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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01539 presentata da PITTELLA GIOVANNI SAVERIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990113

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che: come e' noto, il 30 novembre 1998 si e' conclusa l'istruttoria del patto territoriale dell'area Sud della Basilicata, affidata dal ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica (su indicazione dei soggetti promotori) al Banco di Napoli; secondo quanto risulta da una parziale ed ufficiosa informativa trasmessa (a insistente richiesta) da questi all'amministrazione provinciale di Potenza, a conclusione dell'iter istruttorio da parte del citato istituto bancario, pur a fronte di un numero ridotto di progetti d'impresa ritenuti ammissibili alle agevolazioni, e' stata riscontrata la validita' complessiva del patto sia per il suo disegno strategico complessivo sia per la distribuzione territoriale e tipologica delle iniziative imprenditoriali ritenute, appunto, ammissibili; in sintesi, delle 112 iniziative aziendali proposte, 27 sarebbero risultate non istruibili per "carenza di documentazione fornita a corredo dei relativi progetti", 62 sarebbero state istruite con esito negativo e solo 23 sarebbero state giudicate come gia' ammissibili alle agevolazioni sulla finanza di patto. Il settore agricolo, nonostante fosse contenuto nel patto l'obiettivo strategico della sua innovazione e della sua integrazione con gli altri comparti produttivi, non e' stato preso in considerazione dal soggetto istruttore in quanto, secondo lo stesso, "non incluso tra i settori agevolabili in base alla delibera Cipe del 21 marzo 1997"; la definitiva approvazione del patto (da parte del ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica) con le sole 23 iniziative imprenditoriali ammesse in fase di istruttoria ridurrebbe gli investimenti complessivi, previsti per 140 miliardi nel documento conclusivo di concertazione, a soli 26 miliardi e 600 milioni; ovviamente tali risultati, pur senza sottovalutare il senso e gli effetti concreti dell'obiettivo centrale gia' raggiunto (e non scontato), ovvero l'approvazione del patto in fase istruttoria, non possono ritenersi soddisfacenti, ne' per le attese del territorio interessato a questo strumento della nuova programmazione negoziata, ne' per l'impegno profuso a piene mani in questi anni dagli attori locali, le istituzioni locali, l'associazionismo economico e sindacale, gli istituti finanziari o di ricerca, gli stessi imprenditori; a viva voce occorre segnalare il fondamentale pericolo di uno snaturamento forse gia' in atto dello strumento "patti territoriali": e' decisamente contraddittorio, infatti, che da un lato si sollecitino (con leggi dello Stato) gli attori locali alla concertazione, alla promozione di programmi di sviluppo fondati sulla valorizzazione delle risorse endogene e sull'integrazione del sistema produttivo locale, e dall'altro si affidi la valutazione di questi processi a strutture che burocraticamente, con strumentazioni tecniche e criteri assolutamente incoerenti rispetto a questo impianto, decidono sostanzialmente e solo dell'ammissibilita' delle singole iniziative imprenditoriali analogamente a quanto avrebbero fatto per un qualsiasi progetto a valere sulla legge 488; e' decisamente contraddittorio che, dopo anni di concertazione e di impegno collettivo alla cooperazione, i soggetti promotori vengano sostanzialmente estromessi ed ignorati al momento della valutazione e dell'istruttoria conclusiva, al punto, nel nostro caso, da non conoscere (ancora) le motivazioni adottate per l'esclusione di un cosi' elevato numero di iniziative imprenditoriali e i criteri valutativi adottati. Ad esempio, non e' chiaro chi garantisca l'obiettiva omogeneita' di tali criteri valutativi in caso di ricorso (da parte del soggetto istruttore) a diversi studi professionali esterni, come pare sia accaduto nel caso citato; la straordinaria esperienza promossa non puo', e non deve, essere assolutamente sottovalutata, tanto piu' che il patto e' stato giudicato positivamente e i primi risultati concreti vanno valorizzati, consolidati e, in tutti i modi possibili, ampliati. Lo stesso soggetto istruttore, ad esempio, ed in forma esplicita anche i dirigenti del ministero interessato, considerano assolutamente praticabile, a seguito di una utile integrazione documentale e progettuale degli stessi, il riesame di molti progetti d'impresa successivamente alla promulgazione del decreto di definitiva approvazione del patto; ma c'e' anche da valorizzare e capitalizzare l'intera esperienza concertativa e di animazione dell'area sud della regione, oltre il risultato contingente legato al finanziamento del patto; in questi anni nell'area Sud e' cresciuto un inedito protagonismo delle istituzioni locali, dei rappresentanti di interessi collettivi, degli stessi operatori economici, e con esso una significativa rete relazionale interna ed esterna: si tratta di uno straordinario patrimonio che non deve essere disperso, ne' sacrificato ad una logica di malinteso e nocivo pragmatismo; vale ad esempio la pena ricordare che il cosiddetto "polo della calzatura", recentemente sviluppatosi nella valle del Noce, puo' dirsi originato proprio dalla rete relazionale cresciuta con la concertazione del patto territoriale: la societa' Aliante e' arrivata in Basilicata per la prima volta per aderire al patto, e nella zona di attuale insediamento i suoi amministratori sono andati per contattare le amministrazioni locali e individuare lotti assegnabili al fine di definire il progetto d'impresa per patto; disperdere, percio', l'esperienza fin qui realizzata e gli strumenti di cui l'area Sud va dotandosi sarebbe irresponsabile ed insensato, ancor piu' colpevole e dannoso delle contraddizioni che appalesa la legislazione italiana e la sua concreta implementazione, ancor piu' colpevole e dannoso della eventuale, possibile approssimazione con cui agiscono altri soggetti; quali siano le iniziative che e' possibile attuare, anche attraverso protocolli aggiuntivi al patto, affinche' i progetti allo stato esclusi, ma che dovranno essere adeguati ed integrati, possano rientrare nei finanziamenti di cui al Patto medesimo. (2-01539)

 
Cronologia
venerdì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna adottano l'euro come moneta ufficiale. 

mercoledì 20 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998 (AC 5403), che sarà approvato dal Senato il 24 febbraio 1999 (legge 8 marzo 1999, n. 50 - Bassanini quater).