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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/23040 presentata da BURLANDO CLAUDIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990319

Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato con incarico per il turismo e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: la Sirti spa con sede legale e direzione centrale a Milano, del gruppo Telecom Italia, e' nel nostro paese la societa' leader nel settore impiantistico delle telecomunicazioni (Tlc): ricerca, progettazione, installazione, messa in opera e manutenzione di impianti e reti telefoniche e di telecomunicazioni, sistemi ferroviari, trasporto e distribuzione di energia; le attivita' produttive della Sirti sono in particolare dedicate alla costruzione di impianti nelle reti di distribuzione telefoniche nelle aree urbane, alla realizzazione di ogni tipo di infrastruttura per comunicazioni su rete fissa, mobile e satellitare, e sviluppo di sistemi avanzati telecomunicazioni; la Sirti e' in grado, con le necessarie garanzie di qualita', di progettare e realizzare ogni tipo di soluzione nel campo delle telecomunicazioni, della teleinformatica e dell'information technology in genere; la Sirti e', di fatto, una multinazionale, opera in oltre venti paesi, in Europa, America Latina, eccetera, in particolare tramite un'ampia rete di proprie consociate, partecipate in maniera determinante, presenti in: Spagna, Germania, Inghilterra, Francia, Portogallo, Polonia, Usa, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile; presidi produttivi permanenti (branches) sono inoltre allocati in Albania, Libano, Romania, Colombia; in Italia la principale quota dei volumi produttivi realizzati dalla Sirti e' determinata dalle commesse-lavoro provenienti dalla Telecom e dalla Tim nell'ambito della rete sul radiomobile; un importante riferimento e' rappresentato da Omnitel relativamente alla realizzazione della rete Gsm del secondo operatore nazionale; sono inoltre gia' avviate le attivita' di installazione in conto della Wind, terzo competitore nel settore della telefonia mobile; inoltre, la Sirti e' gia' punto di riferimento principale nella realizzazione delle infrastrutture di rete per tutti i nuovi soggetti che si sono gia' inseriti in Italia nella gestione del servizio telefonico: Infostrada (acquisizioni produttive gia' in atto), Albacom, eccetera: dopo la realizzata privatizzazione della Stet, operata nel corso del 1997, il 49 per cento del pacchetto finanziario della Sirti e' detenuto dalla Telecom Italia; nel 1997 l'azienda ha realizzato volumi produttivi in Italia e all'estero per 2.237 miliardi (oltre il 60 per cento in Italia), con un aumento di vendita del 35 per cento; l'utile consolidato e' stato pari a 161 miliardi; nella semestrale, resa nota da Sirti nel settembre scorso, la societa' nei primi sei mesi del 1998 ha realizzato un fatturato consolidato di 1.058 miliardi (+11,6 per cento) rispetto al corrispondente periodo nel 1997; il margine operativo lordo e' salito da 104 a 168 miliardi; gli utili sono balzati da 71 a 87 miliardi (+22 per cento); la disponibilita' finanziaria netta del gruppo e' salita da 729 a 859 miliardi; in Italia, in conseguenza del rilevante rallentamento degli investimenti Telecom Italia e per il blocco del progetto Socrate, il fatturato e' sceso dell'11,5 per cento, a 616,5 miliardi; i siti produttivi della Sirti sono dislocati in tutto il territorio nazionale; centri operativi, di produzione, manutenzione, progettazione e ricerca sono direttamente presenti in 17 regioni e in oltre 50 citta'; nella stragrande maggioranza i siti sono di proprieta' dell'azienda; alla data odierna, relativamente all'ambito nazionale, i livelli occupazionali sono attestati attorno alle 6.700 unita'; di queste oltre 3.200 lavoratori operano nelle regioni del centro-sud (dal Lazio alla Sicilia); negli ultimi cinque anni la Sirti ha attuato un drastico taglio occupazionale; l'organico produttivo, in particolare nell'ultimo quinquennio, ha subito un notevolissimo ridimensionamento, corrispondente a quasi 4.500 unita'; dalla fine del 1993 da parte dell'azienda sono stati reiteratamente utilizzati gli strumenti di fuoriuscita "non traumatici" previsti dalla (legge n. 223 del 1991 mobilita' lunga, mobilita' corta volontaria); inoltre, il forte decremento e contratti a termine non rinnovati, pensionamenti, dimissioni ed altro; nel maggio 1998 la Sirti ha annunziato un ulteriore e notevole piano di riassetto e ristrutturazione