Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06110 presentata da VALPIANA TIZIANA (MISTO) in data 19990412
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: il Piano sanitario nazionale da' molta importanza alle attivita' preventive; per dare nuovo impulso all'azione preventiva e' necessario adottare nell'ambito delle attivita' preventive l'atteggiamento etico e scientifico di una medicina basata su prove di efficacia, gia' utilizzato con successo nel campo della prescrizione farmacologica; particolarmente aggiornata deve essere l'evidenza scientifica dell'utilita' di quei provvedimenti sanitari che vengono imposti dallo Stato; il nostro attuale sistema sanitario include un gran numero di provvedimenti obbligatori da tempo considerati non efficaci dalla comunita' scientifica; questi trattamenti sanitari obbligatori interessano ogni anno diverse centinaia di migliaia di cittadini e possono quindi per alcuni divenire addirittura nocivi; una soluzione, realizzabile in poco tempo, di riduzione dei trattamenti obbligatori aumenterebbe l'autorevolezza delle proposte fatte agli utenti da parte del Servizio sanitario nazionale e libererebbe urgenti risorse economiche -: se intenda assumere una forte iniziativa politica per superare almeno i trattamenti sanitari obbligatori piu' superati quali l'obbligo del controllo sanitario biennale per il personale della scuola (decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, articolo 18), che prevede una visita medica biennale con controllo radiologico del torace per circa mezzo milione di persone, nonostante l'Oms abbia documentato l'inutilita' di questa forma di screening che comporta un rischio di immotivata esposizione a radiazioni ionizzanti; se intenda abolire l'obbligo di ricerca dei casi di sifilide ignorata (legge 25 luglio 1956, n. 837, articolo 7) che prevede per diverse categorie di cittadini quali militari, detenuti , ecc., la verifica della positivita' sierologica per sifilide, ormai anacronistica; se intenda abolire l'obbligo di controllo sanitario per barbieri, parrucchieri e affini (legge 14 febbraio 1963, n. 161, e successive modifiche e integrazioni) ormai trasformato in un momento burocratico sganciato da qualsiasi evidenza epidemiologica; se intenda abolire l'obbligo di controllo sanitario per addetti alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari (legge 30 aprile 1962, n. 283, e decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327) che comporta un rilevante impegno di personale per il Servizio sanitario nazionale e una inutile perdita di tempo per i lavoratori a fronte di una universalmente riconosciuta inutilita' in termini di prevenzione; se intenda abolire l'obbligo della vaccinazione contro la tubercolosi (legge 14 dicembre 1970, n. 1088, e decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1975, n. 447) che, secondo la letteratura scientifica, e' inefficace nell'evitare l'infezione, lasciando la scelta di vaccinare ai Dipartimenti di prevenzione e alle direzioni sanitarie ospedaliere; se intenda abolire l'obbligo della vaccinazione contro il tifo prevista come forma di profilassi per alcune categorie (DCG 2 dicembre 1926), ormai sconsigliato dall'andamento epidemiologico di questa infezione nel nostro Paese, cosi' come gia' giustamente previsto dalla legge finanziaria per il 1998 per il personale addetto alla produzione, manipolazione e somministrazione di alimenti; se intenda abolire le modalita' di richiamo della vaccinazione contro il tetano previste dalla legge 5 marzo 1963, n. 292, che demandava la definizione delle modalita' di esecuzione ad un regolamento, decreto del Presidente della Repubblica n. 1301 del 7 settembre 1965 che determinava la cadenza dei richiami vaccinali ad intervalli di quattro anni, smentito nel 1982 da una circolare ministeriale che consigliava di aumentare l'intervallo a dieci anni ma che, purtroppo, non e' correttamente e ovunque applicata. (5-06110)