Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05850 presentata da MUZIO ANGELO (COMUNISTA) in data 19990223
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: nel 1985 vennero rinvenute nel comune di Castellazzo Bormida, nelle localita' Pulcianetta e Fallita due discariche abusive, considerate fra le maggiori mai individuate con circa 80 Ha di estensione; mentre in localita' Pulcianetta furono rinvenuti solo rifiuti solidi urbani in localita' Fallita vennero alla luce, oltre a questi, grandi quantita' di rifiuti industriali e tossico-nocivi; la ditta Castalia, appaltatrice della bonifica, ha effettuato un'indagine nel sito, dalla quale risulta che l'area contaminata in regione Fallita, (circa 50 Ha) delimitata dai corsi d'acqua Bormida, Orba, e Rasio e' vastissima ed e' in parte esondabile; sondaggi geognostici hanno inoltre stabilito che lo strato argilloso a protezione della falda acquifera e' discontinuo e quindi non garantisce l'impermeabilita'; notevoli quantita' di rifiuti tossico-nocivi e industriali sono state versate direttamente nel terreno o sopra cumuli di rifiuti solidi urbani, altri sono stati collocati in fusti, in parte interrati sotto il livello della falda acquifera, alcuni rifiuti invece non sono stati identificati e la loro natura e' tuttora ignota; sono presenti vasti giacimenti di melme e fanghi acidi e si calcola vi siano enormi quantita' di terreno contaminato; il prato che copre attualmente la discarica e' stato suddiviso topograficamente in settori di 100 m per lato, e ad oggi, dopo circa tredici anni dal rinvenimento dei rifiuti, e' stato terminato solo il primo lotto della bonifica con una spesa di circa 13 miliardi e mezzo che ha consentito lo smaltimento e la messa in sicurezza di una parte dei rifiuti; un primo gravissimo rischio deriva quindi dal mancato completamento della discarica: vi si stimano almeno 65.000 metri cubi di rifiuti pericolosi; il trascorrere del tempo deteriora inesorabilmente i fusti, cosi' che i rifiuti si infiltreranno nel suolo, insieme a quelli in giacimento contaminando la falda con danni irreparabili; un rischio ancor piu' grave e immediato e' dovuto alla presenza di emissioni gassose dai terreni contaminati; il 13 ottobre 1998 personale competente nel settore ambientale denunciava l'emissione di fumo proveniente dalla discarica, ed in seguito al sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco di Alessandria e' stato appurato che il prato che copre la discarica presenta numerose voragini e gibbosita' e che da queste, attraverso fenditure del suolo, si liberano fumi e vapori; tali fumi sono originati da reazioni chimiche fra i rifiuti sepolti e che, raggiunta una pressione critica, sfiatano per ripresentarsi appena la pressione torna ad aumentare; sono state svolte decine di ispezioni in giorni e condizioni atmosferiche diverse, riscontrando sempre il fenomeno soprattutto nei settori indicati come f,l,t,p ed m1, della discarica, settori nei quali e' certa la presenza di fusti e sversamenti; in alcune occasioni le emissioni di fumo sono state cosi' abbondanti da richiedere l'uso della maschera anti-gas, in altre hanno formato una coltre che, piombata sulla provinciale Alessandria-Ovada ha ostacolato la circolazione; altre volte tali omissioni sospinte dal vento in direzione di Alessandria, sono state avvertite nei quartieri periferici; tale situazione genera un duplice rischio: primo perche' i fumi, provenendo da reazione e combustione di rifiuti tossici, sono certamente carichi di sostanze nocive (esempio diossine) che si liberano nell'aria e vengono respirate dalla popolazione; secondo: vi e' un possibile irrigidimento del suolo, indotto da gelate o altre cause, che causerebbe un ostacolo allo sfiato dei gas, provocando l'innalzamento della pressione nel sottosuolo oltre il livello critico, con esplosione ed emissione di nube tossica; vi e' un ulteriore pericolo costituito dal volume confinato dalla Castalina, in quanto il sarcofago realizzato, in origine, secondo i crismi della maggior sicurezza e' stato corredato con canalette di guardia per l'allontanamento delle acque meteoriche, con pozzetti di intercettazione del percolato, con vasche per la raccolta del percolato, con sistemi antincendio, linee idriche, elettriche e telefoniche e da una fitta rete di piezometri, distribuiti in tutto il prato che copre la discarica; sono inoltre stati realizzati uffici e locali per il personale tecnico e fari per l'illuminazione notturna; la Castalia raccomandava nella relazione di effettuare operazioni elementari di gestione e monitoraggio, indispensabili fino a che l'aria non risultasse completamente in sicurezza e affermava che il volume confinato necessita di una gestione del percolato e che occorre provvedere allo sfalcio dell'erba, in modo da garantire l'integrita' del telo di copertura e di stabilita' della scarpata; le condizioni della discarica e del sarcofago risultano al momento degradate per la mancanza di manutenzione, gli uffici per il personale tecnico, che dovevano servire anche al completamento della bonifica e che sono di proprieta' della regione Piemonte, sono in totale abbandono, sfasciati e depredati dai vandali, alcuni containers in servizio sono addirittura stati sfondati e rovesciati, provocando cosi' un danno ingentissimo che ricade su tutti i contribuenti; la vicinanza di questo sito al capoluogo, ma anche ai paesi di Castellazzo e Casalcermelli, pone le condizioni perche' essa non rappresenti soltanto un problema ecologico, ma anche un problema di pubblica sicurezza; se non ritenga necessario un intervento immediato atto ad eliminare i rischi sopra descritti, e quali iniziative intenda assumere nei confronti degli eventuali responsabili di questo ingente danno ambientale. (5-05850)