Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21590 presentata da GRAMAZIO DOMENICO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990114
Al Ministro per i beni le attivita' culturali. - Per sapere - premesso che: occorre, a giudizio dell'interrogante, prestare una forte attenzione ai criteri gestionali seguiti dalla Fondazione del teatro dell'Opera da quando il Presidente Rutelli ha proceduto alla nomina Sovrintendente "dimezzato" Sergio Sablich e dell'onnipotente senza responsabilita' personali Maestro Sinopoli, criteri che appaiono alquanto discutibili; come esempio, si ricorda che all'Opera di Roma e' stato inventato un "servizio di drammaturgia", affidato al dottor Sandro Cappelletto noto critico di La Stampa di Torino citta' dalla quale, causualmente, proviene il Sovrintendente il quale ha operato per anni e che certamente non avra' "avuto rapporti" con il critico musicale del giornale di quella citta', anche se qualche coincidenza induce al legittimo sospetto di operazione clientelare; il provvedimento e' stato adottato senza la preventiva consultazione con le organizzazioni sindacali come previsto dall'articolo 39 del Ccnl mentre non e' sufficiente una comunicazione a fatto compiuto perche' si ritengano rispettate le norme contrattuali; le funzioni affidate al Servizio appena inventato, ai sensi dell'ordinamento funzionale tuttora vigente sono di pertinenza del Capo servizio stampa attualmente in carica, che a quanto risulta, ha sempre svolto con puntualita', competenza e ottimi risultati i compiti relativi al suo incarico, ma era stato di fatto, senza provvedimenti formali, estromesso dalla responsabilita' dei programmi secondo l'interrogante a causa del dottor Escobar; il Sovrintendente, prima di assumere la decisione di chiamare un esterno, non ha avuto l'educazione o la sensibilita' di consultare preventivamente il responsabile del settore, ne' ha sentito l'elementare dovere di informarsi sul pregresso per verificare la possibilita' di mantenere l'iniziativa all'interno dell'assetto normale della Fondazione: circostanza che incide sulla valutazione negativa e che porta a ritenere che l'operazione in atto sia meramente clientelare; sui programmi di sala, dei quali dovrebbe occuparsi il suddetto Cappelletto e' in corso un contenzioso in quanto la Fondazione, pur essendo stata informata e documentata su tutta la discutibile vicenda, ha lasciato sino ad oggi l'affidamento dei programmi di sala ad una societa' editrice esterna e per i motivi sopra esposti i suoi organi sono stati denunciati alla magistratura ordinaria, per la sottrazione di quelle funzioni al titolare, con danno anche economico per la Fondazione stessa; e la macchina giudiziaria si e' gia' mossa, tanto che da parte delle forze dell'ordine il 12 gennaio si e' provveduto all'acquisizione dei documenti presso il teatro; il contratto dava alla fondazione il diritto di rescissione in presenza anche di "una sola violazione" delle norme contrattuali, violazioni che sono state numerose, sostanziali e continuate, pertanto gli organi hanno a giudizio dell'interrogante responsabilita' oggettive; comunque la violazione dell'ordinamento funzionale vigente rende nulli tutti i provvedimenti adottati sulla base di un nuovo presunto ordinamento funzionale, o regolamento organico, al momento del tutto inesistente; l'affidamento di quelle funzioni a persona estranea alla fondazione, (il dottor Sandro Cappelletto), pur in presenza di un responsabile di servizio che ne ha l'affidamento in base all'ordinamento funzionale, arreca danno economico alla fondazione e non e' chiara la provenienza dei fondi per sostenere le spese per questo e altri collaboratori superflui; la scelta del dottor Cappelletto e' a giudizio dell'interrogante infelice e negativa in quanto lo stesso e' noto per essersi distinto nel tiro al bersaglio e negli articoli al vetriolo sulle vicende del teatro dell'Opera soffermandosi con particolare attenzione sul clientelismo in atto nell'Ente, addirittura con la pubblicazione di un libro sull'argomento; non di secondaria importanza e' l'infelice definizione - che sembra inventata dall'enfasi con la quale il dottor Escobar nascondeva il nulla concettuale - del presunto nuovo servizio, "unico in Italia", di drammaturgia, in oltraggio alla lingua italiana, senza contenuti lessicali che lo giustifichino in quanto, da ricerche accurate svolte da un comitato culturale, risulta che il termine drammaturgia si riferisce esclusivamente a componimenti letterari destinati alle rappresentazioni sceniche (Treccani e Zanichelli) -: se non ritenga di rendere piu' sollecitamente operativo il suo ministero che agisce sempre e in ritardo a cose fatte, ma mai a prevenzione delle disfunzioni annunciate con la conseguenza che le situazioni si sedimentano e riesce piu' difficile, se non impossibile, ripristinare la legalita'. (4-21590)