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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05980 presentata da CHINCARINI UMBERTO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19990316

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri dell'ambiente e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: la salvaguardia dell'ambiente con tecniche efficienti e' divenuto obiettivo fondamentale delle amministrazioni comunali i cui territori sono lambiti dalle acque del piu' grande lago d'Europa, il Garda; l'intera comunita' gardesana e' consapevole dei drammatici effetti ambientali ed economici che mancati interventi urgenti potranno arrecare alle acque del lago di Garda, giornalmente interessate da sversamenti di liquami e scarichi inquinanti causati dal collettore circumlacuale, rivelatosi inadeguato a servire una popolazione residenziale di circa 175.000 abitanti cui si devono aggiungere le presenze turistiche stimate in oltre 16.000.000 nel solo 1997; il collettore venne concepito nei primi anni settanta per raccogliere le acque nere delle reti fognarie comunali ed eventualmente le acque di prima pioggia: se vi confluissero solo queste sarebbe di dimensioni sufficienti; invece vi confluisce anche un'ingente quantita' di acque bianche, nettamente eccedenti le nere, che le diluiscono a tal punto da far mal funzionare il depuratore di Peschiera del Garda, sbocco finale dell'intera opera. Tuttavia quasi giornalmente avviene quello che avrebbe dovuto essere un fenomeno sporadico: lo scarico a lago in profondita' delle portate eccedenti la capacita' della condotta; per la realizzazione del collettore il 7 dicembre 1988 viene stipulato il contratto principale (n. 244 di repertorio) tra il Consorzio della riviera veronese del Garda (ora Azienda gardesana servizi) e il raggruppamento temporaneo di imprese Fondedile spa di Napoli e Costruzioni generali Boscolo & Tiozzo spa di Chioggia, con capogruppo la Fondedile, rappresentato dall'ingegner Tullio Tassi. Il progetto prevede due tratti di collettore: a) un tratto a terra, in Peschiera (tra localita' Pioppi e l'impianto di depurazione), con una condotta di diametro di 1,20 metri, di ghisa sferoidale rivestita interamente di calcestruzzo e verniciata esternamente di bitume; per una lunghezza totale di 2.911 metri ed importo a base d'asta di lire 3.148.406.750; b) un tratto sublacuale tra punta San Vigilio e Cisano, con una condotta di acciaio di diametro esterno di 610 millimetri e spessore di 15,9 millimetri, protetta internamente da resina epossidica ed esternamente (all'acciaio) da guaina di polietilene con spessore di 3,5 centimetri ed ulteriormente protetta catodicamente dalla corrosione mediante un sistema a corrente impressa; per una lunghezza di 6.865 metri ed importo a base d'asta di 5.479.533.230. L'importo contrattuale, a seguito dell'offerta di ribasso del 13,72 per cento e' di 7.444.238.400 di lire, il termine per l'ultimazione dei lavori e' fissato in 720 giorni; il 16 marzo 1990, avendo l'impresa ultimato la condotta a terra, i lavori vengono sospesi poiche' il consorzio non ha ancora fatto fare le ispezioni sublacuali richieste dalla Soprintendenza ai beni archeologici per la sublacuale di acciaio San Vigilio-Cisano. Successivamente e' stato considerato prioritario realizzare altra sublacuale (la Pergolana-Pioppi, gia' prevista come dimensioni, ma non come tipo di materiale, nel progetto generale), per proteggere maggiormente la parte sud-orientale del lago (risultata da studi di quel tempo la piu' inquinata), in luogo della sublacuale di contratto San Vigilio-Cisano. E' stata percio' redatta la prima perizia di variante, ove si prevedono i seguenti tratti di collettore: a) quello gia' realizzato, a terra, in Peschiera (tra localita' Pioppi e l'impianto di depurazione), risultato di 2.672 metri e dell'importo lordo di lire 3.200.249.509; b) ulteriori due brevi tratti a terra di tubazione come al punto precedente ma di diametro 80 centimetri, a monte (300 metri) ed a valle (150 metri) di localita' Pioppi per l'importo lordo di lire 396.886.000; c) uno sublacuale, tra Pergolana di Lazise e localita' Pioppi, con condotta di vetroresina di diametro interno di 800 millimetri e spessore di 21 millimetri, giunti a bicchiere con doppia guarnizione; per una lunghezza di 7.814 metri ed importo lordo di lire 9.023.347.000; l'importo contrattuale sale a lire 10.888.952.277. Non sono previste variazioni del termine per dare i lavori ultimati; il 31 dicembre 1991 la Fondedile spa conferisce alla Fondedile costruzioni srl il ramo aziendale relativo all'attivita' di cui al contratto in oggetto; il 7 maggio 1992 si stipula il primo atto aggiuntivo, n. 325 di repertorio, conseguente a modifiche al progetto decise in accordo con la regione ed all'approvazione della relativa 1^ perizia. L'importo contrattuale aumenta a lire 10.888.952.277 