Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00357 presentata da DE SIMONE ALBERTA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990305

La Camera, considerato che con l'approvazione della legge 15 marzo 1996, n. 66, il Parlamento ha varato uno strumento di civilta', in base alla quale la violenza sessuale e' classificata come delitto contro la persona, mentre la legislazione precedente lo definiva reato contro la morale ed il buon costume. Tale nuova classificazione e' la parte piu' qualificante della normativa in vigore perche' restituisce alle vittime la qualita' di "persone" e quindi la possibilita' di costituirsi in giudizio, come parti offese dal reato, con maggior vigore e piu' pregnanza di quanto consentisse la normativa abrogata; rilevato che con l'unificazione dei due tipi di reato (violenza carnale ed atti di libidine violenta) viene data maggiore rilevanza alla dignita' della persona e viene posto in risalto che la liberta' di disporre del proprio corpo a fini sessuali altro non e' che la manifestazione di tale dignita'; constatato che la scelta della procedibilita' a querela di parte tiene conto della liberta' di scelta delle vittime di violenza e valorizza in pieno la loro soggettivita'; considerato che tali assunti richiedono coerenza da parte di tutti coloro i quali hanno facolta' o obbligo di occuparsene sul piano della giurisprudenza; rilevato che una pregevole sentenza della Corte di cassazione del 22 novembre 1988, precedente all'entrata in vigore della normativa del 1996 ed in totale sintonia con i principi da essa espressi, in tema di definizione del reato di violenza, dice espressamente che nella violenza carnale, la persona, invece che come soggetto, viene trattata da oggetto e che solo tale configurazione consente di intendere tutta la gravita' ed antigiuridicita' del reato, anche alla luce dei principi costituzionali. La medesima sentenza mette in rilievo che la persona e' sempre soggetto e mai oggetto e che tutto l'ordinamento giuridico e' diretto da questo generale, ma fondamentale, principio che trova espressa formulazione negli articoli 2 e 3 della Costituzione; considerato che le donne nelle istituzioni e nella societa' hanno portato a compimento una seria riflessione sulla violenza sessuale; ritenuto che le leggi trovano piena realizzazione solamente quando c'e' una cultura diffusa che le sostiene e le rende "vive" nella societa'; impegna il Governo: a promuovere tutti gli atti utili a tenere alta la civilta' dei diritti e a confermare quel principio della dignita' della persona e della liberta' femminile che ispirano le nuove norme contro la violenza sessuale; ad incentivare ad ogni livello della societa', a partire dai luoghi deputati alla formazione delle persone, una cultura dell'educazione e dell'informazione sessuale e delle relazioni interpersonali basata sul principio del rispetto della soggettivita' quale forma privilegiata di prevenzione verso la violenza e tutto cio' che offende la dignita' della persona ed il suo diritto a non essere prevaricata; a favorire l'eliminazione di pregiudizi e di pratiche basate sull'idea dell'inferiorita' o superiorita' di un sesso o su ruoli stereotipati maschili e femminili; ad avviare la ricerca e la raccolta di dati su tutto cio' che concerne le diverse forme di violenza contro le donne, con particolare riguardo a quella domestica, diffusa ed ancora troppo poco conosciuta; a prestare un'attenzione particolare e a rafforzare tutte le misure adeguate a prevenire e a reprimere la violenza di cui sono oggetto moltissime donne immigrate nel nostro Paese, violenza che ha assunto i connotati di un nuovo gravissimo fenomeno di riduzione in schiavitu' di numerose donne e che costituisce la vera, nuova emergenza della societa' di oggi; a sollecitare - nelle debite sedi - tra gli uomini la riflessione sul loro genere e sul rapporto sesso-potere, in modo che essi possano proporre, come le donne fanno da tempo, l'apertura di una nuova frontiera civile ed aprire nel Paese una discussione che interroghi il soggetto che porta violenza e non quello che la subisce. (1-00357)

 
Cronologia
giovedì 4 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    La Corte marziale americana assolve il pilota responsabile della tragedia del Cermis.

lunedì 8 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I dirigenti militari dell'Uck, l'Esercito di liberazione del Kosovo, autorizzano la firma dell'accordo di pace raggiunto a Rambouillet.