Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01685 presentata da ARMANI PIETRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990309
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che: il programma di stabilita' dell'Italia per il periodo 1999-2001 e' stato presentato all'Unione economica e monetaria europea il 18 dicembre 1998 e approvato dal Consiglio dei ministri dell'Unione europea l'8 febbraio 1999; in quel programma, che ha modificato al ribasso le precedenti previsioni macroeconomiche del documento di programmazione economica e finanziaria (attestate su una crescita del Pil per il 1998 del 2,5 per cento e del 2,7 per cento per il 1999), veniva annunciata una crescita reale del Pil per il 1998 di +1,8 per cento e per il 1999 di +2,5 per cento, mentre per l'indebitamento netto della pubblica amministrazione si dava un valore per il 1998 di -2,6 per cento e per il 1999 di -2 per cento; il Governatore di Bankitalia Antonio Fazio, nella sua audizione presso la Commissione bilancio della Camera del 24 febbraio 1999, annunciava invece che l'aumento del Pil nel 1998 "potrebbe essere stato inferiore all'1,5 per cento in termini reali", mentre egli rilevava come "possibile" per il 1999 una crescita del Pil compresa tra l'1,5 e il 2 per cento; l'Istat (Istituto Nazionale di Statistica) il 1^ marzo scorso ha annunciato i dati ufficiali e definitivi del Pil per il 1998, registrando una sua crescita reale dell'1,4 per cento, inferiore a quella riportata dal programma di stabilita' per l'Unione europea e a quella del 1997 (+1,5 per cento) e, per quanto riguarda i saldi di finanza pubblica, un indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni del 2,7 per cento (cioe' peggiore rispetto a quello comunicato in sede Unione europea e un saldo primario del 4,9 per cento, cioe' inferiore rispetto al 5,5 per cento previsto per il 1998 nel Dpef e al 6,6 per cento registrato nel 1997; infine, il Bollettino economico di Bankitalia, pubblicato il 5 marzo 1999 ha ulteriormente rettificato in peggio le previsioni di crescita del Pil nel 1999 rispetto a quelle preannunciate dal Governatore nella citata audizione del 24 febbraio 1999, rilevando come l'aumento reale del nostro Pil nell'anno in corso potrebbe non superare l'1,5 per cento, mentre la manovra di finanza pubblica per il 1999, approvata nella sessione di bilancio di fine 1998, potrebbe conseguentemente non essere sufficiente (e quindi necessariamente bisognosa di una prossima sua integrazione) a ridurre ad appena il 2 per cento l'indebitamento netto della pubblica amministrazione, come comunicato all'Unione europea nel Programma di stabilita' italiano del 18 dicembre 1998: e cio', soprattutto, dati gli effetti macroeconomici di trascinamento negativo ereditati dal deludente 1998, i modesti gettiti attesi da alcune imposte (in particolare dall'Irap, della quale stanno emergendo i molti aspetti negativi in termini di disincentivo all'occupazione e alla permanenza di attivita' produttive sul territorio nazionale) e i mancati interventi strutturali nell'ambito della spesa pubblica corrente, specie in materia di welfare; i Ministri del tesoro e delle finanze, pur negando la necessita' per il 1999 di un'ulteriore manovra di finanza pubblica, non hanno affatto smentito i dati di Bankitalia e non hanno nemmeno spiegato perche' non sarebbe necessaria una manovra aggiuntiva; le citate continue differenze di previsioni, nonche' la diversa tempestivita' con cui esse sono state rese di pubblico dominio, dimostrano come i dati sulla economia e la finanza pubblica, periodicamente resi noti dal tesoro, facciano emergere sempre piu' spesso - a differenza di quelli della nostra Banca centrale - le carenze intrinseche delle capacita' previsionali del Governo, piu' preoccupato di tener fede ad una certa sua immagine politica che non impegnato a mostrare con onesta' e trasparenza le verita', anche scomode, della situazione italiana agli elettori e agli stessi partners dell'Unione europea -: quale politica economica e fiscale il Governo intenda perseguire nei prossimi mesi alla luce dei forti e preoccupanti ridimensionamenti previsionali attesi in termini di crescita del Pil, i quali potranno avere molto probabilmente riflessi negativi sui gettiti tributari e, quindi, sui saldi di finanza pubblica, specie in assenza di interventi strutturali sulla spesa pubblica corrente. (2-01685)