Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01754 presentata da ALOI FORTUNATO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990408
Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dell'interno, di grazia e giustizia, del lavoro e dei lavori pubblici, per sapere - premesso che: la "vicenda Gioia Tauro" sta facendo registrare il determinarsi di una situazione di inagibilita' politica a livello di amministrazione comunale, tant'e' che si e' giunti alle dimissioni di undici consiglieri comunali, di cui tre appartenenti alla maggioranza, e cio' al fine di consentire lo scioglimento del consiglio comunale per restituire cosi' il mandato al corpo elettorale; cio' pero' e' stato inteso dal vertice dell'amministrazione comunale come condizionamento degli ambienti malavitosi della zona, con la conseguenza di provocare le reazioni da parte dei consiglieri dimissionari per nulla disposti ad accettare interpretazioni strumentali e, per cio' stesso, non rispondenti alla realta' costituita da una scelta meramente politica; l'esigenza di chiarezza a livello amministrativo-politico costituisce per una citta' come Gioia Tauro un fatto importante, stante il processo di sviluppo che si e' avviato nella citata citta' calabrese e nel suo comprensorio grazie alla presenza di un importante porto e della prospettiva della "zona franca", malgrado le difficolta' che vengono ad essa frapposte come la tormentata vicenda del "contratto d'area" o le complicazioni - dall'interpellante denunciate in precedenza - in ordine al "master plan"; e cio' nel contesto di una politica di grande respiro a livello di ampie linee di sviluppo che facciano di Gioia Tauro e del suo vasto entroterra, in favore del quale i ritardi e le inadempienze governative sono ben note, il punto centrale dell'economia calabrese nella sua proiezione mediterranea ed europea -: se non ritengano di dovere tempestivamente intervenire per accertare i termini della questione che va valutata in tutti i suoi aspetti, di ordine politico, economico e sociale - senza ovviamente prescindere dall'individuazione, in termini precisi e circostanziati, dell'azione della criminalita' mafiosa sull'effettuazione dei lavori e sull'attivita' economico-commerciale nel porto di Gioia Tauro, per come denunciato da diversi ambienti e settori imprenditoriali, malgrado si sia fino a qualche tempo fa escluso assurdamente ogni forma di incidenza criminale, da parte di qualche ambiente della maggioranza politica locale -, evitando che di fronte a fatti politici si oppongano motivazioni che potrebbero mettere in moto meccanismi lesivi del principio della dialettica politico-amministrativa, elemento necessario ed indispensabile per l'esercizio della democrazia a livello nazionale o locale; se non ritengano che il Governo debba affrontare la "questione Gioia Tauro" senza atteggiamenti pregiudiziali o preclusivi di qualsiasi tipo, valutando l'esigenza oggettiva che il libero e democratico confronto fra varie posizioni politiche ed amministrative possa non escludere la necessita' dello scioglimento del consiglio comunale di Gioia Tauro senza dovere essere data alla cosa una interpretazione non di ordine politico, mentre sul versante dell'occupazione e dello sviluppo debbono - da parte del Governo stesso - essere onorati gli impegni assunti e rispettate le garanzie in ordine al decollo di una zona che gia', a partire dall'inizio degli anni settanta, aveva avuto assicurate migliaia di fantomatici posti di lavoro grazie alla "prospettata" realizzazione di un fantomatico centro siderurgico. (2-01754)