Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00344 presentata da RICCIOTTI PAOLO (RINNOVAMENTO ITALIANO) in data 19990203
La Camera dei deputati, premesso che: la direttiva comunitaria n. 92/12 Eec prevede che dal 1^ luglio 1999 venga abolito l'attuale regime di vendite in esenzione fiscale (Duty free) per i viaggiatori all'interno dell'Unione europea; tale provvedimento penalizza gravemente un settore il cui fatturato e' di oltre 8.000 miliardi di lire l'anno; le conseguenze negative interesseranno l'industria del trasporto aereo, del trasporto marittimo, l'industria manifatturiera, le strutture aeroportuali e si rifletteranno sull'andamento dei flussi turistici; uno studio elaborato dal Center for economics and business research di Londra calcola che la chiusura dei Duty free comportera' una perdita occupazionale di 136.000 posti di lavoro in Europa di cui 9.000 in Italia; i sindacati confederali dei trasporti (Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti) e del commercio (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil) si sono ripetutamente rivolti al Governo evidenziando gli effetti che l'abolizione dei Duty free determinera' sull'occupazione dei rispettivi settori; secondo l'associazione dei consumatori, Assoutenti e secondo lo sportello dei turisti-consumatori Numero blu, gli effetti dell'abolizione si ripercuoterebbe sul consumatore finale attraverso il rincaro dei biglietti aerei e marittimi; la Federazione delle imprese e delle associazioni di viaggio e turismo (Fiavet) ha stimato che l'abolizione comportera' la perdita annuale di 220.000 turisti verso l'Italia, identificando tra le regione piu' colpite la Campania, la Sardegna e la Sicilia. Tali preoccupazioni risultano peraltro condivise anche dall'ente nazionale italiano turismo (Enit); importanti imprese nazionali della moda e del made in Italy (quali Ferragamo, Laura Biagiotti, Fendi, Etro, Ermenegildo Zegna, Versace e Trussardi) hanno piu' volte sottolineato pubblicamente i gravi effetti che l'abolizione dei Duty free comporterebbe per la commercializzazione e la promozione all'estero del prodotto italiano di fascia alta; analoghe considerazioni sono state espresse dall'associazione dei produttori vitivinicoli Federvini che ha sottolineato come i 2 milioni di bottiglie italiane vendute annualmente nei Duty free rappresentano un elemento chiave per la riqualificazione e l'espansione sui mercati esteri dei vini e liquori nazionali; la Commissione finanze della Camera dei deputati ha approvato il 30 aprile 1998 una risoluzione con cui "si impegna il Governo ad un intervento di sensibilizzazione, anche nei confronti dei commissari italiani presso l'Unione europea, perche' si giunga ad una congrua proroga dell'entrata in vigore della cessazione della vendita Duty free e per una piu' approfondita valutazione della questione"; nell'ultimo vertice dei Capi di Governo dell'Unione europea tenutasi il 10-11 dicembre 1998 a Vienna la larga maggioranza dei premier, e in particolare quelli di Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Grecia e Irlanda, si sono espressi a favore di una proroga quinquennale dell'attuale regime di vendite in Duty free; una proroga di cinque anni per la chiusura dei Duty free e' stata anche chiesta a Bruxelles dal Comitato delle regioni dell'Unione europea (Cor), di cui fanno parte numerosi rappresentanti delle regioni e degli enti locali italiani in un documento approvato all'unanimita' il 30 luglio 1998; in conclusione dell'ultimo vertice di Vienna i Capi di Governo hanno adottato all'unanimita' una risoluzione in cui relativamente ai Duty free (punto 24) si chiede agli organi competenti in materia (Commissione ed Ecofin), di "esaminare le eventuali ripercussioni negative sull'occupazione e le possibilita' di affrontare tali problemi, compresa l'eventualita' di un'estensione limitata dei regimi transitori": impegna il Governo: a salvaguardare i livelli occupazionali e la competitivita' internazionale delle imprese italiane legate al settore Duty free, richiedendo in sede di Ecofin un rinvio di cinque anni del termine del 30 giugno 1999 per la cessazione dell'attuale regime di vendite in Duty free per i viaggiatori intracomunitari. (1-00344)