Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05872 presentata da CHIAVACCI FRANCESCA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990225
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: la direzione aziendale del Nuovo Pignone di Firenze ha annunciato l'esigenza di una riorganizzazione aziendale attraverso l'apertura di una procedura di cassa integrazione per un massimo di 400 dipendenti secondo criteri al momento non noti alle organizzazioni sindacali; questo processo riguarda personale che nella stragrande maggioranza dei casi (secondo ammissioni della stessa azienda) non puo' accedere alla pensione; a seguito di questa decisione e' stata aperta una trattativa tra direzione e rappresentanze sindacali durante la quale il sindacato ha indicato la formazione e la riqualificazione professionale dei dipendenti come strumento fondamentale per la ristrutturazione, richiedendo contemporaneamente garanzie precise per la tutela dei lavoratori stessi; in data 16 febbraio 1999 si e' svolto il quarto incontro tra le parti riguardante la vertenza in oggetto; durante questo incontro la direzione, dichiarando la totale indisponibilita' ad accettare la condizione secondo la quale nessun lavoratore possa uscire dall'azienda senza tutele, ha comunicato che le "eccedenze" si sarebbero potute assottigliare solo di 28 unita' sulle 400 indicate inizialmente; il giorno successivo (17 febbraio) la direzione generale, in seguito a un pacifico corteo interno svolto dai lavoratori all'interno dello stabilimento, ha inviato una lettera a tutti i dipendenti, alla rappresentanza sindacale unitaria e alle segreterie nazionali dei sindacati nella quale dichiarava che "a prescindere dai reati connessi a tale fatto (violazioni di domicilio, minacce e ingiurie) una volta identificati i responsabili, si faceva riserva di denuncia all'autorita' giudiziaria" -: quale posizione intenda assumere il Governo di fronte a tale atteggiamento della direzione; se non ritenga che questo comportamento non rappresenti un'aperta violazione del Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione sottoscritto anche da una delle parti interessate laddove afferma che "un'efficace politica dei redditi non puo' essere disgiunta da un quadro stabile di concertazione" e che "la scelta concertativa espressa dal protocollo del 23 luglio 1993 deve divenire una forte procedura di coinvolgimento volta a stabilizzare e potenziare le scelte di politica economica e sociale". (5-05872)