Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21504 presentata da CENNAMO ALDO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990113
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: in data 2 maggio 1997 veniva emessa un'ordinanza del Consiglio dei Ministri dove si delegava (articolo 4) il prefetto di Napoli all'apertura di una discarica nella ex cava Sari di Terzigno nel territorio del parco nazionale del Vesuvio; l'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1995 sulle misure di salvaguardia del parco nazionale del Vesuvio prevede per la zona 2 del territorio del parco l'autorizzazione dell'Ente per l'apertura di discariche di rifiuti solidi urbani; il Consiglio direttivo dell'Ente parco, a partire dal giugno 1995, per cinque volte ha deliberato il parere contrario alla localizzazione della discarica; in data 31 marzo 1998 veniva emessa una nuova ordinanza del Consiglio dei Ministri in cui non si faceva piu' alcun cenno alla discarica da allocarsi nella ex cava Sari ma si rinviava alle precedenti ordinanze per tutto quanto non compreso in essa; in data 17 marzo 1998 il Tar Campania emetteva una sentenza di sospensione del provvedimento ritenendo illogica l'allocazione di una discarica di rifiuti in un'area protetta; i consigli comunali di Boscoreale, San Giuseppe Vesuviano, Trecase, Boscotrecase, Massa di Somma, nonche' la comunita' del parco e la provincia di Napoli manifestavano a piu' riprese la loro opposizione alla discarica di rifiuti nel territorio del parco nazionale del Vesuvio; l'ordinanza del Consiglio dei Ministri attribuisce poteri straordinari al prefetto di Napoli appellandosi alla legge sulle calamita' naturali anche se la questione dei ritardi nello smaltimento dei rifiuti in Campania non puo' riferirsi ad eventi naturali e tanto meno essere stata causata da essi; il servizio geologico nazionale ha espresso forti perplessita' tecniche sulla individuazione del sito facendo rilevare i rischi di frana e di dissesto idrogeologico della zona; il dipartimento di zoologia dell'universita' Federiciana di Napoli ha rilevato nella zona interessata la presenza di specie animali di particolare interesse faunistico, ritornate in loco in seguito al regime di controllo e conservazione della natura attuato dall'Ente parco; a partire dall'istituzione del parco nazionale sono evidenti i segnali di una reale svolta nella politica territoriale vesuviana con l'abbattimento di case abusive, con la scomparsa del devastante fenomeno degli incendi boschivi, con l'estinzione del bracconaggio, con la chiusura di tutte le discariche abusive nel territorio vesuviano, tristemente famose per l'intreccio di interessi di clan malavitosi legati alla camorra connesso allo scarico di rifiuti di ogni genere; la localizzazione della discarica vanificherebbe tutti questi sforzi ed incrinerebbe l'immagine stessa dello Stato impegnato a tutti i livelli nella lotta contro lo scempio del territorio e contro gli interessi illeciti legati a questo fenomeno deludendo contemporaneamente i cittadini vesuviani che proprio grazie alla istituzione dell'area protetta hanno finalmente visto chiudere le discariche sul loro territorio; l'apertura della discarica danneggerebbe gli investimenti dei privati in iniziative imprenditoriali turistiche, agricole e agrituristiche indotte dalla istituzione dell'area protetta e gia' avviate; il Consiglio direttivo dell'Ente parco nell'ambito delle iniziative tese al recupero ambientale di aree degradate che hanno, tra l'altro, consentito di avviare le procedure per il recupero dell'ex cava del Carcavone nei comuni di Pollena Trocchia e di Massa di Somma, ha deliberato il 22 settembre 1998 lo stanziamento di fondi per la riqualificazione ambientale dell'area in cui sarebbe prevista la discarica; la stessa incomberebbe sui centri abitati di Boscotrecase, Boscoreale, Trecase e Pompei, centri di notevole interesse archeologico e con alta densita' abitativa, incrementando i rischi di inquinamento ambientale in un'area gia' compresa nella zona rossa del piano per la protezione civile dell'area vesuviana; la regione Campania ha in atto la gara per la costruzione degli impianti di termodistruzione e cogenerazione, la cui entrata in funzione e' prevista per la meta' del 1999, pertanto verrebbe a decadere la necessita' stessa della discarica; la Legambiente in una perizia giurata di valutazione d'impatto ambientale presentata al Tar Campania individuava siti alternativi ubicati al di fuori del territorio del parco nazionale; i rischi legati alla infiltrazione camorristica nelle attivita' imprenditoriali ed al condizionamento delle pubbliche amministrazioni e' ancora altissimo nell'area ed e' testimoniato dal suo stesso recente provvedimento di commissariamento del Consiglio comunale di Boscoreale motivato "per la tutela dell'integrita del sindaco"; la commissione ambiente della Camera dei deputati ha sollecitato il Governo affinche' intervenga nel merito di questo problema, chiedendo anche alla prefettura di Napoli di verificare l'esistenza di siti alternativi e le ragioni che presiedono all'ipotesi di localizzazione di una discarica in un'area protetta, nonche' all'assenza di ricerca di soluzioni alternative nonostante la posizione contraria dell'Ente parco -: quali iniziative urgenti intenda adottare per impedire l'allocazione della discarica nel territorio del parco nazionale del Vesuvio. (4-21504)