Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01651 presentata da FIORI PUBLIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990223
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri della difesa, degli affari esteri, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, del commercio con l'estero, per le politiche comunitarie e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che: nell'articolo "Alleati con la Cina e non con Londra" pubblicato dal quotidiano cinese Reference News (Can Kao Xiaoxi) del 5 gennaio 1999 si considera estremamente pericoloso e allarmante il fatto che l'amministrazione Clinton starebbe rimandando la soluzione dell'attuale crisi dei mercati finanziari internazionali, e che Washington tenderebbe ad allinearsi col governo di Tony Blair per contrastare le misure che i paesi asiatici hanno adottato contro i grandi speculatori internazionali, in particolare quelle adottate dalla Malesia. Nell'articolo si afferma che la Cina e' invece decisa a mantenere il controllo sulla propria moneta e sul movimento dei cambi e che intende avvalersi del proprio sistema creditizio nazionale per finanziare la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali. L'articolo spiega che, sebbene l'approccio della Cina prettamente autodifensivo non possa essere considerato un'alternativa alla necessita' di seppellire l'attuale sistema finanziario internazionale rimpiazzandolo con una nuova Bretton Woods, tuttavia si tratta di un primo passo in quella direzione. Esso deplora gli attacchi che il Financial Times e il Wall Street Journal hanno lanciato nel mese di ottobre del 1998 contro il modello cinese, contrapponendo alla politica di controllo sul movimento dei capitali adottata dal gigante asiatico, il metodo della "distruzione creativa". L'articolo definisce le due testate finanziarie "portavoci di circoli di speculatori" che le misure adottate dalla Malesia, notoriamente sostenute dalla Cina, hanno reso molto ansiosi e considera gli attacchi dei due quotidiani un tentativo di influenzare l'amministrazione Clinton e intimidire altri paesi che potrebbero seguire l'esempio della Cina. Sostiene inoltre che la partnership strategica che l'Amministrazione Clinton ha cercato di stabilire con la Cina "costituisce una grave minaccia per gli interessi di Londra" e che percio' gli inglesi stanno facendo di tutto per cambiare questa inclinazione di Clinton per essere sicuri "che egli non appoggera' mai piu' la politica cinese per il controllo dei capitali e la pianificazione di grandi progetti infrastrutturali L'articolo osserva che accanto a questa pericolosa tendenza se ne contrappone "fortunatamente" un'altra che va nella direzione contraria. Essa consiste in un'alleanza strategica tra gli USA e la Cina per far fronte alla crisi. L'articolo prevede che l'inevitabile crollo del sistema finanziario internazionale impedira' che i piani di Londra procedano indisturbati e conclude con un perentorio ammonimento: "come Lyndon La Rouche ha recentemente dichiarato, Washington deve scegliere tra Londra e la Cina; non ci sono vie di mezzo"; di pari portata storica e rilevanza strategica e' un servizio apparso sul principale periodico economico russo Kommerzant Vlast. Il numero del 26 gennaio 1999 del noto settimanale ha dedicato diverse pagine al FMI con un commento di Lyndon La Rouche intitolato: "Gettate le scemenze del pacchetto del FMI nel cestino dei rifiuti" nel quale viene descritta la trasformazione subita a partire dal 1991 dalla Russia che, sotto i diktat del FMI, da economia agro-industriale e' stata ridotta a mera produttrice di materie prime, nonche' il processo di disintegrazione globale, economico, monetario e finanziario. Termina con la proposta di una imposizione immediata di controlli sui cambi e sui capitali in Russia e di una prospettiva di ricostruzione della Russia lungo le linee della politica produttivistica adottata dalla Cina; il vice presidente USA Albert Gore lo scorso novembre al vertice dell'Apec tenutosi a Kuhala Lampur, ha duramente criticato le misure di controllo sul movimento di capitali adottate dal governo malesiano del dottor Mahathir, suscitando una sdegnata reazione delle autorita' malesiane; il segretario di Stato Madelaine Albright ha definito di "fondamentale utilita' per i mercati finanziari" nel campo della finanza derivata le attivita' del megaspeculatore George Soros che il dottor Mahathir, nell'ottobre del 1988, aveva invece definito "un mascalzone"; la signora Albright il 16 gennaio 1999, durante un incontro diplomatico, ha riservato dure critiche al governo cinese colpevole a suo avviso di gravi violazioni dei diritti umani di alcuni dissidenti, provocando la reazione risentita delle autorita' cinesi; nell'ottobre 1998 l'ex segretario di Stato Henry Kissinger sulle pagine del Los Angeles Times e del Daily Telegraph ha proposto la creazione di un'equipe guidata da un "sostituto presidente" che conduca la politica estera, proponendo di prendere a modello quello che fecero lui stesso ed i suoi collaboratori nella fase finale del Watergate contro l'allora presidente Richard Nixon; il quotidiano Reference News, come e' noto, esprime ufficialmente l'orientamento del governo cinese; il periodico Kommerzant Vlast esprime il punto di vista della piu' importante combinazione di interessi industriali russi che fanno direttamente capo al governo Primakov; il "contagio" della crisi finanziaria internazionale secondo le previsioni dei piu' qualificati analisti finanziari si trasferira' molto presto dall'America Latina all'Europa; il "Trattato di Maastricht" e il "patto di stabilita' monetaria" impediscono che la Comunita' economica investa risorse finanziarie rilevanti nella realizzazione di grandi progetti infrastrutturali i quali, come sta accadendo con le infrastrutture in via di realizzazione in Cina, rappresentano il motore di una ripresa economica euroasiatica -: se siano a conoscenza di quanto premesso che e' di estrema rilevanza strategica per la politica estera ed economica del nostro Paese, e quali valutazioni esprimano in proposito; se non ritengano urgente adottare una precisa strategia sulla crisi economica mondiale, europea e nazionale che punti alla lotta globale contro la grande speculazione finanziaria attraverso iniziative interne e internazionali che prendono misure di controllo dei movimenti dei capitali e la ripresa di una politica di sviluppo fondata sul rilancio delle grandi infrastrutture. (2-01651)