Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05667 presentata da OLIVIERI LUIGI (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990127
Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: e' necessario sollecitare l'attenzione delle autorita' sulla delicata questione inerente le conseguenze, spesso gravissime e a volte addirittura drammatiche, che l'esperienza del servizio di leva puo' avere per giovani particolarmente "sensibili" o "problematici". In particolare, si ricorda il caso di Fabrizio, trentino, vent'anni, abile, arruolato, in buona salute fisica e psichica, restituito dallo Stato alla famiglia in condizioni pietose, senza che nessuno dei superiori si fosse reso conto della sua profonda sofferenza, del suo grave stato di salute, dei risvolti tragici che la ferma di leva poteva avere sulla sua vita futura; Fabrizio Manica, nato il 24 gennaio 1979 a Rovereto e residente a Castellano di Villa Lagarina, il 5 febbraio 1997 viene sottoposto a visita di idoneita' al servizio di leva e giudicato idoneo, in data 3 novembre 1997 la famiglia ed il comune di Villa Lagarina segnalano alle autorita' competenti la particolare situazione di disagio sociale ed economico di Fabrizio. Il giovane svolge la professione di pastore transumante e soprattutto per salvaguardare quella sua attivita' lavorativa si renderebbe auspicabile l'esenzione del ragazzo dagli obblighi di leva. Fabrizio e' infatti l'unico responsabile diretto e determinante della conduzione della propria impresa, e si occupa di 60 pecore ed agnelli senza ovile, pertanto sempre in transumanza; considerato che nessun familiare puo' provvedere alle bestie e che Fabrizio non ha mezzi finanziari per assumere un sostituto per la cura del gregge, con la sua partenza per il servizio di leva le pecore dovrebbero essere svendute o uccise ed al rientro dal servizio Fabrizio si ritroverebbe la sua attivita' gravemente compromessa; per questi motivi e' stata inoltrata una richiesta formale di dispensa al ministero della difesa sulla base dell'articolo 100 del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964 n. 237. La sua assenza per un periodo cosi' lungo inoltre avrebbe tolto alla famiglia una fonte di sostentamento fondamentale dato che i genitori, anziani, non sono economicamente autosufficienti; inoltre, in data 19 febbraio 1998, il sindaco di Villa Lagarina ha inviato al Ministro una lettera riguardante la condizione lavorativa del "pastorello" evidenziando le serie motivazioni della richiesta di dispensa e chiedendo al Ministro di valutare personalmente la possibilita' per Fabrizio di un'esenzione dal servizio di leva; la domanda di dispensa viene pero' respinta con lettera del ministero della difesa in data 31 marzo 1998 e a nulla sono serviti gli appelli; il 3 marzo 1998 Fabrizio inizia cosi' il servizio militare. Dopo il periodo di addestramento viene assegnato alla caserma Lungomani di Brunico; qui trascorre i mesi seguenti, fatta eccezione per il mese di giugno che trascorre a Palermo partecipando all'operazione Vespri Siciliani; pur mal sopportando l'ambiente della caserma, totalmente diverso dalle montagne sulle quali ha trascorso gli anni precedenti al seguito del suo gregge, Fabrizio riesce in qualche modo a "sopravvivere" lanciando segnali di una certa insofferenza alle rigide regole militari; il 29 agosto 1998 si reca con la sua compagnia a Salo' per partecipare ad un giuramento. Egli non partecipa effettivamente alla cerimonia in quanto chiede di essere lasciato in camerata. Gia' da qualche giorno aveva avvertito e dimostrato una crescente insofferenza e malessere alla vita di caserma con lunghi periodi di totale mutismo ed isolamento; la sera di domenica 30 agosto 1998, al rientro da Salo', mentre in treno prosegue per Brunico con il resto della compagnia, Fabrizio viene lasciato alla stazione di Rovereto per tornare a casa in licenza fino alle ore 24 del lunedi' successivo; poche ore piu' tardi a Rovereto, Fabrizio viene soccorso ed accompagnato a casa in completo stato confusionale; alcuni giorni dopo, esattamente giovedi' 3 settembre 1998, il giovane viene ricoverato presso il reparto di psichiatria dell'ospedale di Arco dove rimane per circa un mese, sottoposto a una terapia farmacologica resa necessaria dallo stato ansioso e confusionale in cui si trova; dimesso in data 5 ottobre, Fabrizio inizia il programma di day hospital presso il reparto di salute mentale dell'ospedale di Rovereto. Questo trattamento prosegue fino agli inizi di novembre. Si richiesta dei parenti, vista la situazione familiare e la gravita' delle condizioni di Fabrizio, il comune di Villa Lagarina interviene mettendo a disposizione un suo obiettore di coscienza ed i propri mezzi per i servizi necessari al trasporto del ragazzo ed al suo accompagnamento; successivamente, non migliorando le condizioni di Fabrizio, ne viene disposto il ricovero presso il reparto residenziale dell'ospedale di Ala. In data 5 gennaio 1999 Fabrizio compie un gesto disperato gettandosi da un cavalcavia. Attualmente si trova ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione all'ospedale S. Chiara di Trento; da parte del distretto militare non sono pervenute, a tutt'oggi, comunicazioni riguardanti la fine del servizio di leva, nonostante siano trascorsi i termini massimi -: se non giudichi che quanto descritto in premessa sia gravissimo ed inaccettabile; se non reputi che la salute dei giovani che prestano servizio militare debba essere costantemente oggetto di attenzione e di attenta valutazione da parte dei superiori affinche' non debbano verificarsi tragiche e gravissime conseguenze capaci di generare sofferenze per il resto della vita di tali giovani; se non stimi che una particolare attenzione debba essere dedicata dal ministero e da chi di competenza di fronte alle accorate segnalazioni circa situazioni che, pur non rientrando nei casi di dispense dal servizio militare previsti per legge, sono comunque da considerare con riguardo, anche alla luce delle drammatiche conseguenze che una loro sottovalutazione puo' avere; se non ritenga che compito dei superiori, nelle caserme, sia anche quello di tutelare la salute dei militari assicurandosi che i giovani che prestano il servizio di leva siano in ogni momento in buone condizioni fisiche e psichiche; se non ritenga che le cause dei fatti descritti siano da ricercare, oltre che nella errata valutazione dei risvolti che il servizio di leva poteva avere su un individuo particolarmente "sensibile", anche nel mancato riconoscimento dei palesi sintomi di sofferenza manifestati continuamente da Fabrizio durante i primi mesi di ferma; se non valuti che richieste di dispensa dal servizio di leva riguardanti giovani con situazioni economiche cosi' particolari, com'e' sicuramente quella poc'anzi descritta, debbano venire trattate ed approfondite in tutti i loro aspetti considerando anche la difficolta' di inserimento nella realta' militare di chi conduce una vita osi' "libera"; se non consideri che approfondite e costanti attuazioni debbano essere riservate ai giovani che prestano il servizio di leva affinche' si possa intervenire prontamente e con esiti positivi nei casi in cui si verifichino situazioni di sofferenza e di disagio che se sottovalutate potrebbero anche portare, come nel caso in premessa, a gesti estremi. (5-05667)