e sono previsti 2.392.057.723 per imprevisti e revisione prezzi; il 10 dicembre 1992 i lavori riprendono, dopo mille giorni di sospensione, avendo modificato il tracciato e quindi non essendo piu' necessarie le precedentemente richieste ispezioni sublacuali, ma avendo dovuto ottenere nuove approvazioni. La nuova scadenza contrattuale sara' il 1^ ottobre 1994; si sospendono i lavori a causa dell'avanzata stagione balneare che impedisce di operare nel lungolago di Peschiera. Si legge nella relazione del direttore dei lavori sul conto finale che a tale data rimangono: da posare circa 200 metri di condotta a terra; da collaudare la condotta sublacuale; da collegare la sublacuale al collettore alle due estremita'. Il 6 settembre 1993 il consorzio (deliberazione 9/115) approva il pagamento del primo acconto relativo alla revisione prezzi, per lavori fino al 6^ SAL. Il conteggio, sottoposto alla firma dell'impresa, e' stato da questa sottoscritto il 16 settembre 1993 "con riserva per quanto attiene il calcolo revisionale, poiche' ritiene che lo stesso debba essere fatto in conformita' delle pattuizioni contrattuali in essere". Il 21 ottobre 1993 il Genio civile di Verona esprime nulla osta al pagamento. Il 4 ottobre 1993 i lavori riprendono. Il 12 ottobre 1993 iniziano le prove di collaudo idraulico della sublacuale e dopo ripetuti inutili tentativi i sommozzatori individuano lesioni e scostamenti della condotta dalla posizione originaria; il 13 dicembre 1993 il tecnico del consorzio (protocollo 3087) ipotizza l'aggancio della condotta con un'a'ncora, ritiene improbabile un errore di posa o l'aggancio accidentale da parte di un'imbarcazione da diporto, conferma la presenza di gavitelli di segnalazione. Il 16 dicembre 1993 si rilevano altre manomissioni della condotta (nel verbale di accertamento danni ed ordine di servizio n. 6), si riconosce la non colpa o negligenza dell'impresa e se ne ordina la riparazione e la verifica di tenuta idraulica. Il 22 dicembre 1993 arriva al consorzio la relazione dalla direzione lavori sui danni accertati alla condotta. Si esclude la cattiva esecuzione dei lavori o fatti accidentali; il 28 dicembre 1993 il consorzio effettua esposto-denuncia alle procure, contro ignoti; il 26 gennaio 1994 il direttore direttore dei lavori segnala a mezzo fax (e con lettera il 26 gennaio 1994, protocollo 158) il ritrovamento di una terza rottura nella sublacuale e propone la nomina di un perito per la constatazione dello stato di fatto. Segue (protocollo 194 del 28 gennaio 1994 e protocollo 193 del 29 gennaio 1994) nuova denuncia contro ignoti alla procura. Il 5 febbraio 1997 si registrano riprese subacquee ed il 23 febbraio 1994 si scattano foto della condotta tratta a terra; si invia il tutto (prot. 567 del 4 marzo 1994, protocollo 923 del 29 marzo 1994, protocollo 1379 del 16 maggio 1994) alla procura; il 15 aprile 1994 i lavori sono stati dichiarati ultimati. Per effetto di 1066 giorni di sospensione la nuova scadenza del tempo utile e' il 6 dicembre 1994, quindi sono stati impiegati 235 giorni in meno. L'impresa iscrive sul verbale che, avendo ultimato i lavori in anticipo per esigenze del committente, ha subi'to maggiori oneri e costi, che quantifichera' nella competente sede contabile, e ne chiede il soddisfo. Il direttore dei lavori, nella relazione sul conto finale, fa notare che "detto verbale si riferisce al completamento dei lavori come tali e cioe' come realizzazione di opere, in quanto mancava ancora il collaudo della sublacuale che arrivera' una prima volta circa un mese dopo"; il 20 giugno 1995 la Fondedile costruzioni srl diffida e mette in mora il consorzio, domanda l'arbitrato e nomina l'avvocato Militerni di Napoli suo arbitro. In esso si parla di "pressanti richieste dell'ente committente" e di "perduranti e continue sollecitazioni dell'ente committente" (ma non e' stata rinvenuta corrispondenza in tal senso). Il consorzio ha inviato in procura anche questo atto (protocollo 1963 del 12 luglio 1995). Il 28 giugno 1995 si stipula il terzo contratto aggiuntivo, n. 401 di repertorio, conseguente alla seconda perizia. L'importo contrattuale aumenta a lire 11.160.000.000 (praticamente con aumento del 50 per cento rispetto al progetto origine) e sono previsti lire 2.480.550.000 per revisione prezzi. La condotta sublacuale Pergolana-Pioppi subisce uno spostamento nel punto di approdo, per esigenze del comune interessato (Castelnuovo); il 21 luglio 1995 il consorzio, con deliberazione n. 3/101, nomina l'avvocato Arrigo Tiziano Zorzan proprio arbitro nella vertenza con la Fondedile; il 9 dicembre 1996, finalmente, la prova idraulica durante l'ottava visita di collaudo da' esito positivo. La condotta pero' non e' stata riparata con sostituzione delle tubazioni avariate ma mediante "tasselli" locali. Il sistema, molto meno costoso, alla fine avrebbe ricondotto le perdite