Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01650 presentata da GAMBATO FRANCA (MISTO) in data 19990222
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della finanze, per sapere - premesso che: con il decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 490 si sono introdotte modifiche alla disciplina dei centri di assistenza fiscale creando ingiusti privilegi, affidando ai Centri autorizzati di assistenza fiscale delle organizzazioni sindacali e di categoria competenze che soltanto professionisti qualificati possono garantire; il numero dei Centri autorizzati di assistenza fiscale e' pari in Italia a oltre 6.000 che corrispondono a 22 diverse sigle organizzatrici; nel 1997 (redditi 1996) sono stati presentati 5 milioni di modelli 730, con un costo unitario di 20 mila lire per una spesa totale per lo Stato di 100 miliardi; nel 1998 (redditi 1997) sono stati presentati 6 milioni di modelli, per una spesa di 120 miliardi e nel 1999 (redditi 1998) i modelli saranno 8 milioni, il compenso unitario di 25 mila lire, per una spesa complessiva di 200 miliardi; la reintroduzione delle facolta' di presentazione del modello congiunto determina un incremento atteso della numerosita' di tali modelli di dichiarazione in virtu' del fatto che, essendo possibile la compensazione delle partite di debito/credito tra i due coniugi, si assistera' contemporaneamente: a) ad una diminuzione dei modelli Unico, il cui utilizzo era obbligatorio lo scorso anno se si voleva operare la compensazione tra le partite afferenti a un unico soggetto; b) ad un aumento dei 730 congiunti; c) al complessivo decremento del numero delle dichiarazioni presentate per effetto della combinazione di queste due dinamiche; assisteremo quindi nel corso dei prossimi anni ad una contrazione del numero complessivo di dichiarazioni presentate che lo stesso ministero delle finanze stima in circa 5 milioni in meno (da 25 a 20 milioni, quando il sistema sara' a regime) e ad una nuova composizione del panel complessivo nella quale i modelli 730 acquisiranno un peso pari a quasi la meta' del totale: 8 o 9 milioni di dichiarazioni modello 730 presentate ogni anno su un totale di circa 20 milioni di dichiarazioni; alle organizzazioni sindacali - cui fa capo la maggioranza dei Centri autorizzati di assistenza fiscale dipendenti - verra' consegnata quasi la meta' del "mercato" professionale delle dichiarazioni; il costo per lo Stato derivante da questa complessa operazione e' stimato in circa 200 miliardi di lire l'anno; accanto ai costi che gravano sulle pubbliche finanze, pero', e' da quantificare anche il volume dei compensi derivante dal costo sostenuto dal singolo contribuente che si rivolge ai Centri autorizzati di assistenza fiscale. Infatti, quasi tutti i Centri autorizzati di assistenza fiscale - indipendentemente dalla complessita' della dichiarazione redatta - chiedono al contribuente anche un compenso variabile tra le 50 mila e le 80 mila, che porta ad un introito complessivo unitario variabile tra le 75 e le 105 mila, con un ricavo complessivo certamente non trascurabile -: se il Governo ritenga che, con la riforma attuata, ai cittadini contribuenti sia garantita la correttezza della predisposizione della dichiarazione tributaria e della esecuzione degli adempimenti conseguenti; se sia garantito il risarcimento effettivo del danno subito a causa degli errori compiuti dal soggetto incaricato di predisporre la dichiarazione tributaria e di curare gli adempimenti conseguenti; se sia garantita la riservatezza delle informazioni e dei dati personali e comunicati al soggetto incaricato di predisporre la dichiarazione; posto che anche i commercialisti sono cittadini contribuenti, quale sia la perdita stimata per l'erario a causa del ridotto giro di affari causato agli stessi dalla riforma dei Centri autorizzati di assistenza fiscale; come si intendano giustificare, invece, i maggiori oneri per lo Stato introdotti dalla modifica della disciplina dei Centri autorizzati di assistenza fiscale. (2-01650)