Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01715 presentata da GIOVANARDI CARLO AMEDEO (MISTO) in data 19990318
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: il signor Angelo Mastroglia e' stato arrestato il giorno 26 dicembre 1998 con l'accusa di concorso di bancarotta fraudolenta; il Mastroglia aveva invano richiesto di presentarsi spontaneamente al pubblico ministero nei sei mesi precedenti l'ordinanza di custodia cautelare, emessa in data 9 dicembre 1998; l'arresto del Mastroglia e' stato motivato dalle dichiarazioni di un detenuto, tale Dell'Angelo Liberato, che aveva sempre esplicitamente escluso ogni sua diretta partecipazione a colloqui intervenuti fra il Mastroglia e il co-indagato Antonio Meluzio; queste affermazioni, chiarissime nei verbali dell'interrogatorio del detenuto Dell'Angelo, sono state letteralmente stravolte dal pubblico ministero e dal giudice per le indagini preliminari che hanno motivato l'arresto proprio con le dichiarazioni rese da Dell'Angelo Liberato, che avrebbe detto di essere a conoscenza di incontri in cui il Meluzio ed il Mastroglia pianificavano e programmavano le attivita' delittuose; in data 8 gennaio 1999 il Tribunale del riesame annullava l'ordinanza di custodia cautelare e ordinava la scarcerazione del Mastroglia, depositando il provvedimento alle ore 14.08, ma alle ore 14,30 il pubblico ministero avanzava una nuova richiesta di custodia cautelare per gli stessi motivi e alle ore 15,00 un nuovo giudice per le indagini preliminari, sebbene investito ex novo dell'intera vicenda (in quanto assente il titolare dell'inchiesta) ha emesso un nuovo ordine di custodia cautelare con la conseguenza che alle ore 17,05 l'Ufficio matricola del carcere notificava prima il nuovo ordine di custodia cautelare e poi l'ordine di scarcerazione con il conseguente risultato di rendere inefficace il provvedimento di scarcerazione; il Tribunale del riesame nel successivo riesame tenutosi il 29 gennaio 1999 ha poi concesso gli arresti domiciliari, sostenendo che le dichiarazioni del Dell'Angelo, anche se imprecise e con talune inesattezze, erano fonte privilegiata di prova -: se nei tempi e nei modi dei fatti esposti non rilevi gravi anomalie, essendo il presupposto della carcerazione cautelare del Mastroglia costruito su una palese e macroscopica manipolazione delle dichiarazioni di un detenuto che aveva escluso nell'interrogatorio ogni conoscenza diretta o indiretta dei fatti contestati e, in caso affermativo, quali iniziative intenda adottare. (2-01715)