Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21491 presentata da DUSSIN LUCIANO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19990113
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: a seguito delle differenze emerse nel nuovo computo delle rendite catastali, che con la solita lentezza statale arrivano con 7 anni di ritardo, emergono differenze sostanziali tra i redditi da fabbricati presunti per l'anno 1992 e le rendite definitive accertate dagli uffici preposti in questi giorni; non sono mancate le proteste dei cittadini, e di riflesso anche quelle dei loro amministratori locali, nel momento in cui si e' appresa la notizia che saranno riviste a migliaia le posizioni contributive dei cittadini; innanzitutto si e' diffuso il timore di dover sborsare ingiustificate sanzioni relativamente ai "mancati" versamenti conseguenti all'applicazione delle nuove rendite catastali definitive; anche se a tal riguardo la legge (articolo 11, comma 1, decreto legislativo n. 504 del 1992) esclude a priori l'applicazione di sanzioni nel caso di versamento di Ici in conformita' a rendita presunta inferiore a quella attribuita (conseguentemente non si applica la disciplina del decreto legislativo n. 472 del 1997), sarebbe opportuno un pronunciamento istituzionale chiaro e definitivo, per evitare l'insorgere di incomprensioni, disparita' di trattamenti e conseguenti incertezze tra il cittadino contribuente e gli apparati dello Stato; in ogni modo sia, alla fine i cittadini saranno chiamati, anche se non sanzionati, a versare una maggiore imposta con effetti retroattivi molto lunghi, che sicuramente andranno ad appesantire i gia' "tirati" bilanci familiari dei cittadini interessati da queste novita' contributive (nel Veneto sono a migliaia, nella sola provincia di Treviso da notizie giornalistiche sembrano essere almeno tremila i contribuenti della prima ora interessati a queste vicende). Non e' ammissibile punire una persona che in buona fede, facendo testo a valori seppure presunti ma comunque controllati, ha pagato per anni una tassa sulla propria casa, ed ora per i ritardi delle istituzioni preposte, venga chiamata a contribuire con maggiorazioni di imposta retroattive; la Corte dei conti con riferimento all'anno finanziario 1996 ha indicato un aumento dei tributi comunali del 5,44 per cento. In termini assoluti, il carico medio che grava per imposte comunali su ogni cittadino e' cresciuto fino a 579 mila lire pro capite dalle 258 mila lire del 1991; e' evidente che questo "salto" contributivo va attribuito all'invenzione dell'Ici, e quindi qualsiasi intervento a tal riguardo dovra' rispettare comunque i sacrifici di chi si e' adeguato a questa nuova tassa -: in quali altre Regioni al Veneto il ministero delle finanze si sia attivato di recente per rivalutare gli estimi catastali; quali concrete manovre di "rientro" siano state attivate, e con quali risultati, per recuperare le imposte dovute all'Ici in quelle regioni dove storicamente questa ingiusta tassa e' evasa da un cittadino su tre; se non si ritenga maggiormente opportuno recuperare risorse dall'evasione al posto di spremere ancora di piu' chi con enorme sacrificio si priva del reddito di una mensilita' per poter abitare a casa sua; se questa manovra abbia lo scopo di far introitare allo Stato nuove risorse, visto che nel 1992 e per i primi anni, questi prelievi erano assorbiti dalle tesorerie di Stato e non dai Comuni come succede ora; sarebbe una beffa scoprire che queste nuove maggiorazioni che sottoporranno i sindaci a contestazioni furenti da parte dei cittadini, poi finiranno a Roma; se ritengano di non poter applicare la retroattivita' d'imposta nei casi in cui ci sia stata la palese buona fede del contribuente. (4-21491)