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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVE DI DIBATTITO 8/00045 presentata da SOLAROLI BRUNO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990317

"La V Commissione bilancio, premesso che: una serie di audizioni con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, le rappresentanze degli Enti locali territoriali (ANCI, UPI, UNCEM), gli amministratori della provincia di Trento, il Governo (Ministeri del tesoro e dell'interno) e con il presidente della Cassa depositi e prestiti, hanno consentito mia organica ricognizione della situazione relativa alla finanza regionale e locale, dei processi di modificazione in atto, dello stato di disagio nei rapporti fra le rappresentanze regionali e locali e il Governo; impegna il Governo: a rendere permanente ed efficace l'attivazione dei Tavoli nazionali Stato-regioni e Stato-citta', al fine di cercare soluzioni comuni per i provvedimenti di attuazione dei mandati legislativi gia' decisi e affidati dal Parlamento (patto di stabilita' interno, piano di rientro del debito pubblico, eccetera), per le nuove iniziative in atto in materia di federalismo fiscale, per completare la definizione dei rapporti finanziari con la Cassa depositi e prestiti e per sistemare le diverse questioni finanziarie aperte; a provvedere alla definizione congiunta dei contenuti e delle procedure attuative del patto di stabilita' e del piano di rientro del debito pubblico senza penalizzare gli investimenti e premiando le azioni virtuose; a varare un nuovo e concreto passo per affermare ed allargare gli spazi di autonomia impositiva e finanziaria sino a giungere all'autosufficienza delle realta' territoriali con potenzialita' fiscale piu' forte. Con nuovi spazi di autonomia finanziaria vanno coperti i costi dei trasferimenti di funzioni e competenze conseguenti ai "provvedimenti Bassanini" anche per province e regioni. In questa fase il cammino verso il federalismo fiscale non puo' che procedere tramite compartecipazioni ai grandi tributi nazionali e in particolare all'IRPEF (con pari rinuncia da parte dello Stato). Cio' per proseguire nella via del risanamento del debito e per non appesantire il peso fiscale sui cittadini e sulle imprese che, al contrario, va alleggerito. Su questo terreno occorre anche introdurre correzioni su quanto gia' approvato, al fine di evitare concorsi e intrecci che generano confusione nei cittadini e conflittualita' fra i diversi livelli dell'organizzazione dello Stato. Vanno scambiate l'attribuzione del gettito delle imposte di registro, ipotecarie e catastali e la compartecipazione dei comuni all'IRAP regionale con l'allargamento della partecipazione all'IRPEF. Inoltre vanno ridefiniti i contributi perequativi, tenendo conto delle diverse potenzialita' fiscali e dei relativi sforzi fiscali; a provvedere alla sistemazione delle numerose situazioni di conflitto aperte che principalmente conseguono a scambi finanziari attuati nel recente passato. Fra le pendenze aperte va ricompreso il graduale adeguamento della tesoreria unica in rapporto all'aumento dell'autonomia finanziaria; a presentare mia nuova proposta di riequilibrio dei trasferimenti storicizzatisi sulla base di elementi profondi di contraddizione. La nuova proposta deve fondarsi su quote capitarie definite in relazione alle caratteristiche territoriali e infrastrutturali, alle situazioni economiche e sociali, all'efficace utilizzo delle basi imponibili fiscali rientranti nella titolarita' di regioni ed enti locali territoriali; a provvedere alla piena attuazione della risoluzione in materia di mutui, gia' approvata dal Parlamento; a presentare proposte alla Commissione bilancio, entro il 31 maggio, per ammodernare il sistema dei rapporti finanziari fra la Cassa e le autonomie locali e regionali, finalizzato ad una maggiore trasparenza e alla riduzione del costo effettivo del debito dei soggetti mutuatari. Particolare attenzione va dedicata ai mutui in essere con tassi piu' elevati; ad approntare una soluzione dell'intera gamma dei problemi richiamati, eventualmente attraverso la stipula di un protocollo d'intesa, sottoposto anche alla valutazione parlamentare, soluzione necessaria per liberare in positivo tutte le istituzioni decentrate, d'altra parte gia' associate come soggetti attivi al recente patto sociale sottoscritto con le rappresentanze dei lavoratori e degli imprenditori, e per mobilitare l'intero paese ai fini della crescita e dell'azione di risanamento richiesti dall'adesione all'Europa. In particolare appare qualificante e prioritario procedere da subito sulla via della responsabilizzazione tramite il rafforzamento dell'autonomia finanziaria e impositiva, correggendo anche le soluzioni precedentemente adottate, su di una linea di trasparenza e raccordo diretto cittadini e amministrazione. Vanno eliminati gli intrecci di compartecipazione fra enti per evitare il nascere di nuovi conflitti istituzionali e va reso chiaro il rapporto fiscale fra cittadino ed ente; a utilizzare la delega per la riforma dell'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali al fine di semplificare le procedure e i documenti contabili per i piccoli comuni e piu' in generale omogeneizzare i principi di rilevazione con quelli previsti dalla contabilita' europea; inoltre la Commissione bilancio ritiene necessario introdurre nella legislazione i criteri della richiesta c verifica dell'intesa da parte del Parlamento, in particolare quando il parlamento stesso demanda per legge al confronto fra le stesse istituzioni contenuti e procedure per l'attuazione di decisioni legislative. (8-00045)

 
Cronologia
venerdì 12 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria entrano a far parte della NATO.

venerdì 19 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
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