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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05836 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990219

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: all'indomani della nota sentenza della Corte costituzionale relativa all'articolo 513 del codice di procedura penale, che tante reazioni ha suscitato, una recentissima sentenza pronunciata dalla Corte di cassazione, a sezioni unite, in data 15 gennaio 1999 ha sostanzialmente disposto che i testimoni escussi debbano essere riascoltati nel caso in cui il collegio giudicante muti, per qualsivoglia ragione, la propria composizione; il procuratore capo della procura della Repubblica di Palermo, dottor Gian Carlo Caselli, appreso il tenore della sentenza pronunciata dalla suprema Corte di cassazione, e prima ancora di leggere la motivazione (in omaggio ad un malvezzo ormai diffuso), ha elevato forti e clamorose lamentazioni, volando immediatamente a Roma per discutere di tale pronuncia (non ancora pubblicata) con il Ministro di grazia e giustizia e partecipando ad un notissimo talk-show nel corso del quale ha espresso preoccupazione per la sorte di alcuni importanti processi, fra i quali quello nei confronti del senatore Giulio Andreotti; secondo quanto riportato dalla stampa nazionale (vedasi, per tutti, La Repubblica di giovedi' 28 gennaio 1999 pagina 7) il dottor Gian Carlo Caselli ha affermato: "Azzardo che i cittadini siano ormai stanchi dei grandi problemi, di vedere prevalere la forma sulla sostanza: chiedono scelte precise e coerenti"; nessuna reazione si e' registrata a seguito di queste affermazioni; soltanto i giudici della suprema Corte hanno comprensibilmente ed orgogliosamente difeso la loro autonomia di giudizio cosi' commentando: "E' un attacco sconcertante per una sentenza che ancora non c'e'. Caselli usa la contraerea. Forse sta suggerendo ai giudici come motivare la loro decisione, in modo da non dare fastidio ai suoi processi"; l'episodio appare sconcertante sotto molteplici profili e certamente non giova ne' al prestigio dell'ordine giudiziario ne' al rapporto fra cittadini e magistrati, risultando, i primi, scossi dalle polemiche fra toghe che da anni, ormai, sembrano aver pretermesso i piu' elementari doveri comportamentali finalizzati al decorso dell'intero ordine; il ministero di grazia e giustizia e' sembrato incerto nella gestione di questo ulteriore difficile frangente; laddove non e' invece corretto, secondo l'interrogante, che un inquirente, al centro dell'attenzione nazionale, critichi una sentenza della suprema Corte, assunta a sezioni unite, senza averne materialmente potuto leggere la motivazione; ne' risulta commendevole che un si' forte attacco venga diffuso ultilizzando la platea televisiva della trasmissione "Maurizio Costanzo Show"; non appare ammissibile neanche che lo stesso ministero di grazia e giustizia, definisca "devastante" la richiamata sentenza, la quale pare sostanzialmente ribadire con vigore e rigore il fondamentale principio dell'oralita' che caratterizza il processo penale -: quali siano i costi per l'erario dello Stato degli spostamenti del dottor Gian Carlo Caselli; quali iniziative anche di tipo normativo intenda assumere perche' sia garantita la assoluta autonomia decisionale della suprema Corte di cassazione rispetto a situazioni quali quella esposta, nella quale essa e' stata costretta ad intervenire, prima di aver pubblicato la pronuncia, per anticiparne i contenuti al fine di contenere la polemica scatenata dalla procura di Palermo. (5-05836)

 
Cronologia
venerdì 5 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In vista delle elezioni europee Romano Prodi lancia la lista «Democratici per l'Ulivo» con Di Pietro e i sindaci delle Centocittà.

sabato 20 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Si riunisce il Consiglio di Amministrazione di Olivetti che trasmette alla Consob e a Telecom Italia una comunicazione contenente l'intenzione di lanciare un'offerta pubblica d'acquisto e di scambio totalitaria sulle azioni ordinarie di Telecom Spa.