Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01724 presentata da MANZIONE ROBERTO (UDR - UNIONE DEMOCRATICA PER LA REPUBBLICA) in data 19990322
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per i beni e le attivita' culturali. &&T Per sapere - premesso che: la vicenda del doping sportivo esplosa nel ciclismo prima e, nel calcio poi, sollevata coraggiosamente nell'estate 1998 dall'allenatore della associazioni sportiva Roma, Zeman ha portato alla scoperta di gravi irregolarita' nel sistema dei controlli degli atleti da parte del laboratorio dell'Acqua Acetosa - nonostante le conclusioni farsa della Commissione del Coni - determinando la chiusura dello stesso, il conseguente affidamento dei controlli a laboratori esteri, come se in Italia non vi fossero strutture idonee (e se cio' fosse vero bisognerebbe interpellare il ministero della sanita'), l'apertura di una vasta inchiesta della magistratura ordinaria e le conseguenti dimissioni del presidente del Coni dottor Pescante; il rinnovo dei vertici del Coni appare come logica conseguenza della mancata azione di vigilanza su una materia cosi' delicata che riguarda gli atleti e il futuro dei giovani italiani e in coerenza con i programmi e le attivita' antidoping deliberate dal Consiglio nazionale del 28 febbraio e 30 aprile 1997; nessun riflesso - come pure sarebbe stato auspicabile - si e' finora riscontrato nei vertici della Federcalcio di fronte alla gravita' e al susseguirsi degli avvenimenti; ai problemi generali del mondo dello sport e a quelli di contrasto al doping si aggiungono quelli finanziari derivanti dalla caduta degli introiti del Totocalcio in conseguenza sia della grave perdita di credibilita' del concorso pronostici calcistici come nel caso della vicenda e sentenza sportiva Venezia-Bari. L'emersione di vicende oscure come quelle della partita Rieti-Pomezia chiama pesantemente in causa le responsabilita' dei vertici federali. A cio' fa poi riscontro lo straordinario successo di giochi concorrenti che si riflette sul Coni, sulle sua difficolta' di finanziamento rispetto ai ritmi e ai programmi di spesa di fronte ad appuntamenti sportivi internazionali; il Coni figura tra gli enti che ricevono contributi statali sottoposti al controllo della Corte dei conti rientrando nella disciplina prevista dall'articolo 2 della legge 21 marzo 1958, n. 259; la gestione corrente del Coni risulta totalmente condizionata dall'andamento dei concorsi pronostici esercitati dall'ente stesso, legati alle competizioni sportive di calcio per la realizzazione delle attivita' istituzionali; e' stato rilevato come la situazione del calcio appare singolare perche', nonostante esso sia uno sport nazionale, conferisce alla propria federazione un'entrata contributiva irrisoria se posta in relazione con il totale dell'entrata corrente (nel 1997: 1,51 per cento): evidentemente l'espressione finanziaria dell'amplissima e molto motivata partecipazione di base non si incanala in direzione della federazione stessa; i debiti finanziari e bancari riguardano 15 federazioni ma sono per lo piu' concentrati nella situazione patrimoniale della Figc per 14,9 miliardi rispetto ai complessivi 38,5 miliardi; nel rapporto tra Coni e Federazione italiana gioco calcio si evince come questa abbia avuto trasferimenti dal Coni classificati come entrate correnti per 337,9 miliardi e entrate contributive per 5,1 miliardi nel 1997; il bilancio della Figc, come quello di tutte le Federazioni sportive, e' sottoposto al controllo del Coni in quanto preposto alla diffusione dello sport, che a sua volta e' sottoposto al controllo della Corte dei conti in applicazione della sopraindicata legge 21 marzo 1958, n. 259; lo stesso Coni redige un documento contabile secondo quanto previsto dall'articolo 37 del Regolamento di contabilita' e amministrazione degli enti pubblici del parastato sulla base del decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1979, n. 696, provvedendo alla riassunzione delle risultanze delle gestioni