Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01677 presentata da GALLETTI PAOLO (MISTO) in data 19990303
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, ed i Ministri della sanita' e per le politiche agricole, per sapere - premesso che: il 15 per cento delle 10.000 tonnellate di antibiotici prodotti ogni anno nell'Unione Europea e' destinato ad accelerare la crescita degli animali allevati in modo intensivo; negli ultimi dieci anni la Commissione Europea ha proibito l'uso di quindici antibiotici come additivi nei mangimi in seguito al riconoscimento del rischio di una vera e propria "minaccia microbiologica", giacche' l'assunzione indiretta da parte dell'uomo di tali antibiotici, impiegati abitualmente nell'alimentazione di animali, ha provocato un abbassamento delle difese immunitarie umane rispetto ad agenti patogeni; in un recente numero della rivista "New England Journal of Medicine" pubblicato negli Stati Uniti d'America si afferma che lo stafilococco aureo, una delle specie batteriche piu' diffuse e pericolose, responsabile di setticemie e polmoniti, ha sviluppato un nuovo ceppo resistente all'antibiotico tradizionalmente usato per debellarlo, mentre alla fine del 1998 in Brasile un enterococco fecale, un tempo considerato vulnerabile agli antibiotici, ha provocato diverse vittime; nelle prime settimane di febbraio in Italia sono morti quattro bambini uccisi dall'influenza, ricoverati in ospedale successivamente all'impennata dei sintomi non piu' governabili; le giovani vittime tutte di eta' inferiore ai 10 anni erano state vanamente ricoverate a Palermo ed a Torino; negli ospedali italiani la percentuale degli stafilococchi resistenti alla meticillina e' piu' alta che in Paesi come Francia, Spagna, Regno Unito, Svizzera, Grecia ed Austria, mentre in Svezia dove da dieci anni gli antibiotici sono vietati nei mangimi animali, la resistenza e' vicina allo zero; il direttore del gruppo di lavoro sulle malattie infettive dell'Organizzazione mondiale della sanita', Daniel Heymann, ha dichiarato in un'intervista pubblicata sull'inserto Il Venerdi' della Repubblica del 12 febbraio 1999: "L'impiego scriteriato che si continua a fare degli antibiotici potrebbe provocare l'apparizione di nuove malattie o la ricomparsa di antiche malattie; ci troviamo di fronte a batteri sempre piu' aggressivi ed evoluti. La cosa e' dovuta al cattivo uso che ne abbiamo fatto: dall'autoprescrizione all'inosservanza della terapia e all'aggiunta nei mangimi animali degli stessi antibiotici usati nelle terapie umane. In questo modo i batteri senza difese muoiono ma il ceppo mutante sopravvive e si rinforza; lo scorso anno negli U.S.A. ci sono state infezioni di batteri multiresistenti quali il gonococco, responsabile della blenorragia o il pneumococco, che e' all'origine della polmonite, mentre da qualche anno negli ospedali europei si sono manifestate infezioni da germi irriducibili, contro i quali nessun antibiotico funziona."; dagli anni Ottanta non esistono nuove famiglie di antibiotici ma solo vecchie molecole ricombinate, ottenute modificando le sostanze conosciute, cosicche' i 250 diversi farmaci disponibili oggi in commercio, appartengono ad appena una decina di famiglie di antibiotici, ognuna dei quali agisce su una struttura diversa del batterio; tale circostanza rende sempre piu' difficile curare i malati giacche', essendo le resistenze specifiche ad ogni famiglia, quando esse si manifestano coinvolgono tutte le sottospecie di antibiotici; la ricerca per lo sviluppo di nuovi antibiotici e' molto costosa e comporta grossi rischi economici perche', una volta scoperto un nuovo farmaco, le case farmaceutiche non sanno se potranno recuperare i soldi investiti prima che si sviluppino le resistenze; va infatti ricordato che nel caso della penicillina, il primo antibiotico scoperto da Fleming nel 1928, ed immesso in commercio nel 1942, le prime resistenze apparsero tre anni dopo e nel 1955 negli ospedali inglesi il 59 per cento dei ceppi di alcuni batteri gli manifestavano resistenza; per mantenere alta l'efficacia degli antibiotici gli esperti dell'O.M.S. ed il prof. Bassetti, direttore dell'Istituto delle malattie infettive e tropicali dell'Universita' di Genova, consigliano di usare gli antibiotici solo quando necessario, eliminando l'autoprescrizione e combattendo l'inosservanza della terapia, e soprattutto evitando nel modo piu' assoluto sovrapposizioni tra gli antibiotici usati come additivi nei mangimi animali e quelli in commercio per le terapie umane, dal momento che per esempio la salmonella che attacca i polli e' resistente a molti antibiotici aggiunti nei mangimi e quindi il batterio che viene trasmesso all'uomo resta ovviamente resistente; seguendo le raccomandazioni dell'O.M.S., l'Unione europea ha recentemente deciso di vietare nella zootecnia l'impiego di quattro antibiotici somministrati all'uomo; di fronte alla preoccupazione di molti paesi sul possibile aumento dei costi della zootecnia causati dal bando e' possibile citare l'esempio della Svezia, dove da dieci anni hanno abolito gli antibiotici semplicemente migliorando l'igiene negli allevamenti, con la conseguenza che in quel Paese esistono meno ceppi resistenti di altrove; va ritenuta prioritaria la tutela della salute umana rispetto ad altre esigenze, come ad esempio l'esigenza di non privare le aziende produttrici di antibiotici del 15 per cento circa del proprio fatturato proveniente dal commercio dei prodotti nel settore zootecnico -: se non ritengano opportuno ed urgente, vietare nel nostro Paese la commercializzazione e l'impiego di antibiotici come additivi nei mangimi animali. (2-01677)