Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05838 presentata da BUFFO GLORIA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990219
Al Ministro dell'interno, di grazia e giustizia e degli affari sociali. - Per sapere - premesso che: la signora Paola Cravotto, madre del minore Francesco Bruno, risulta di fatto irreperibile insieme al bambino di anni 8, da oltre 3 anni (fornendo solo indirizzi di comodo) cosi' come emerge dalle relazioni del giudice tutelare, dai rapporti delle forze dell'ordine e dalle denunce dell'ex marito signor Luigi Bruno; il minore e' da oltre 3 anni sottratto non solo al padre ma anche alle stesse autorita' giudiziarie preposte alla sua tutela; le perizie disposte in tempi diversi dai vari tribunali (civili e penali), e che hanno coinvolto ben 7 professionisti (psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili) hanno evidenziato che la madre: "...insicura, tende a strutturare rapporti di dipendenza" e che "le tensioni e le incertezze processuali accentuano l'apprensivita' di lei e, nel corso delle indagini peritali e' apparsa invadente, frettolosa, poco coordinata (difficolta' a pianificare il proprio comportamento)"; le perizie evidenziano anche che le difficolta' educative della madre rimandano ai limiti gia' evidenziati dalla signora (apprensiva, istintiva, poco programmata) abituata a dipendere, poco organizzata sul piano lavorativo e che "alla signora Paola Cravotto manca una guida, qualcuno che sia un riferimento soprattutto per i momenti difficili. In assenza di guide fa quello che puo'"; viene inoltre detto che rimangono pur sempre difficolta' per se' e per il piccolo; le piu' complesse, quelle che fanno capo allo stile educativo della signora ed alla sua scarsa propensione alla programmazione sono di piu' difficile soluzione perche' rimandano ai limiti caratteriali della Paola Cravotto" e che "soprattutto il bambino con siffatte modalita' educative avrebbe sicuramente problemi di adattamento"; la perizia effettuata in sede penale da 3 consulenti del pubblico ministero - disposta a seguito della denuncia della madre per presunti atti di violenza sessuale compiuti dal padre in presenza del figlio - ha evidenziato che "fin dall'inizio delle operazioni di consulenza tecnica, la signora comunque ha posto in essere un comportamento particolarmente manipolativo che ha tentato di attuare nelle piu' svariate modalita', nei confronti di tutti. Ha dimostrato di non essere capace di adattarsi alla situazione peritale in quanto non riesce a controllarla e tale incapacita' di gestione e' risultata mascherata da una ansia crescente. Il figlio e' vissuto, evidentemente, come un oggetto da possedere e manipolare, come un suo "prolungamento sano" che in quanto sano non puo' allontanare, anzi deve essere inglobato e fuso con lei; tale perizia sostiene anche che " ...la signora Paola Cravotto, potrebbe proiettare sul bambino una patologia legata a problematiche di tipo sessuale, probabilmente fobiche. Un altro aspetto da non sottovalutare e' il comportamento della signora Paola Cravotto, caratterizzato da intrusivita' e da oppositivita' nei confronti del contesto peritale. Peraltro la paura espressa circa il timore che il signor Bruno possa "rapire" il bambino attraverso la forza pubblica costituisce un'altra espressione del disadattamento al contesto. Considerati i dati anamnestici raccolti (la possessivita' nei confronti del bambino, l'emarginazione del padre, il timore che il signor Bruno potesse addirittura danneggiarlo) si e' in presenza, verosimilmente di una paura fantasmatica, una paura magica ed onnipotente che probabilmente copre l'angoscia della Paola Cravotto, la quale, una volta a contatto con il Bruno, teme di perdere una parte importante della sua identita': il figlio"; successivamente una terza relazione peritale d'ufficio ha evidenziato che... "tali incontri hanno richiesto un lungo periodo di tempo perche' la signora Paola Cravotto ha piu' volte rifiutato i tentativi di contattarla effettuati dal nostro servizio sociale" e che " ...meno facile e' per il bambino difendersi dalle possibili modalita' manipolative della madre e della sua famiglia" ...la signora Paola Cravotto sotto l'apparente protezione che vive nella famiglia