a carattere federativo con la depurazione dei movimenti interni delle varie gestioni; il bilancio consolidato del Coni costituisce la fonte degli aspetti economico-finanziari, e quindi indirettamente gestionali, del variegato mondo delle Federazioni sportive nazionali risultando la dipendenza delle Federazioni sportive, nessuna esclusa, dai finanziamenti del Coni; nell'ultima gestione della Figc si riscontrano gravi anomalie soprattutto nei rapporti con gli sponsor, in particolare relativamente alla scelta dello sponsor della federazione in sostituzione della ex IP, e in ultimo nel contratto stipulato con l'azienda produttrice dell'acqua minerale Uliveto; la Figc, in occasione del centenario, ha promosso una serie di costose iniziative con la partecipazione di sponsor per 2,5 miliardi con un disavanzo di 3,5 miliardi, rispetto ai 6 miliardi di spese complessive; nel mese di dicembre alla scadenza del contratto con lo sponsor della squadra nazionale, si e' provveduto a bandire una gara per la scelta dello sponsor, che e' stata vinta non da una singola azienda, ma da una societa' di servizi che avrebbe dovuto garantire l'importo proveniente da un certo numero di aziende, mentre risulta che non sono state ancora indicate le aziende sostenitrici ne' risulta essere stata pagata la prima rata prevista dal contratto; in passato la Figc aveva sistematicamente rifiutato questo tipo di soluzione -: se risulti che la Figc abbia rispettato le procedure previste dal Regolamento amministrativo interno del Coni relativamente ai contratti di sponsorizzazione che innovano radicalmente e profondamente rispetto agli orientamenti manifestati in passato dalla stessa Figc; quali iniziative intenda assumere per rafforzare i poteri di controllo gestionale e finanziario del Coni rispetto ai bilanci delle federazioni sportive affinche' agiscano nel pieno rispetto delle procedure vigenti e della trasparenza; se risulti che e' stato definito un accordo tra Figc e il fornitore dell'acqua senza ricorrere a una gara pubblica; se risulti che l'utilizzo dell'acqua prodotta dalla societa' Uliveto da parte delle squadre nazionali sia avvenuto su precisa indicazione dello staff medico della Figc, in tal modo condizionandosi la scelta effettuata con un giudizio che non puo' non essere considerato un giudizio di parte; se risulti che la valutazione del corrispettivo di settecento milioni derivante dall'accordo sia adeguata e veritiera in considerazione del fatto che la valutazione per i fornitori del 1982/1983 era dello stesso ammontare e dunque, in 15 anni, essa non sembra abbia subito variazioni significative nonostante nel settore calcistico si registrino fortissimi incrementi dei costi; se risulti che l'accordo tra Figc e acqua Uliveto decorra dal 1^ gennaio 1999, mentre la societa' Uliveto ha promosso l'azione pubblicitaria come fornitore della Nazionale di calcio da prima dei mondiali di Francia 1998; se siano stati contabilizzati eventuali proventi dello sfruttamento dai mondiali di calcio 1998 alla data di decorrenza del contratto; se gli introiti percepiti dalla Federcalcio per gli sponsor siano adeguati ai valori di mercato e se la Federcalcio abbia provveduto a preventive attente verifiche da parte di aziende specializzate del settore; se si siano riscontrate situazioni similari per altre aziende di sponsorizzazione; a quanto ammontino gli introiti diretti ed indiretti (sponsor, partite di calcio) per le celebrazioni del "centenario" della Figc e se risulta che la Federcalcio debba ripianare con un ingente intervento finanziario valutato in tre miliardi le spese per il "treno" di tale evento celebrativo; se il Coni sia stato tempestivamente informato dai responsabili della Figc rispetto alle scelte relative agli accordi di sponsorizzazione in atto; se non ritenga che alla luce di tali indicazioni si imponga una attenta valutazione dei rapporti tra sponsor e federazioni sportive anche in relazione alle esigenze di finanziamento e di funzionamento del Coni. (2-01724)