industriale, finalizzato ad un consistente ridimensionamento delle strutture produttive e dei livelli occupazionali presenti in tutto il territorio nazionale; tale piano prevede la dismissione di vari ed importanti comparti produttivi, l'abbandono o il forte ridimensionamento della presenza industriale in intere aree territoriali, in gran parte allocate nel centro-sud; conseguentemente, dal 6 luglio 1998 la Sirti ha formalizzato lo stato di crisi aziendale, con il conseguente ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi per 1.500 unita', dichiarati esuberi strutturali, ed il contemporaneo ricorso, sancito in un accordo sindacale il 21 luglio 1998 siglato al ministero del lavoro, alla mobilita' lunga per 122 lavoratori, e alla mobilita' corta volontaria per 700 unita'; per quanto nel corso del secondo semestre dello scorso anno si e' constatato che il ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria non abbia mai superato le 850 unita', tra l'altro in maniera discontinua nei volumi complessivi, e preso atto che nello stesso periodo l'organico occupazionale si e' abbassato di oltre 400 unita', la direzione Sirti, il 23 dicembre 1998 con apposita comunicazione inviata al ministero del lavoro e alle organizzazioni sindacali di categoria, ha ribadito il persistere dello stato di crisi e quindi un esubero strutturale sempre corrispondente a 1.500 lavoratori, con conseguente continuita' di utilizzo della Cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi; l'accordo sindacale del 21 luglio 1998 ha previsto il consenso sindacale solo per sei mesi, fino al 31 dicembre 1998; la stragrande maggioranza degli esuberi, per oltre il 70 per cento, e' allocata nei siti produttivi Sirti del centro-sud, in particolare: Sardegna, Sicilia, Calabria, Bari, Napoli-Campania, Potenza, Roma-Lazio, Pescara, oltreche' in alcune specifiche aree del centro-nord dislocate in: Piemonte, Lombardia, Triveneto, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, eccetera; stanti le modalita' di durata massima previste dalla legge n. 233 del 1991 la Cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi scadra' improrogabilmente il 6 luglio 1999; per molte sedi Sirti che hanno gia' utilizzato o sono in procinto di raggiungere il periodo massimo di utilizzo degli ammortizzatori sociali previsto dalla legge - 36 mesi nel quinquennio (Potenza dal 6 dicembre 1998, Torino dal 18 gennaio 1998, Roma dal 1^ marzo 1998, Milano dal 1^ marzo 1998, Benevento dall'8 marzo 1998, Salerno dal 22 marzo 1998, per un totale di 554 lavoratori) - si passera' al ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga ai limiti, come previsto dall'articolo 1-quinquies della legge 5 giugno 1998, n. 176 (appositamente attuata a favore dei lavoratori di aziende industriali appaltatrici di lavori di installazione di reti telefoniche), con l'aggiunta rispetto al testo fissato dalle normative di ulteriori 12 mesi di trattamento di Cassa integrazione guadagni sraordinaria; poiche' l'articolo 1-quinquies della legge n. 176 del 1998 ha previsto una copertura finanziaria solo per sei mesi (43 miliardi) fino al dicembre 1998, risulta fortemente allarmante e preoccupante il fatto che a data odierna la suddetta legge non sia stata ancora appositamente rifinanziata riguardo l'utilizzo di merito del secondo semestre; pertanto la Sirti, per 554 lavoratori, con le scadenze riportate, ha richiesto uno strumento che nei fatti e' terminato; in questo quadro di rilevanti tagli dei livelli occupazionali, la Sirti sta attraversando nuove e allarmanti incertezze sul destino produttivo e sull'assetto proprietario; infatti la Telecom ha gia' apertamente dichiarato che nel contesto del proprio indirizzo strategico di riassetto non considera piu' prioritario il mantenimento nel gruppo delle attivita' di impiantistica e installazioni di telecomunicazione (Sirti e Italtel); pertanto e' chiaro che l'intendimento di Telecom e' rivolto a vendere, a breve e per intero, la propria quota di proprieta' della Sirti (49 per cento); sono del tutto incerti gli indirizzi e le modalita' realizzative dell'operazione; una serie di segnali, in particolare le notizie di organi di informazione, lascia intendere che la vendita sia ormai imminente; nel panorama industriale e delle telecomunicazioni in Italia la vendita della Sirti ha ormai assunto un aspetto largamente travagliato; sembra tramontato definitivamente l'acquisto da parte della Pirelli (annunzio ufficiale di acquisto del 28 novembre 1997, e conseguente comunicazione di Telecom- Pirelli del 30 