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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00342 presentata da MARINACCI NICANDRO (MISTO) in data 19990128

La Camera, considerato che gli sbarchi di extracomunitari, profughi e clandestini provenienti dall'Albania sulle coste adriatiche del nostro Paese, soprattutto della Puglia, continuano senza interruzione, nei fatti ostacolati solamente da eventuali condizioni meteo-marine avverse; valutato che gli accordi con le autorita' di Tirana in merito al controllo dei porti e delle coste albanesi, necessario ad impedire questo traffico di uomini da parte della malavita organizzata, non ha conseguito tale scopo e prodotto risultati positivi ed accettabili rispetto alle finalita' stabilite nelle intese bilaterali; verificato come nonostante il generoso prodigarsi della gente pugliese, delle comunita' locali, delle forze dell'ordine e delle associazioni di volontariato, nonche' della Croce Rossa, diventa sempre piu' difficile alle sole strutture e ai centri locali di assistenza ed accoglienza riuscire a soccorrere adeguatamente questi sventurati; accertato come la maggior parte di questi profughi e clandestini per poter attraversare il canale d'Otranto sono costretti a subire ogni tipo di angheria, compresa la rapina di ogni loro bene, e di come venga messa continuamente a repentaglio la loro vita, anche quella di donne, vecchi e bambini, da una delinquenza che non ha scrupoli a sacrificarli per non essere arrestati, come purtroppo i fatti di questi ultimi anni hanno continuamente dimostrato e gli ultimi giorni hanno drammaticamente confermato offendendo ancora una volta qualsiasi valore morale proprio della civile convivenza; verificato conseguentemente come di fronte alla ferocia di tali traghettatori le nostre forze aeronavali, poste ad impedire tale vergognoso traffico, risultano nei fatti impotenti a contrastare il fenomeno in quanto prioritariamente impegnate a tutelare la vita dei profughi come le norme marittime giustamente impongono e per evitare ulteriori minacce e rischi nei loro confronti; constatato, inoltre, come tale flusso incontrollato faciliti l'ingresso nel nostro Paese di elementi malavitosi che mischiati ai profughi, generalmente senza documenti, trovano cosi' modo di sfuggire ai controlli di polizia per potere svolgere nelle nostre citta' ogni tipo di attivita' criminale le cui vittime, generalmente, sono le componenti piu' deboli della societa', quali vecchi, donne e bambini; valutata la necessita' di pervenire in maniera definitiva ad un approccio pragmatico e soprattutto umanitario e controllato di tale emergenza che garantisca la salvaguardia della vita e della dignita' di uomini, donne e bambini provenienti da zone in cui sono in atto guerre feroci, benche' non dichiarate, e che soddisfi l'esigenza di ordine pubblico in tema di individuazione degli elementi dediti alla commissione di reati nel nostro Paese, nonche' di garantire adeguata assistenza ai profughi e la possibilita' di fornire durante la permanenza nel nostro Paese istruzione e formazione professionale; constatato come non sia piu' moralmente accettabile che l'Unione europea, destinata ad un comune progetto di crescita delle istituzioni democratiche e di rispetto della dignita' umana e nella quale si stanno abbattendo le frontiere, assista impotente a tali tragedie nelle quali, nei fatti, si accetta che una criminalita' senza scrupoli si arricchisca sulla pelle della povera gente disperata; tenendo conto che l'Europa assumerebbe sempre piu' i connotati di gigante economico, di nano politico, di "verme militare" e di "mostro di indifferenza"; vista l'impotenza dello Stato albanese nel controllare le coste e le citta' portuali dai quali partono gli scafi, come il recente gravissimo episodio del sequestro del capo della polizia di Valona operato dalla criminalita' anche in presenza di forze armate italiane per riappropriarsi dei gommoni confiscati, ha drammaticamente dimostrato; valutato come il problema dei clandestini extracomunitari non puo' e non deve essere affrontato solamente dall'Italia e in special modo della regione Puglia la quale, nonostante la sua abnegazione dell'opera di accoglienza, ha esaurito ogni energia umana e materiale per continuare tale compito umanitario, al punto di invocare lo stato di calamita' anche con riferimento ai danni al settore turistico con ripercussioni sull'occupazione che potrebbe comportare forme di proteste spontanee e incontrollabili; impegna il Governo: ad inviare nei porti albanesi navi della marina militare in funzione di soccorso che in loco valutino le richieste di aiuto e di riparo temporaneo nel nostro Paese avanzate dai profughi che, legittimamente, sono nelle condizioni di ottenerlo in base al diritto internazionale o per ragioni umanitarie, cio' al fine di programmare il flusso di questi sventurati impedendo, in tal modo, questo vergognoso traffico di vite umane che avviene incontrastato a beneficio esclusivo di una malavita che non esita a sacrificarli e comunque a renderli ancora piu' poveri e derelitti, considerandoli alla stregua di merce e non come esseri umani; ad instaurare rapporti con il governo albanese affinche' vengano approntati sul territorio albanese centri di assistenza e selezionati tra i profughi i soggetti che abbiano diritto d'asilo nei paesi terzi; ad assistere adeguatamente tali profughi, distribuendoli non solo in Puglia ma anche nelle altre regioni, fornendo istruzione e corsi di formazione allo scopo di facilitare un loro successivo rientro nelle loro terre ora percorse dalla guerra e prevedendo per gli abili al lavoro la temporanea iscrizione agli uffici di collocamento per eventuali lavori a tempo determinato in ogni ambito lavorativo che ne faccia richiesta tramite gli uffici provinciali del lavoro; ad intensificare l'attivita' di investigazione e di informazione, anche in collaborazione con le autorita' inquirenti e di polizia dei paesi balcanici, diretta a smantellare la rete di attivita' criminali incentrate sull'emigrazione irregolare di persone; a riconoscere senza piu' indugi alla regione Puglia e alle altre regioni meridionali ed insulari lo stato di emergenza e di regioni di frontiera predisponendo immediate misure straordinarie e urgenti delle forze dell'ordine sull'intero territorio meridionale e della regione Puglia in particolare per un efficace controllo del territorio e per arginare la crescente micro-criminalita' i cui atti la gente ormai nemmeno piu' provvede a denunciare all'autorita' giudiziaria sia per sfiducia verso le istituzioni, sia per paura in quanto non c'e' tutela alcuna per i denuncianti; ad adottare e promuovere in sede comunitaria misure e provvedimenti di carattere legislativo e operativo in coordinamento con quelle prese da altri paesi dell'Unione europea confinanti con l'Albania, se risultati efficaci a combattere l'arrivo clandestino degli extracomunitari; a promuovere un'azione di tutti i paesi membri dell'Unione europea per costituire una forza militare idonea al controllo e al contrasto del traffico dei clandestini e nell'opera di soccorso in Albania alle popolazioni in fuga dal Kossovo nonche' per bloccare il flusso dei clandestini verso i paesi comunitari. (1-00342)

 
Cronologia
mercoledì 20 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998 (AC 5403), che sarà approvato dal Senato il 24 febbraio 1999 (legge 8 marzo 1999, n. 50 - Bassanini quater).

venerdì 5 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In vista delle elezioni europee Romano Prodi lancia la lista «Democratici per l'Ulivo» con Di Pietro e i sindaci delle Centocittà.