nei limiti di contratto; si tratta di una tecnica che offre assai meno garanzie di durata nel tempo. Piu' che altro, sembra che tutti abbiano voluto "mettere una pietra sopra" ad una questione diventata annosa. L'impresa firma il verbale di fatto con riserva e preannuncia che comunichera' entro 15 giorni l'importo degli oneri e costi sostenuti per riparazioni, chiedendone il ristoro; il 26 novembre 1997 il collegio arbitrale trasmette copia del verbale di costituzione del collegio (il 20 novembre 1997) in Roma, presso il Consiglio di Stato; arbitri sono: professore dottor Luigi Vittorio Ferraris, presidente, consigliere di Stato; dottor Felice Scocchera, consigliere della Corte d'appello; dottore ingegnere Giuseppe Batini, membro effettivi tecnico del Consiglio superiore dei lavori pubblici e direttore del servizio idrografico e mareografico; avvocato Lucio Militerni, nominato dalla Fondedile; avvocato Arrigo Tiziano Zorzan, nominato dal commissario del consorzio. Vengono assegnati i termini del 15 gennaio 1998 per il deposito delle prime memorie e del 16 febbraio 1998 per le eventuali repliche. L'udienza di discussione il 18 marzo 1998; il 15 maggio 1998 il collegio arbitrale pronuncia il lodo decidendo di condannare l'azienda Gardesana servizi al pagamento di una somma pari a circa lire 2.500 milioni; il collegio arbitrale liquida il proprio compenso per tre quinti a carico dell'azienda Gardesana servizi (lire 390.000.000) e per il restante a carico della Ati Fondedile (260.000.000); nell'intrigata vicenda si ritiene rilevante il ruolo del direttore dei lavori, ingegnere Mascellani, il quale certifico' dapprima che nessuna causa poteva essere imputata all'impresa che aveva correttamente eseguito la posa della tabulazione; in un secondo momento invito' l'azienda Gardesana servizi a denunziare in procura un sabotaggio. Nella relazione riservata ipotizzo' invece che le cause dei danneggiamenti fossero da ascriversi ad imperizia dell'Ati durante le fasi di ricoprimento della condotta e ad ancoraggi causali di natanti circolanti sul lago. Da ultimo nel 1997 ha ammesso che il danno era stato provocato dall'Ati, senza pero' presentarsi avanti il collegio arbitrale che voleva ascoltarlo, nell'udienza del 9 maggio 1998; il consiglio d'amministrazione dell'azienda Gardesana servizi su incarico dell'assemblea dei soci (comuni veronesi Melcesine, Brenzone, San Zeno di montagna, Torri del Benaco, Costermano, Garda, Bardolino, Cavaion veronese, Lazise, Castelnuovo del Garda, Peschiera del Garda e Valeggio sul Mincio) decide di resistere impugnando il conseguente precetto e l'atto di pignoramento, presso la corte di appello competente; il 20 febbraio 1999 in localita' Pioppi a Peschiera del Garda, alla presenza dei tecnici nominati dall'azienda Gardesana servizi su indicazione della regione Veneto, la condotta sublacuale non ha superato la prova di tenuta, propedeutica al collaudo (pratica indispensabile per la consegna dell'opera e la sua entrata in funzione). Un risultato catastrofico che si ripercuote sulle future opere di collettamento delle acque fognarie dei comuni gardesani; sono note le polemiche sorte fra l'Associazione nazionale magistrati amministrativi ed il CSM, sorte sul sistema della cosiddetta giustizia "parallela", quello degli arbitrati che prima di essere aboliti dal Governo Ciampi, fra ambiguita' interferenze ed inquinamenti, distribuivano a pochi oltre cinquanta miliardi annui di parcelle, salvo poi riprendere con il Governo Berlusconi. Nella recente legge Merloni-ter si rimanda all'entrata in vigore del regolamento (che non si sa quando verra' emanato) l'abolizione delle vecchie norme che consentono ai magistrati di partecipare agli arbitrati; si ricorda che sulla questione della incompatibilita' tra il ruolo di magistrato e gli incarichi extragiudiziali il Senato si e' pronunciato favorevolmente il 15 luglio 1998-: se esistano allo stato provvedimenti giudiziari sulla vicenda; in relazione ai magistrati nominati che non hanno ascoltato il direttore dei lavori, su quanti arbitrati siano stati loro assegnati da amministrazioni statali e per quali controversie; se non ritengano di intervenire con adeguati aiuti agli enti locali coinvolti che non hanno le capacita' finanziarie necessarie per sostenere il nuovo onere derivante dall'arbitrato, tenuto presente che progetti e appalti vennero scelti in un clima politico ben preciso, da Stato, regione, e provincia, in anni in cui nacque e si estese un sistema politico che la Storia chiama tangentopoli. (5-05980)

 
Cronologia
venerdì 12 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria entrano a far parte della NATO.

venerdì 19 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Fallisce il tentativo di un accordo di pace per la risoluzione del conflitto fra serbi e maggioranza albanese della provincia del Kosovo, negoziato a Rambouillet.