Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00352 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19990302
La Camera, premesso che: l'obbligo di leva, nella attuale organizzazione della vita militare, rappresenta un inutile spreco di energie e di tempi di lavoro e di vita dei giovani italiani, per questo e' comunque necessario arrivare da subito, indipendentemente dalla scelta che il paese fara' in ordine all'ipotesi di professionalizzazione integrale delle forze armate, a una drastica riduzione della durata del servizio di leva; negli ultimi anni un numero crescente di giovani ha scelto l'obiezione di coscienza, dando cosi' vita ad una importante esperienza di servizio civile; si tratta di un patrimonio da valorizzare, anche perche' esso si configura - secondo le sentenze della Corte costituzionale - come una delle forme di applicazione del dovere di servizio alla patria sancita dall'articolo 52 della Costituzione; e' sempre piu' necessario un consistente ridimensionamento dell'attuale struttura delle forze armate come forma di superamento dell'attuale modello di difesa, ancora troppo legato alla fase della guerra fredda e percio' inutilmente mastodontico, burocratico, dispendioso e in ultima analisi inefficiente; tale superamento non puo' che muoversi verso una concezione di difesa territoriale largamente integrata nella dimensione europea e capace percio' di utilizzare sinergie ed evitare logiche competitive tra i paesi della comunita' stessa; emerge sempre piu' la necessita' di far fronte ad impegni militari internazionali richiesti o sollecitati dall'Onu attraverso unita' armate e non armate (caschi bianchi), con alta preparazione professionale sia sugli aspetti militari che sugli aspetti sociali ed umani delle zone di intervento; poiche' la Costituzione italiana permette un invio all'estero di truppe militari solo in ambito di missioni di conservazione e ripristino della pace e percio' stesso solo in ambito multinazionale, e tenuto conto che gia' ora la presenza all'estero di forze di questo tipo e' tra le piu' alte dei paesi alleati, la dimensione di queste forze non potra' che essere numericamente contenuta; la riorganizzazione dello strumento militare deve avvenire senza ulteriori aumenti di spesa: non e' infatti giustificabile, in una fase in cui il nostro paese non ha consistenti minacce alla propria sicurezza ed e' inserito in strutture di alleanze europee e atlantiche, promuovere aumenti di tasse o impedire la diminuzione di quelle esistenti a causa di un aumento delle spesa militare. Si tratta percio' di puntare al criterio dell'efficienza con una netta riduzione della dimensione burocratica ed elefantiaca dell'attuale strumento militare; un processo di riorganizzazione delle forze armate non puo' produrre scompensi e penalizzazioni nel mercato del lavoro giovanile e, in particolare, penalizzare l'accesso delle donne nel pubblico impiego e nei corpi di polizia. Le esigenze di lotta alla criminalita' e di funzionamento della pubblica amministrazione richiedono una sempre maggiore specializzazione dei corpi di polizia e ancor piu' dei settori civili del pubblico impiego. Non e' pertanto ipotizzabile che l'accesso alla polizia di Stato, guardia di finanza, polizia carceraria, guardia forestale, eccetera e ancor piu al pubblico impiego perda le caratteristiche della competenza e professionalita' per garantire accessi privilegiati ai soggetti, peraltro pressoche' solamente maschi, che accettino di svolgere la ferma militare prolungata; i giovani che accettano di svolgere la ferma prolungata o intraprendono la carriera militare devono percio' godere di adeguata retribuzione; impegna il Governo: a presentare entro 90 giorni un piano di ridimensionamento e riorganizzazione delle forze armate che realizzi un immediato vantaggio per i giovani, prevedendo a partire dal prossimo anno la riduzione della leva a sei mesi. Tale piano dovra' prevedere, per il medio periodo, ambedue le possibili ipotesi: conferma del sistema misto (una leva molto ridotta nella durata e una componente volontaria) oppure scelta di integrale professionalizzazione. Per ognuna delle ipotesi andranno indicate le previsioni di spesa (con il vincolo del non aumento del finanziamento complessivo), le condizioni del servizio e le prospettive di professionalita', oltre che, ovviamente, le nuove finalita' delle forze armate nelle mutate condizioni internazionali. Solo tali informazioni, infatti, consentiranno poi al Parlamento di deliberare in proposito, con un dibattito che deve coinvolgere l'intero Paese; a presentare, contestualmente al piano di ristrutturazione delle forze armate, un progetto di valorizzazione e potenziamento delle esperienze e strutture di servizio civile comprese forme volontarie, agevolate ed incentivate cui possano accedere anche le ragazze. (1-00352)