Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03696 presentata da RUZZANTE PIERO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990407
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: ad oggi esistono dati evidenti relativi a tre aziende nelle quali il problema amianto e' maggiormente sentito: si tratta delle Oms Firema Trasporti Spa di Padova, delle officine Cittadella Firema Trasporti Spa di Cittadella (provincia di Padova) e delle Officine di San Giorgio di S. Giorgio delle Pertiche (Padova); dal dopoguerra in queste aziende si costruiscono e riparano treni merci e passeggeri; la popolazione di lavoratori esposti all'amianto ammonta rispettivamente a: Oms Padova: 650 ex esposti, 250 attivi 900 totale; Officine Cittadella 600 ex esposti, 200 attivi 800 totale; Officine S. Giorgio 300 ex esposti, chiuse 300 totale; la popolazione complessiva e' di circa 2000 lavoratori cui potrebbero aggiungersi i familiari che manipolavano le tute da lavoro; questa popolazione e' a rischio di malattia professionale o, peggio, corre il pericolo di essere colpita da malattie che danno esito mortale; in collaborazione con lo Spisal dell'Asl 16 di Padova si sta lentamente procedendo alla sorveglianza sanitaria degli ex esposti Oms. Su 650 lavoratori sono stati visitati 200 lavoratori circa, di questi circa 100 evidenziano la presenza di malattia professionale; sviluppando plausibili proiezioni, si puo' ragionevolmente sostenere che nel 35 per cento della popolazione esposta (700 lavoratori) potrebbero essere riscontrati e diagnosticati diversi tipi di patologie e di malattie professionali, malattie che, in tempi e condizioni diverse da soggetto a soggetto, possono degenerare in tumore. Inoltre con il passare del tempo, altri lavoratori negativi al 1^ controllo, possono risultare positivi ai controlli successivi; i lavoratori morti per tumore provocato da fibre di amianto sono almeno 40 tra e Padova e Cittadella. Di molti altri lavoratori deceduti non si conoscono le cause del decesso e non vi sono riscontri documentali; e' doveroso da parte dello Stato, dei ministeri competenti, della Regione, delle Asl interessate assumere, anzitutto, piena consapevolezza della drammatica vastita' del problema e intervenire subito almeno per cercare di salvare la vita a questi lavoratori, riducendo il pericolo di strage; serve subito una sorveglianza sanitaria per la popolazione esposta; la sorveglianza sanitaria deve essere gratuita, non solo perche' lo prevedono le leggi (decreto legislativo n. 277/1991, n. 257/1992, n. 626/1994), ma anche per un imperativo etico: non si puo' far pagare il costo delle visite, delle analisi, del periodico monitoraggio a chi e' vittima dell'esposizione all'amianto; la sorveglianza sanitaria ha una finalita' importantissima: salvare le vite umane tramite la diagnosi precoce, diagnosticare l'esistenza della malattia e controllarne il decorso, decidere i protocolli terapeutici e i comportamenti di vita per ridurre il rischio. Infine coinvolgere lavoratori e familiari per decidere gli eventuali ricoveri ed interventi sanitari; in tal senso la sorveglianza sanitaria deve essere realizzata con strumenti e tecnologie diagnostiche le piu' avanzate esistenti, mirati al fattore di rischio, specializzando e sensibilizzando gli operatori ed i ricercatori ad indagare per scoprire in tempo la patologia ed il pericolo di degenerazione in tumore; il servizio e gli esposti dovranno collaborare reciprocamente realizzando un apposito Comitato degli utenti; il fattore tempo e' determinante per offrire ai lavoratori non solo la miglior tutela sanitaria, ma anche allo scopo di scoprire nuove frontiere scientifiche e sanitarie che permettano diagnosi e cura di queste patologie, visto che la prevenzione e' saltata completamente; la popolazione colpita dall'amianto non e' confinabile nei 2000 lavoratori Oms e Officine Cittadella, gia' di per se' un numero enorme, ma purtroppo altri lavoratori esposti ci sono anche nelle seguenti altre aziende finora indagate che segnaliamo ad esempio: Ivg di Cervarese S. Croce - 400 dipendenti; Ine di Cittadella - 150 dipendenti; Ima-Saf di Cittadella 250 dipendenti; Fro di Cittadella - 200 dipendenti; Schindler di Padova - 50 dipendenti; Kone di Padova - 100 dipendenti; solo per parlare del settore metalmeccanico si possono stimare in circa 4500 i lavoratori che hanno subito esposizione all'amianto in provincia di Padova; serve una battaglia di civilta' che rimedi per quanto possibile ai gravissimi errori del passato da parte di tanti, troppi soggetti; la recente delibera della regione Veneto datata ottobre 1998, apprezzabile perche' affronta per la prima volta il problema, sollecitata a piu' riprese dal sindacato (Cgil-Cisl-Uil con Fim-Fiom-Uilm) e da alcuni esponenti di forze politiche, piu' sensibili al problema, non risponde ancora alle urgenze sopra citate; il sindacato dei metalmeccanici Fim Fiom Uilm di Padova e' da tempo disponibile tramite i patronati per agevolare l'opera di censimento, ora pero' bisogna uscire dalla fase volontaristica, costruendo un solido progetto operativo entro aprile 1999, in grado di rispondere concretamente al bisogno dei lavoratori, tutelandone almeno la vita; l'esperienza realizzata dallo Spisal di Padova andrebbe potenziata immediatamente, senza attendere che sia formalizzato un piano regionale, anzi, l'esperienza padovana puo' rappresentare un'esperienza pilota, utile per altri territori e per patologie conseguenti ad attivita' produttive inquinanti, tossiche, nocive e cancerogene che, in futuro, potrebbero rivelarsi nella popolazione; e' necessario che il problema della sorveglianza sanitaria sugli ex esposti all'amianto diventi priorita' assoluta nell'agenda dei lavori della regione del Veneto, del ministero della sanita' e delle Asl, ciascuno secondo il proprio ruolo -: se il Governo intenda fare chiarezza sulla competenza del costo della sorveglianza sanitaria; se intenda attivarsi anche d'intesa con la regione Veneto affinche' sia avviata subito la sorveglianza sanitaria tramite gli Spisal, potenziandoli e avviando il censimento piu' generale; se ritenga opportuno rendere obbligatoria la sorveglianza sanitaria; se il Governo ritenga necessario avviare un'adeguata campagna di informazione e formazione nei confronti della popolazione interessata affinche' sia sensibilizzata ad accertare la propria condizione di esposti al rischio amianto, evitando che cio' comporti l'esplodere di depressioni psichiche, di psicosi che causano forme di panico collettivo e di ulteriore danno alla propria condizione di salute; se sia intenzione istituire un apposito servizio, anche interdisciplinare, degli Spisal, opportunamente dotato di risorse, di beni strumentali, di spazio di operatori; se intenda ricondurre gli operatori del servizio alla responsabilita' della Spisal, e permettere allo Spisal di ottenere collaborazione e agibilita' presso le diverse strutture diagnostiche e sanitarie dell'Asl e dell'Azienda Ospedaliera, evitando di creare doppioni, ma anche evitando ogni ritardo; se intenda rafforzare una ricerca applicata sulle patologie provenienti dall'amianto anche in collaborazione con l'istituto di medicina del lavoro dell'Universita' di Padova; se intenda operare affinche' lo Spisal abbia agibilita' anche a livello internazionale, rapportandosi con realta' piu' avanzate che lo aiutino ad operare nel migliore dei modi (ad esempio Norvegia e Finlandia). (3-03696)