ISPESL, ciascuna stazione radiobase per la telefonia cellulare dev'essere adeguamente esaminata e valutata entro un anno dalle domande di installazione presentate dalle Societa' interessate. Il Sottosegretario di Stato per la sanita': Monica Bettoni Brandani.



 
Cronologia
venerdì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna adottano l'euro come moneta ufficiale. 

mercoledì 20 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998 (AC 5403), che sarà approvato dal Senato il 24 febbraio 1999 (legge 8 marzo 1999, n. 50 - Bassanini quater).