di origine, cela una squalifica e uno scarso riconoscimento nei suoi confronti. Nelle stesse perizie d'ufficio, emerge un quadro allarmante del rapporto deviato madre-figlio. In particolare i vari periti hanno evidenziato che "sul piano linguistico si evidenziano difficolta' ...presumibilmente siffatte difficolta' sono da riportare alle attenzioni materne che lo pongono nella condizione di non sforzarsi a verbalizzare". "Va altresi' presa in considerazione la modalita' di addormentamento attuata dalla madre nei confronti del piccolo: addormentamento al seno"; sempre secondo la perizia, "la situazione vede la madre disponibile ma con limiti che si ritorcono sul figlio e che infine e' soprattutto il bambino che con siffatte modalita' educative e di addormentamento avrebbe sicuramente problemi di adattamento"; ... "il bambino vive in prima persona l'alta conflittualita' che caratterizza il rapporto tra i genitori ed evidenzia una forte carica di aggressivita', peraltro repressa e vissuta con naturali sensi di colpa"; "e' emersa comunque una lieve inibizione sia sul versante cognitivo che su quello affettivo-relazionale e tale stato clinico, verosimilmente sottointende un quadro di sindrome depressiva" e "allo stato attuale, emerge una relazione nei confronti della figura materna fortemente condizionante il minore nel modo di esprimersi, di giocare, di rapportarsi agli altri. Tale figura materna risulta infatti talmente invadente, intrusiva, condizionante che il minore ricorre a modalita' difensive di "esclusione e di allontanamento" tanto che nei disegni effettuati non l'ha mai rappresentata"; nella perizia e' detto che "...il disegno e' inibito nella produzione, il tratto e' leggero, porta temi di solitudine" e che " ...attraverso il disegno rappresenta se stesso come un bambino bloccato, costretto in una situazione di richieste intellettive a volte eccessive e di tentativi di intrusione nel suo spazio, da tale situazione si difende con una apparente rigidita'"; "la madre propone al bambino dei giochi sempre di tipo intellettivo e il bambino, che pare sentirsi sostenuto da me, risponde volutamente in modo inesatto suscitando una chiara irritazione nella madre"; viene detto anche che " ...il bambino vive un problema di ambivalenza con la madre che, per il momento pare saper gestire ...anche se a scapito di una parte di se' piu' autentica che viene inibita (creativita', emotivita')"; nelle suddette perizie rispetto al padre si legge "nel corso dei colloqui il signor Bruno, invece, si e' mostrato piu' lucido e determinato evidenziando buone capacita' di controllo emotivo, capace di programmare e metodico" e che "...il Bruno offre di se' un'immagine totalmente centrata sulla sua capacita' intellettiva e professionale. Il controllo e' pressoche' totale apparendo in grado di gestire qualunque situazione anche difficile psicologicamente"; rispetto al rapporto padre-figlio le perizie hanno evidenziato che "... il piccolo Francesco non ha avuto problemi a relazionarsi con il padre... Il signor Bruno si sforza di fornire regole di vita, a ribadire al figlio concetti utili al suo adattamento; appare produttivo e funzionale il suo ruolo" e che "Francesco e' privato di una figura fondamentale per la sua crescita (il padre). Le esigenze del signor Bruno vanno tenute in considerazione e del resto Francesco ha bisogno di metodicita' ed autorevolezza" e che padre e' in grado di tenere con se' il piccolo ma e' penalizzato dai limiti della Paola Cravotto"; la signora Paola Cravotto - gia' a partire dalla perizia disposta in sede penale - si e' sottratta con il bambino a tutte le perizie e a tutti gli incontri successivi; le numerose denunce del padre hanno prodotto 3 citazioni a giudizio di 3 pubblici ministeri diversi per i reati di cui agli articoli 81 e 388 del codice penale a carico di Paola Cravotto; l'8 luglio 1998 il giudice per le indagini preliminari del tribunale Penale di Roma depositava ordinanza in ordine al reato di calunnia ascritto a Paola Cravotto e in ordine al concorso con Paola Cravotto nel delitto di calunnia in danno di Luigi Bruno per la di lei sorella Adriana Cravotto e per la di lei madre Lidia Mancini; il 6 novembre 1998 il tribunale per i minorenni di Roma dopo