Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00076 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19990316
La Camera, premesso che: il mutato contesto politico-strategico internazionale ha chiamato l'Europa e l'Italia a nuove responsabilita' non piu' limitate alla difesa delle proprie frontiere, ma estese alla partecipazione a missioni di pace finalizzate al mantenimento dell'ordine internazionale, della legalita' della stabilita' e dello sviluppo democratico; doveri di sicurezza e di difesa non possono essere solo confinati all'interno del territorio nazionale, ma debbono proiettarsi anche fuori di esso qualora si manifesti un rischio diretto o indiretto; ai nuovi compiti si collega l'esigenza della tutela degli interessi della comunita' internazionale che hanno visto aumentare il numero e l'importanza delle operazioni di mantenimento della pace; tali mutamenti hanno portato all'abolizione del servizio militare di leva obbligatorio in Paesi come l'Olanda, il Belgio e piu' recentemente la Francia, passando a Forze armate di tipo professionali aggiungendosi a Paesi come la Gran Bretagna, l'Irlanda ed il Lussemburgo il cui esercito e' costituito da professionisti; questa modifica e' stata realizzata attraverso un programma di graduale eliminazione della leva attraverso una decrescente chiamata dai giovani al servizio militare obbligatorio ed alla definitiva istituzionalizzazione di Forze armate professioniste; l'Italia per fronteggiare adeguatamente le nuove esigenze ha bisogno di uno strumento militare armonico, flessibile in grado di assicurare funzioni importanti e delicate che vanno da quelle attinenti alla presenza e alla sorveglianza a quelle per la difesa degli interessi esterni e a quelle per il contributo alla sicurezza, alla legalita' internazionale, e alla difesa internazionale degli spazi nazionali; tutto cio' comporta un mutamento sostanziale del ruolo delle Forze armate, chiamate ad impegni piu' vasti e differenziati rispetto al passato sia in interventi esterni (come in Libano, Kurdistan, Namibia, Mar Rosso, Golfo Persico, Somalia, Mozambico, Albania ed ex Jugoslavia) e per il concorso dato alle Forze di polizia nell'esercizio di un efficace controllo sul territorio nazionale per le operazioni "Vespri siciliani", "Bronzi di Riace" e "Partenope"; l'assolvimento di queste funzioni puo' essere assicurato compiutamente disponendo di Forze armate con il requisito della tempestivita', e della prontezza, della mobilita' e della sostenibilita'; si impone la necessita' di una ristrutturazione del nostro apparato militare puntando sui seguenti irrinunciabili indirizzi: a) riduzione quantitativa; b) professionalizzazione; c) acquisizione o rafforzamento di una capacita' di intervento esterno; d) miglioramento qualitativo; e) possibilita' di operare in modo combinato e congiunto; f) integrabilita' delle strutture di comando; g) integrabilita' delle strutture di comando in complessi multinazionali ed interforze; considerato che: l'entita' della popolazione giovanile disponibile a svolgere il servizio militare obbligatorio e' esigua e soprattutto in presenza di un numero sempre crescente di obiettori di coscienza il cui servizio, pur essendo altrettanto gravoso, e' certamente meno pericoloso di quello militare ed e' svolto senza la sottomissione al codice penale militare; la scelta di Forze armate a caratterizzazione professionale e volontaria si giustifica a seguito di un attenta analisi del problema nelle sue varie implicazioni facendo decadere i molteplici e annosi problemi connessi con la leva obbligatoria (posto di lavoro, frequenza all'universita', rinvii); valutata la riforma sotto il profilo quantitativo per identificare l'entita' dei professionisti necessaria allo svolgimento dei compiti ad essi assegnati; valutate infine le indicazioni emerse nel dibattito parlamentare dell'8 marzo 1999: impegna il Governo a presentare al Parlamento entro il 30 aprile 1999 il disegno di legge che definisca tempi celeri e adeguate modalita' dell'intero processo di riordino delle Forze armate su base volontaria garantendo l'efficienza delle Forze armate e la loro operativita'; a provvedere ad indicare nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2000-2002 la copertura dei costi della trasformazione anche con dismissioni dei beni immobili del ministero della difesa non piu' utilizzati e non piu' necessari da realizzare secondo appositi programmi configurati dal ministero stesso; a presentare contestualmente al piano di ristrutturazione delle Forze armate un progetto di valorizzazione e potenziamento delle esperienze e strutture di servizio civile, comprese forme volontarie, agevolate ed incentivate cui possano accedere anche le donne. (6-00076)