marzo 1998 di non piu' procedere al trasferimento della quota del 39 per cento del capitale Sirti), si e' aperto il "balletto" delle indiscrezioni mai confermate, chiamando in causa, in quanto interessate all'acquisto, importanti aziende nazionali e straniere multinazionali; le ultime notizie rilevate dagli organi di informazione riferiscono di un pressante interesse da parte di Impregilo, controllata dal Gruppo Fiat, specializzata in grandi opere civili ed infrastrutturazioni in genere, oltreche' di Chiarva, societa' piemontese di impiantistica e di produzione di accessoristica per telecomunicazioni, che opererebbe assieme ad un partner internazionale; si aggiunge anche l'eventuale cessione della Telecom tramite un'offerta pubblica (opv); nei fatti si teme che la Telecom possa aver previsto una vendita frazionata per comparti produttivi o per aree territoriali; ipotesi, queste, che determinerebbero ulteriori ed aggiuntivi rischi sui livelli occupazionali, con conseguente distruzione di un patrimonio produttivo e professionale di valore prioritario nelle aree di ricerca, progettazione, installazioni, messa in opera e manutenzione di reti telefoniche-telecomunicazioni e sistemi avanzati; infatti, in data 6 novembre 1998, gia' in piena fase di rinnovo del contratto nazionale metalmeccanico, la Sirti ha formalizzato alle organizzazioni sindacali la disdetta di tutti gli accordi sindacali aziendali integrativi del contratto collettivo nazionale di lavoro; a partire dal 1^ febbraio 1999 l'azienda applichera' esclusivamente quanto previsto dal contratto collettivo nazionale del lavoro metalmeccanico determinando un forte peggioramento delle strutture normative e retributive generali, e delle condizioni quotidiane dei lavoratori che prevalentemente operano spostandosi continuamente nel territorio; nonostante i ripetuti incontri in sede di ministero del lavoro, l'ultimo in data 4 marzo 1999, non emerge con chiarezza, da parte dell'azienda, l'effettivo numero degli ipotetici esuberi strutturali; la situazione di "stallo", determinatasi rispetto all'Opa lanciata su Telecom, congela ulteriormente la situazione di Sirti, gia' di per se' incerta -: se non si ritenga urgente: a) una chiarificazione sugli intendimenti della Telecom riguardo le modalita' di vendita della Sirti, nonche' sul mantenimento dell'integrita' produttiva aziendale, ai fini della salvaguardia del valore strategico, del patrimonio tecnico-produttivo, professionale dell'azienda e dei lavoratori, determinante per lo sviluppo e l'ammodernamento delle infrastrutture di reti per telecomunicazioni del nostro paese, e per la realizzazione delle innovazioni tecnologiche relative alle teleinformatiche; b) una forte ripresa dell'iniziativa del Governo riguardo al settore delle telecomunicazioni in Italia, per l'assunzione e la resa operativa delle strategie di progetto mirate all'ammodernamento e all'ampliamento delle infrastruttrure; c) per telecomunicazioni, nel trattamento dei dati e delle immagini, alla razionalizzazione degli investimenti da parte di Telecom e dei soggetti operanti in Italia nella gestione del servizio telefonico e nelle telecomunicazioni in genere; d) la difesa dei livelli occupazionali presso la Sirti anche con le necessarie verifiche sulle modalita' e sulla quantita' di ricorso della Cassa integrazione guadagni straordinaria, rifinanziando nel caso la legge n. 176 del 1998, nonche' verificando l'applicazione di modelli di riduzione di orario e di contratti di solidarieta' alternativi alla Cassa integrazione guadagni straordinaria; e) la verifica inoltre delle palesi e gravi contraddizioni che caratterizzano a livello nazionale, nei vari ambiti territoriali, lo stato produttivo ed occupazionale dell'azienda, con il massiccio ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria nei siti produttivi coinvolti, specie nel centro-sud, allo straordinario, al subappalto, alle "consulenze", alle ferie arretrate, in molte aree, specie nel nord. (4-23040)

 
Cronologia
venerdì 12 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria entrano a far parte della NATO.

venerdì 19 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Fallisce il tentativo di un accordo di pace per la risoluzione del conflitto fra serbi e maggioranza albanese della provincia del Kosovo, negoziato a Rambouillet.

domenica 21 marzo
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    Il sistema bancario italiano vara nuovi assetti con i progetti di fusione fra Unicredit e Comit e fra San Paolo-Imi e Banca di Roma.