Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00075 presentata da GIANNATTASIO PIETRO (FORZA ITALIA) in data 19990308
La Camera, premesso che: la situazione politica internazionale venutasi a creare dopo la caduta del muro di Berlino e la conseguente fine della contrapposizione dei blocchi occidentali ed orientali ha ridotto l'eventualita' di conflitti ad ampio spettro; l'esigenza di mantenere le Forze armate di cospicua consistenza e' necessariamente diminuita mentre si e' fatta sempre piu' sentire la necessita' di forze ad elevato profilo professionale per intervenire, quali strumento di polizia internazionale, in missioni di mantenimento della pace, a fronte dei numerosi focolai di conflitti limitati; il tradizionale sistema di coscrizione obbligatorio non riesce piu' a preparare sufficientemente i militari per l'assolvimento dei nuovi compiti sia per la breve durata della ferma istruttiva sia per il continuo avvicendamento che lo stesso sistema provoca nei reparti ove ne riduce inevitabilmente l'efficienza operativa; il servizio di leva, con la sua obbligatorieta', determina un blocco - peraltro squilibrato a causa dei previlegi previsti dalle leggi per alcune categorie di giovani - all'inserimento dei giovani stessi nel mondo del lavoro; il fenomeno dell'obiezione di coscienza sta crescendo a dismisura al punto da concretizzarsi in 54.867 domande nel 1997 e 71.043 domande nel 1998 incrementando in tal modo il numero degli esenti dal servizio militare peraltro ridotto anche dagli esoneri per calamita' naturali tuttora in vigore in alcune parti del territorio italiano quali il basso Piemonte, la Lomellina, le Marche, l'Umbria e parte dei paesi campani; la riduzione della forza bilanciata comporta ancora degli esuberi, sia pure ridotti, ma tali da determinare discrezionalita' nell'amministrazione vincolate da criteri di non sempre facile ed imparziale applicabilita'; Forza Italia, fin dalla sua nascita, ha previsto nel suo programma politico la costituzione di Forze armate volontarie aperte anche alle donne; la maggior parte dei governi europei, compresa la Francia che per prima istitui' l'esercito di popolo nel 1792, ha gia' optato per questa nuova formazione; l'evoluzione verso questo nuovo modello di difesa non puo' trascurare il contemporaneo ammodernamento dei sistemi di comando e controllo nonche' dei sistemi d'arma; la fase di transizione non puo' ignorare la contemporanea presenza di militari professionisti e di militari di leva, per cui si rendera' necessaria la massima attenzione per evitare frammischiamenti che esaltino trattamenti differenziati; una ristrutturazione di cosi' ampia portata non potra' essere considerata no cost e dovra' prevedere l'allocazione di specifiche poste di bilancio oltre ai proventi delle economie realizzate sia con la riduzione delle forze sia con la cessione di materiali ed infrastrutture non piu' necessarie; impegna il Governo a presentare entro 30 giorni un documento che definisca scopi, modalita', tempi e risorse finanziarie atte al conseguimento di uno strumento difensivo su base volontaria e professionale, esteso anche alle donne e dotato di mezzi idonei a realizzare l'interoperabilita' con le Forze armate di altre nazioni nel quadro delle alleanze previste e delle missioni di pace decise e condivise con le organizzazioni internazionali cui l'Italia si onora di appartenere. (6-00075)