Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03395 presentata da PICCOLO SALVATORE (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19990205
Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che: con legge n. 588 del 19 novembre 1996 venne posto in liquidazione l'Isveimer, gruppo Banco di Napoli, e con esso il Fondo di previdenza dei lavoratori Isveimer, costituito nel 1957 con lo scopo di integrare il trattamento pensionistico Inps entro limiti e secondo modalita' definite con apposito regolamento; tale fondo, privo di personalita' giuridica, era alimentato con contribuzioni a carico diretto dei singoli lavoratori (33 per cento) e indiretto dell'Isveimer (67 per cento) con versamento sui conti degli stessi lavoratori ed a loro nome; l'articolo 4 della legge n. 588 prevede che "i Fondi di previdenza aziendale delle societa' del gruppo Banco Napoli in liquidazione (e, quindi, anche dell'Isveimer) sono liquidati secondo piani approvati dalla Banca d'Italia. L'esecuzione dei piani determina l'estensione delle obbligazioni delle Societa' nei confronti degli iscritti ai Fondi. La liquidazione non puo' comportare una spesa superiore alle riserve matematiche indicate nei bilanci tecnici attuariali, utilizzati per la redazione dei bilanci societari al 31 dicembre 1995, maggiorate di un importo non superiore al 25 per cento; i liquidatori dell'Isveimer nel febbraio 1996 fecero calcolare in lire 245 miliardi la riserva matematica del Fondo di previdenza al 31 dicembre 1995, riserva che, incrementata - ove necessario - del 25 per cento, avrebbe consentito di definire in lire 306 miliardi la disponibilita' finanziaria per la liquidazione del fondo; l'ammontare dei 245 miliardi venne definito avvalendosi di basi tecniche, a dir poco incredibili (si pensi, ad esempio, che l'unica rendita finanziaria, costituita dal tasso di rendimento delle attivita' patrimoniali del Fondo, pressoche' integralmente immobiliari, venne posta a base tecnica nella misura del 10,5 per cento); analogo calcolo della riserva matematica, eseguito per conto dei lavoratori da altro esperto, ha concluso con una piu' realistica cifra di lire 420 miliardi (tasso di rendimento delle attivita' patrimoniali pari al 4 per cento); successivamente alla stesura del bilancio tecnico attuariale i liquidatori hanno predisposto un diverso calcolo di liquidazione, adottato autonomamente e senza preventiva intesa o concertazione ne' con la Banca d'Italia, ne' con i lavoratori dell'Isveimer portatori di diritti reali consolidati ed inestinguibili. Il calcolo si sostanzia in un progetto di capitalizzazione delle rendite definito in lire 275 miliardi; tale calcolo e' stato effettuato ignorando il riferimento alla riserva matematica imposta per legge e adottando coefficienti di capitalizzazione previsti nel regolamento del fondo per ben altre finalita' e riferiti a parametri demografici ufficialmente validi nel 1975. Di piu', i liquidatori si rifiutano di maggiorare i 275 miliardi con l'aliquota del 25 per cento, cosi' come previsto dalla legge n. 588; i liquidatori Isveimer hanno proposto nel dicembre 1998 il suddetto piano di capitalizzazione alla Banca d'Italia, la quale lo ha approvato e tentano ora di imporlo ai lavoratori, i quali a tutela dei loro diritti hanno in corso numerose azioni giudiziarie (oltre 300 ricorsi sono all'esame della magistratura) che potrebbero paralizzare la conclusione di tutte le attivita' liquidatorie dell'Isveimer; i lavoratori dell'Isveimer, in piu' occasioni hanno ribadito di ritenere essenziali ed imprescindibili i seguenti punti: 1) il rispetto da parte dei liquidatori della previsione della legge n. 588 la quale impone la "liquidazione" (e non il sistema della capitalizzazione) il cui costo non potra' superare "le riserve matematiche maggiorate di un importo non superiore al 25 per cento delle riserve stesse"; 2) la contrarieta' assoluta ad ogni ipotesi di capitalizzazione in sostituzione della rendita vitalizia e, quindi, la necessita' che l'Isveimer, d'intesa con i lavoratori, proceda al ricalcolo della riserva matematica adottando coefficienti e basi tecniche credibili ed adeguate; 3) la richiesta di esaminare seriamente e responsabilmente la proposta formulata da una Compagnia di assicurazione di primario rilievo nazionale che dovrebbe costituire un fondo pensioni assicurativo per garantire, per il futuro, la corresponsione della rendita vitalizia in sostituzione di quella erogata dal Fondo di previdenza in liquidazione -: se non giudichi necessario assumere immediate, dirette ed esaurienti informazioni presso la Banca d'Italia e presso l'Isveimer circa il progetto di capitalizzazione predisposto dai liquidatori e circa le modalita' di calcolo dagli stessi adottate; se non ritenga opportuno, altresi', promuovere idonee ed urgenti iniziative per verificare - nell'ambito delle proprie competenze - che i diritti dei lavoratori dell'Isveimer relativamente al Fondo di previdenza non siano ingiustamente compromessi o gravemente lesi da una proposta di capitalizzazione che, nella sostanza, elude l'espressa previsione normativa sancita dall'articolo 4 della legge n. 588; se, conseguentemente, non ritenga che la complessita' e la delicatezza della questione, anche in considerazione dei possibili esiti delle controversie giudiziarie in corso, non imponga una valutazione attenta ed approfondita, prima di procedere ad ulteriori atti da parte dei liquidatori. (3-03395)