aver acquisito tutte le relazioni del procedimento davanti il giudice tutelare, ha pronunciato la decadenza della potesta' genitoriale della madre Paola Cravotto sul figlio minore, affidando temporaneamente il minore al servizio sociale GIL (CIRC. II - SMI ASL RM A) al fine di un successivo affidamento al padre; il 18 dicembre 1998 la corte di appello di Catanzaro, con provvedimento cautelare ex articolo 700 del codice di procedura civile, emesso inaudita altera parte (e confermato all'udienza delle parti il 30 dicembre 1998 con provvedimento del 2 gennaio 1999) affidava temporaneamente il bambino al servizio sociale individuato dal tribunale per i minorenni con il precipuo ed esclusivo compito di far riprendere le frequentazioni con il padre interrotte per colpa della madre da piu' di 3 anni; il giudice tutelare a seguito del ricorso del padre del 9 gennaio 1999 individuava le modalita' di esecuzione dei provvedimenti emessi; nonostante il fattivo intervento del giudice tutelare ai sensi dell'articolo 337 del codice civile (che gia' in passato era intervenuto per rintracciare la signora Paola Cravotto ed il bambino) a tutt'oggi non e' stato ancora possibile eseguire - a tutela del minore esposto a rischi serissimi - i provvedimenti di cui sopra; nonostante la madre non sia piu' affidataria del bambino e non eserciti piu' la potesta' genitoriale sul minore, la stessa pertinacemente continua a non ottemperare ai provvedimenti giudiziali emessi a tutela del minore, continuando di fatto ad occultare l'effettivo domicilio del minore e la scuola frequentata dallo stesso (nel caso augurabile che venga garantito al bambino il diritto allo studio); nel piu' assoluto disprezzo della legge e dei provvedimenti dell'autorita' giudiziaria, nonche' della vita e dei diritti del figlio la signora Paola Cravotto e' arrivata ad ammettere in una intervista rilasciata alla stampa la propria condizione di fuorilegge e di latitanza; la signora Paola Cravotto attraverso un vero e proprio processo di "cosificazione" del minore, non ha manifestato nei confronti del bambino il benche' minimo rispetto, ignorando che il minore e' un soggetto autonomo di diritti; decenni di studi ed elaborazioni che hanno portato finalmente al riconoscimento del bambino come soggetto autonomo di diritti, sono trascorsi invano per la signora Paola Cravotto, che ritiene di poter avere sul minore una specie di ius vitae ac necis; il tribunale per i minorenni di Roma nel motivare il gravissimo provvedimento di decadenza della madre dalla potesta' genitoriale sul figlio, ha sottolineato che "la condotta gravemente pregiudizievole del genitore, rilevante ai fini della dichiarazione di decadenza puo' consistere non solo in maltrattamenti, disinteresse, rifiuto palese del figlio, ma anche nell'incapacita' di capire i bisogni del medesimo e nella sua coartazione psicologica, specialmente se tali atteggiamenti siano rimasti immutati nel tempo ed appaiono prevedibilmente irreversibili. Il comportamento della Paola Cravotto che, oltre a non consentire al figlio di avere rapporti con il padre, ha nascosto il proprio domicilio, nonche' la scuola frequentata dal minore, appare altamente dannoso per il medesimo; invero ha sottratto il minore ad ogni accertamento impedendo agli organi preposti alla sua tutela ogni valutazione sul suo attuale stato psicologico: non puo' piu' tollerarsi che la madre perduri in tale comportamento che puo' avere effetti devastanti in relazione ad un equilibrato sviluppo psico- fisico, gia' compromesso - come rilevasi dalle relazioni contenute in atti" -: quali provvedimenti intendano prendere i ministri interrogati, ognuno nell'ambito dei propri poteri e della propria sfera di competenza, per tutelare il minore Francesco Bruno soggetto autonomo di diritti, e per assicurare al padre Luigi Bruno l'effettivita' dei propri diritti scaturenti dai numerosi ed univoci provvedimenti giudiziali, emessi nel corso di questi anni nelle varie sedi da ben ventitre' organi giudiziari, collegiali e monocratici (tribunale civile di Cosenza, tribunale per i minorenni di Roma, corte di appello di Catanzaro, i vari pubblici ministeri e giudici per le indagini preliminari in sede penale, il giudice tutelare di Roma). (5-05838)