Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21518 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (MISTO) in data 19990113
Ai Ministri dell'ambiente, per i beni e le attivita' culturali e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: nel comune di San Vittore del Lazio (Frosinone), localita' "Valle Porchio" si vuole costruire un termocombustore ad opera della ditta Eall (Energia, ambiente, litorale laziale) srl; tale industria insalubre di prima classe si vuole realizzare a meno di cento metri da diversi centri abitati, in violazione del piano provinciale dei rifiuti e delle norme in materia di industrie insalubri, non risultando dimostrata "l'introduzione di nuovi metodi e di speciali cautele che eliminano ogni danno alla salute"; a fronte degli ingentissimi vantaggi economici della Eall, societa' sembra con un capitale sociale di appena 20 miglioni di lire, non risultano calcolati nel progetto i costi ambientali della suddetta "centrale elettrica": dissesto del territorio e del sistema infrastrutturale, i rischi delle popolazioni esposte al fall-out, il danno al turismo e all'agricoltura; il suddetto impianto danneggerebbe, tra l'altro, notevolmente il parco regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano, nonche' le due aree wildemess di Monte Camino, Monte Cosima e l'Oasi faunistica di Monte Sammucro; molti segnali di "sofferenza della legalita'" nella vicenda in parola, sono stati individuati e sottolineati dai Verdi Altocasertano, con una nota del 12 maggio 1998 inviata, tra gli altri, ai dicasteri dell'ambiente, dei beni culturali e ambientali e dell'industria, senza esito alcuno; tali segnali riguardano, in particolare, la precipitosa e, si ritiene, illegittima variante allo strumento urbanistico (da zona agricola a zona industriale); la mancanza della valutazione dell'impatto ambientale; la valutazione ambientale del progetto finanziata dalla ditta Eall e "commissionata" dal Comune; la particolare "segretezza" del progetto, atteso che i vari comitati cittadini e il Movimento Verdi Cassino hanno potuto visionare ed estrarre copia dei vari atti solo attraverso un ricorso al Tar Lazio -: se non si ritenga urgente sospendere cautelativamente i lavori; se non sia opportuno riconsiderare la scelta di costruire una centrale elettrica, seppure alimentata prevalentemente con R.D.F., in una zona ex agricola, ma oggettivamente residenziale; se non si ritenga di avviare un'indagine conoscitiva. (4-21518)