Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05791 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19990211
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: con il decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 490, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 20 gennaio 1999, concernente la revisione della disciplina dei centri di assistenza fiscale, il Governo interviene nuovamente, dopo la legge n. 413/1991, nel mercato dei servizi professionali, aggiudicando un netto vantaggio ai sindacati ed alle associazioni di categoria degli imprenditori e dei lavoratori dipendenti a danno dei professionisti iscritti agli albi; in particolare il suddetto decreto attribuisce ai Caaf-imprese competenze anche in materia di assistenza fiscale per le piccole societa' di capitali con ricavi fino a 10 miliardi di lire, riconoscendo loro la possibilita' di svolgere assistenza nei confronti delle societa' soggette all'Irpeg, nonche' di svolgere anche attivita' di consulenza del lavoro; i Caaf non risultano essere assolutamente in possesso dei requisiti di competenza e di professionalita' necessari per far fronte a tali funzioni; bisogna considerare, infatti, che le dichiarazioni dei redditi delle societa' di capitali presuppongono anche la predisposizione di bilanci, destinati per legge ad essere pubblicati, per cui se colui che imposta il bilancio non ha una preparazione professionale adeguata, aumentano notevolmente i rischi che i bilanci siano falsi o comunque inattendibili; quanto ai "Caaf-dipendenti" il citato provvedimento "regala" loro la competenza generale ad occuparsi di tutta la materia tributaria: potranno predisporre le dichiarazioni tributarie e curare tutti gli adempimenti di carattere tributario; inoltre innalza il compenso che spetta per ciascun modello 730 da 20 a 25 mila lire, con un "omaggio", per i sindacati, di 200 miliardi; infatti, 5 milioni di modelli presentati nel 1997 hanno portato nelle casse dei Caaf 100 miliardi; nel 1998 circa 7,5 milioni di lavoratori hanno utilizzato il modello 730, dei quali 6,5 si sono rivolti direttamente ai Caaf di Cgil, Cisl e Uil, per un introito di 120 miliardi di lire; per il 1999 si prevedono 8 milioni di certificazioni che, moltiplicati per 25 mila lire, portano appunto a 200 miliardi; agli introiti provenienti dai "benefici" statali si aggiungono, per i Caaf, quelli derivanti dal costo che ciascun contribuente dovra' sostenere e che si aggira intorno alle 105 mila lire; l'escamotage per superare il divieto in capo ai professionisti di compilare i modelli 730, cui ragionieri e commercialisti potrebbero ricorrere associandosi o costituendo un Caaf, non risolve il problema di fondo, ovvero l'evidente disegno politico di "statalizzare" le libere professioni; inoltre l'articolo 35, comma 2, lettera a), del decreto dispone che "il responsabile dell'assistenza, su richiesta dei contribuenti, rilascia un visto di conformita' dei dati esposti nelle dichiarazioni unificate alla relativa documentazione", senza peraltro chiarire se per dichiarazioni unificate debbano intendersi, in senso tecnico, quelle dei soggetti passivi dell'imposta sul valore aggiunto, dei sostituti d'imposta che erogano redditi nei confronti di non piu' di dieci dipendenti, ovvero, in senso riduttivo, le dichiarazioni dei redditi presentate sul modello cosiddetto unico; nel primo caso, difatti, significherebbe che i "Caaf-dipendenti" possono svolgere un'attivita' tributaria in favore anche di quei soggetti quali le imprese, anche in forma di societa' di capitali, i professionisti e i lavoratori autonomi, anche in forma di associazioni o societa' professionali, mentre nell'altra ipotesi vorrebbe dire che i "Caaf-dipendenti" avrebbero il visto di conformita' formale sulle dichiarazioni redatte sul modello unico, relative ai redditi fondiari, ai redditi di capitale, ai redditi di lavoro autonomo non professionale e ai redditi diversi, indipendentemente dalla natura del soggetto passivo, sia esso persona fisica o societa' di persone o ente non commerciale, eccetera -: se dietro la manovra di attribuire ai Caaf l'esclusiva fiscale del modello 730 si celi la volonta' del Governo, da un lato, di incrementare in modo arbitrario gli iscritti ai "sindacati di regime" e, dall'altro, di "espropriare" le libere professioni le quali, proprio perche' "libere", non sono politicamente controllabili; se non si ravveda un'incoerenza nell'operato del Governo che, da un lato, stanzia fondi e risorse a favore della formazione professionale e, dall'altro, attua manovre palesemente dirette all'annientamento delle professioni autonome; se corrisponda al vero che il compenso richiesto dal Caaf al contribuente ammonti a circa 105 mila lire e, in caso di risposta affermativa, se non ritenga ingiusto e quanto mai scandaloso che un Centro che gia' riceve contributi statali per l'espletamento di un servizio, faccia pagare per quel medesimo servizio un compenso; se trattisi di una manovra per rimpinguare le gia' ricche casse di quei sindacati politicamente allineati a questa maggioranza; che cosa si intenda per "dichiarazioni unificate", considerato che, comunque, si tratterebbe di una creazione per legge di competenze professionali che non esistono; se non sia quantomeno singolare che, dopo aver reso la compilazione della denuncia dei redditi "umana" e non "lunare", si imponga al contribuente l'obbligo di passare attraverso il Caaf contraddicendo di fatto quel rapporto di fiducia che esiste tra contribuente e commercialista, nonche' si neghi al contribuente stesso la facolta' di compilare e consegnare autonomamente il modello 730; se non ritenga che l'obbligo di dover usufruire dei Caaf non vada in contrasto con la legge sulla privacy; se risulti veritiero che i Caaf non abbiano piu' l'obbligo di assicurarsi contro eventuali danni procurati all'utente; se trattisi di un espediente per offrire la possibilita' ai sindacati di "entrare" nelle imprese con meno di 15 dipendenti, con la "scusa" di svolgere assistenza fiscale al lavoratore contribuente; se risponda al vero che il Presidente dell'Ordine nazionale dei dottori commercialisti, dottor Francesco Serao, soggetto deputato alla tutela della categoria, sia stato nominato dal Ministro Visco nel Consiglio di amministrazione dell'Ente tabacchi italiani e, in caso di risposta affermativa, a quanto ammonti il compenso annuo per tale incarico. (5-05791)