Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03351 presentata da MANZIONE ROBERTO (UDR - UNIONE DEMOCRATICA PER LA REPUBBLICA) in data 19990129
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: il giorno 27 gennaio 1999, alle ore 11,15 i carabinieri vengono avvertiti che un uomo giace morente in via San Marco, sita tra via delle Botteghe Oscure, Piazza del Gesu' e Piazza Venezia, nel centro storico della capitale; alle ore 11,17 i carabinieri accertano che il signor Angelo Mandato di Roma giace privo di vita sul marciapiede; alle ore 11,30 arriva un'ambulanza del 118 il cui medico accerta la morte dell'uomo per infarto; alle ore 11,31 gli stessi carabinieri avvertono la polizia mortuaria e, parallelamente, l'autorita' giudiziaria; alle ore 12,30 i carabinieri, gli stessi che da un'ora stanno provvedendo affinche' il corpo esanime del signor Angelo Mandato non venga travolto dai curiosi, nonche' dai viaggiatori in sosta alla vicina fermata degli autobus, sollecitano la polizia mortuaria, la quale conferma che l'unico mezzo loro disponibile e' a Pomezia; alle ore 15,10, esattamente tre ore e 55 minuti dopo, la polizia mortuaria arriva sul luogo e rimuove il corpo del povero signor Angelo Mandato; in queste ore drammatiche, mentre qualcuno provvedeva a reperire un lenzuolo per coprire il cadavere, transitavano due ambulanze dirette altrove, i pali della fermata degli autobus venivano spostati di duecento metri, mentre i parenti della vittima vengono dirottati dalle autorita' nella camera mortuaria del cimitero del Verano e lasciati a se stessi per ore senza alcuna informazione; tale episodio ha portato vivo sconcerto nell'opinione pubblica, non potendosi comprendere come possa accadere che un cittadino venga trattato come un mucchio di stracci gettato sul ciglio della strada, come sia possibile, in prossimita' dell'anno santo giubilare, lasciare un corpo esanime per quattro ore nel punto piu' trafficato di Roma-: se il Governo non intenda attivare le competenti autorita' affinche' sia accertato se non vi sia un comportamento penalmente rilevante da parte del servizio mortuario gestito a Roma dall'Ama, se non intenda altresi' sollecitare le autorita' competenti a valutare approfonditamente l'organizzazione del servizio mortuario della Capitale, che non puo' allo stato considerarsi adeguato alle domande infrastrutturali e sociali dei cittadini di una grande metropoli aperta alla humana pietas. (3-03351)