Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21584 presentata da MICHELANGELI MARIO (COMUNISTA) in data 19990114
Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: a seguito di una manifestazione davanti alle porte di Milano sono stati prima sospesi (dal 1^ dicembre 1998 all'8 dicembre 1998) e poi licenziati senza preavviso (il 9 dicembre 1998) quattro lavoratori rei di aver aderito ad una manifestazione politica; tale manifestazione-presidio si e' svolta all'esterno dell'edificio postale; a seguito della manifestazione-presidio sono stati sospesi cinque lavoratori, successivamente licenziati in quattro (perche' uno e' risultato non presente nella manifestazione) senza preavviso; due dei lavoratori licenziati sono Rsa, rispettivamente uno della Cgil e uno dello Siai-Cobas; a seguito di indagini "ispettive" interne e' stata inviata lettera di provvedimento disciplinare ad altri tre lavoratori con preavviso di prossimo licenziamento; la Costituzione italiana garantisce la libera espressione delle opinioni politiche; la manifestazione-presidio di domenica 29 novembre 1998, organizzata dal circolo PT Prc di Milano, si e' svolta in termini del tutto pacifici e non vi e' stato alcun danneggiamento a cose o persone ne' tantomeno alcun blocco di auto o persone; la manifestazione-presidio di domenica 29 novembre 1998 e' stata regolarmente comunicata alle autorita' competenti e dagli stessi autorizzata; la manifestazione-presidio e' stata propagandata a mezzo volantino-comunicato stampa il venerdi' 27 novembre 1998; durante tutto il tempo di svolgimento della manifestazione sono state presenti le autorita' competenti (polizia di Stato) che non hanno rilevato niente di irregolare, ne' hanno identificato alcuno -: quali interventi e provvedimenti urgenti intendano mettere in atto al fine di far recedere l'azienda rispetto alle scelte fatte nei confronti dei lavoratori oggetto dei provvedimenti disciplinari e di licenziamento, tese in definitiva a intimidire e colpire i lavoratori tutti. (4-21584)
Con riferimento all'interrogazione indicata si comunicano le notizie acquisite dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Milano. In data 29.11.1998, davanti al Centro di Meccanizzazione postale di Milano/Roserio, si e' svolta una manifestazione-presidio indetta dal circolo Poste Telegrafi del Partito della Rifondazione Comunista. La manifestazione era stata indetta quale protesta contro la politica adottata dalla Direzione delle Poste Italiane s.p.a., soprattutto per quel che concerne le previsioni del piano d'intesa. Il Direttore del Centro ha ritenuto di avvisare la Polizia, perche' fosse presente in occasione della manifestazione. E' risultato che nella prima mattinata del 29.11.98 alcuni manifestanti avrebbero bloccato l'accesso al Centro ai dipendenti che volevano iniziare il turno di lavoro straordinario, ponendo in essere una situazione di fatto che sarebbe ben presto degenerata in scontri, tra dipendenti e manifestanti stessi, durante i quali un dipendente e' stato ferito ad una mano. Solo l'intervento della polizia riusciva a calmare la situazione e a garantire l'afflusso del personale all'interno dello stabilimento, per l'espletamento del turno lavorativo. Il giorno successivo alcuni dipendenti presentavano una denuncia al Direttore del centro, nella quale lamentavano di aver subito insulti, aggressioni ed angherie varie da parte dei manifestanti e chiedevano l'adozione di provvedimenti nei confronti di alcuni dipendenti che si erano resi responsabili di tale comportamento vessatorio. La Direzione delle Poste, alla luce di quanto sopra e tenuto conto anche della relazione inviata dal personale ispettivo postale, avviava la procedura di licenziamento per cinque dipendenti, con atto di contestazione dell'1.12.98 e contestuale adozione della misura cautelare della sospensione dal servizio. Ulteriore contestazione veniva poi inviata, a seguito di indagine interna, ad altri tre dipendenti. I responsabili delle Poste hanno anche inviato apposita segnalazione dei fatti alla Procura della Repubblica presso la Pretura di Milano, in merito alla eventuale ipotesi di reato di turbativa di pubblico servizio. Successivamente sono stati licenziati, senza preavviso, sette dipendenti, mentre un altro lavoratore e' stato sospeso dal lavoro e dalla retribuzione per dieci giorni. Cinque dipendenti hanno proposto ricorso al Pretore del lavoro di Milano. Il Pretore ha ordinato la reintegrazione, in via d'urgenza, per tre lavoratori, mentre in un caso il giudice ha rigettato le richieste della dipendente, per cui il licenziamento e' tuttora efficace; per il quinto dipendente, si fa presente che, nel corso dell'istruttoria, e' stata accertata la sua estraneita' ai fatti e percio' le Poste hanno revocato il licenziamento e il dipendente e' rientrato in servizio in data 17 marzo u.s. Si precisa che per tutti i suddetti dipendenti, al momento, e' ancora pendente il giudizio di merito. Per quanto riguarda, invece, il dipendente sanzionato con la sospensione, si fa presente che il provvedimento e' stato applicato per otto giorni, dal momento che il dipendente ha chiesto la convocazione, ex articolo 410 cpc, della commissione di conciliazione. Per gli altri due dipendenti licenziati, invece, l'organizzazione sindacale di appartenenza (SLAI COBAS) ha proposto ricorso al Pretore del Lavoro di Milano ex articolo 28 Statuto dei lavoratori; il ricorso e' ancora pendente e, dunque, i licenziamenti sono ancora efficaci. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Cesare Salvi.