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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05990 presentata da FORMENTI FRANCESCO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19990317

Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: l'11 maggio 1998 e' stato inoltrato un esposto alla procura della Repubblica, tribunale di Ravenna, relativo alla Discarica e Area CIR (Centro Integrato Rifiuti) sita in localita' Voltana, nel comune di Lugo, in provincia di Ravenna, che successivamente e' stato archiviato in data 13 giugno 1998; l'area interessata dalla nuova discarica e C.I.R. risulta vincolata come zona di particolare interesse paesaggistico-ambientale con delibera regionale n. 1338 del 28 gennaio 1993 e n. 1551 del 14 luglio 1993; l'area C.I.R. e la nuova discarica non sono previste nell'attuale Piano Infraregionale del 1991 della provincia di Ravenna; la nuova area interessata dal progetto C.I.R. e' complessivamente di 40 ettari, come dimostrato dal Piano del CO.SE.CO. (dal 1^ gennaio 1999 TE.AM) del 23 aprile 1998, presentato in consiglio comunale di Lugo; il progetto e' stato autorizzato dalla provincia, nelle sue varie parti tra giugno 1997 e febbraio 1998, sulla base di un'analisi di compatibilita' ambientale, presentato dal CO.SE.CO nel marzo 1997, che si riferiva a soli 20 ettari, mentre per i restanti 20 ettari non risulta nessuno studio di impatto ambientale che autorizzi attivita' su questa area, tra l'altro, gia' utilizzata in parte come cava di terreno per il C.I.R. e vincolata dal piano paesaggistico; nella primavera del 1998 il CO.SE.CO. ha eseguito l'allargamento di un tratto di circa 100 metri di via Traversagno, strada coperta dal piano paesistico, senza uno studio di compatibilita' ambientale; sembra che lo studio di compatibilita' ambientale sui primi 20 ettari, autorizzato dalla provincia, non sia basato su dati reali in quanto: l'impianto e' sottodimensionato; la durata prevista della discarica (fino al 2006) non corrisponde a quella della delibera consigliare del 23 aprile 1998 (fino al 2013); l'impianto e' visibile da tutte le strade provinciali adiacenti fino a diversi Km di distanza; lo stesso CO.SE.CO., con propria planimetria allegata allo studio di impatto ambientale, dichiara un transito di 72 camion al giorno contro i 17 previsti nello studio; la distanza di sicurezza dagli argini e dai canali limitrofi e' ridotta a soli 10 metri; la profondita' della discarica supera quella della falda idrica; il progetto di ristrutturazione della viabilita' non e' previsto dal piano di compatibilita' ambientale; lo studio di impatto ambientale non cita le disastrose alluvioni dell'ottobre e del dicembre 1996 che hanno interessato in pieno l'area del futuro C.I.R. e la nuova discarica con allagamenti persistenti ben 14 giorni e con verticali d'acqua che hanno abbondantemente superato i 50 cm.; l'articolo 20, comma 4, del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, ha vietato di procedere alla ricostruzione di immobili distrutti o alla costruzione di nuovi insediamenti nelle aree a rischio idrogeologico, individuate e perimetrate dalle regioni sulla base delle direttive tecniche impartite con il decreto 14 febbraio del Ministro dei lavori pubblici; tale decreto prevede la possibilita' della rimozione del divieto di edificabilita' nelle aree a rischio idrogeologico solo qualora siano realizzati gli interventi strutturali di messa in sicurezza e dove lo permetta l'avanzamento degli studi di carattere idrogeologico, con la contestuale adozione di misure di salvaguardia ai sensi dell'articolo 17, comma 6-bis della legge n. 183 del 1989, volte a rapportare i vincoli al rischio ed ad inibire opere, lavori o attivita' antropiche specificatamente definiti; l'area interessata dalla discarica e' storicamente zona di espansione e di laminazione dei canali limitrofi e, dal 1966 al dicembre 1996, l'area medesima si e' allagata almeno dieci volte, peraltro, cinque volte con allagamenti persistenti, negli anni 1966, 1972, 1995, nell'ottobre 1996 e nel dicembre 1996; il riassetto funzionale del sistema di canalizzazione artificiale e' alla fase di progettazione esecutiva e, dopo 40 anni di attesa, sembra ormai concretizzarsi il finanziamento di 24 miliardi (di cui 15 miliardi proprio grazie alla legge n. 61 del 1998) per la messa in sicurezza dell'area che, a tutt'oggi, e' ad elevatissimo rischio idrogeologico ed e' prevedibile che, sulla base delle previsioni finanziarie, tali condizioni permangano fino alla fine dei lavori sopracitati, per almeno quattro o cinque anni; l'area interessata dalla discarica rientra nella zona A perimetrata dalla regione Emilia-Romagna ai sensi della delibera 1071 del 29 giugno 1998, per la quale e' prevista la subordinazione delle nove concessioni e autorizzazioni all'adozione di specifiche misure di riduzione del rischio, come, ad esempio, l'impostazione del piano terreno degli edifici, a qualsiasi uso destinati, al di sopra della quota di altezza d'acqua raggiunta localmente dagli allagamenti e il diniego di concessione per locali cantinati o seminterrati; pur essendo l'autorizzazione specifica rilasciata in data antecedente alla perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico effettuata dalla regione Emilia-Romagna, continuano tuttora i lavori di ampliamento dell'impianto e non risulta possibile, per i casi di discariche, adottare le summenzionate misure per la riduzione del rischio idrogeologico -: se il Ministro non ritenga doveroso - per perseguire con efficacia gli obiettivi di tutela connessi alla perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico - intervenire per verificare l'effettiva situazione della discarica al fine di salvaguardare il territorio e garantire l'incolumita' della salute dei cittadini della zona, prevedendo, nel caso che lo ritenesse opportuno, la delocalizzazione dell'impianto o la sospensione dei lavori fino alla messa in sicurezza del territorio. (5-05990)





 
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