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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05631 presentata da RASI GAETANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990121

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato, dell'ambiente e del tesoro, bilancio e programmazione economica. - Per sapere - premesso che: e' stato recentemente sottoscritto dal Governo e dai responsabili delle acciaierie Riva di Cornigliano (Genova) un "Documento per l'accordo di programma", che si configura come una transazione tra il Governo e il gruppo Riva riguardante esplicitamente gli impianti di Genova, Taranto, Marghera e, implicitamente, gli impianti di Napoli (Icmi) e Torino (Laf); esso prevede che a Genova vengano inclusi nella concessione al gruppo Riva 35 ettari di territorio demaniale confinante con l'aeroporto, dismessi nel 1984 dall'Iri con contributi dell'Unione europea col vincolo di non riutilizzarli a fini siderurgici. L'accordo si presenta come il frutto di un'illecita trattativa privata intervenuta direttamente col gruppo Riva, per un'area che invece dovrebbe essere concessa tramite gara pubblica e sulla quale e' stato ufficialmente manifestato l'interesse di vari gruppi imprenditoriali; al gruppo Riva verrebbero concessi per 50 anni 107 ettari di territorio demaniale, senza un progetto in base al quale calcolare gli ettari effettivamente necessari agli impianti e senza una clausola di revoca della concessione nel caso non vengano rispettati gli impegni occupazionali; l'accordo riguarda la chiusura dell'intera area a caldo (parchi carboni e minerali, cockeria, agglomerato, altoforni, convertitori e colate continue) ma non dichiara l'azzeramento dell'inquinamento proveniente da queste aree, anzi concede a Riva di elevare l'inquinamento sull'area di Cornigliano attraverso la trasformazione dei limiti massimi orari, stabiliti dalle delibere regionali, in valori medi annuali, numericamente uguali ai precedenti limiti massimi (per il benzene e' addirittura permesso un valore medio annuo doppio dei limiti massimi orari comunicati dal ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato l'11 settembre 1998); a fronte di una dichiarazione di impegno di Riva (in apertura dell'accordo) di mantenere in organico tutti gli iscritti a matricola all'atto dell'accordo stesso, si scopre che verranno mantenuti in organico solo quelli rimasti alla conclusione del processo di trasformazione (dai tre anni previsti a quelli effettivamente necessari per completare le bonifiche); per quanto riguarda i dipendenti da mantenere nella siderurgia a freddo potenziata, non esiste alcun impegno dell'imprenditore, in quanto l'accordo fa riferimento non a precisi impegni occupazionali ma a "ipotesi di soluzione dei problemi occupazionali"; il potenziamento delle lavorazioni a freddo in Cornigliano, per mantenere un consistente numero di addetti in citta', rendera' necessario il trasferimento a Cornigliano della linea di zincatura elettrolitica di Torino (si perderanno oltre 300 posti di lavoro in loco), della linea di banda stagnata dell'Icmi di Napoli (perdita di oltre 400 posti di lavoro in loco), a cui andranno aggiunti per l'area a caldo di Cornigliano almeno altri 600 lavoratori che perderanno il posto; si concede a Riva il diritto di permanere sulle aree a mare di Cornigliano per i prossimi 50 anni, senza impegni occupazionali, senza un piano industriale e senza impegni di rispetto dell'ambiente urbano e se il comune di Genova vorra' realizzare la strada a mare di Cornigliano dovra' ricomprare il terreno da Riva con ulteriore denaro pubblico e alle sue condizioni; si distrugge il credito degli Enti locali (regione, provincia, comune, autorita' portuale) visto che si prevede che essi adeguino i loro piani e strumenti urbanistici alle esigenze, non dichiarate da piani industriali precisi, del gruppo Riva (Piano territoriale di coordinamento, Piano di miglioramento della qualita' dell'aria, Piano regolatore generale, Piano paesaggistico, Piano regolatore portuale, e quant'altro necessario a Riva); gli oneri economici per l'erario, riguardanti solo Genova, sono stimati in circa 900 miliardi (470 di sconti sui canoni cinquantennali, 255 per opere di bonifica e oneri di urbanizzazione comportati dalle decisioni irrazionali accettate dalle amministrazioni locali circa la perimetrazione del territorio da restituire all'autorita' portuale, 180 di C.l.g e integrazioni pubbliche varie con ricorso anche a fondi europei); l'accordo prevede il superamento di ogni precedente contenzioso e consentirebbe cosi' a Riva di pagare all'Iri i 700 miliardi ancora in discussione, quale ultima quota di pagamento degli impianti siderurgici acquistati nel 1995; al "Documento per l'accordo di programma" si accompagnano degli "allegati" planimetrici (in quel momento non dati in visione): e' attualmente nota solo l'estensione della superficie da concedere a Riva per 50 anni sui territori demaniali di Cornigliano (107 ettari, a 1400 lire a metro quadrato anno, anziche' al prezzo di mercato di almeno 10 mila); l'intera estensione di Taranto copre circa 1500 ettari, dei quali la parte demaniale e' sicuramente superiore ai 1000 ettari (occorre l'allegato planimetrico per avere la cifra esatta); poiche' l'accordo prevede la concessione delle aree demaniali di Taranto a 960 lire a metro quadrato anno, il conseguente aiuto pubblico a Riva oscilla tra 2000 e 4000 miliardi negli anni di concessione, per valori di mercato oscillanti tra 5000 e 10000 lire a metro quadrato anno (il valore esatto va rapportato ai canoni di mercato effettivamente pagati in zona per attivita' industriali); per l'area di Marghera l'accordo prevede una firma "al buio", in quanto non precisa ne' il valore dei canoni concessi al gruppo Riva, ne' a quali aree si faccia riferimento (mentre risulta che tali aree siano estese per decine di ettari e i canoni pagati in loco dagli imprenditori privati si aggirino sulle 15000 lire a metro quadrato anno) -: se il Governo abbia conoscenza della reale natura, sia qualitativa che quantitativa, dell'accordo delineato e in particolare della sua consistenza finanziaria; quali ragioni abbiano convinto il Governo a sottoscrivere un tale accordo, che appare uno dei piu' disastrosi firmati dal Governo a favore di un imprenditore privato; quali iniziative si intendano dunque assumere al fine di correggere tale accordo cercando di privilegiare l'interesse del Paese, dei lavoratori e dell'ambiente, piuttosto che le esigenze di bilancio di un singolo gruppo imprenditoriale. (5-05631)

 
Cronologia
mercoledì 20 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998 (AC 5403), che sarà approvato dal Senato il 24 febbraio 1999 (legge 8 marzo 1999, n. 50 - Bassanini quater).

venerdì 5 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In vista delle elezioni europee Romano Prodi lancia la lista «Democratici per l'Ulivo» con Di Pietro e i sindaci delle Centocittà.