Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06109 presentata da LENTO FEDERICO GUGLIELMO (COMUNISTA) in data 19990412
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: a S. Giovanni Valdarno (provincia di Arezzo) e' presente uno stabilimento composto da due realta' produttive consistenti in un reparto meccanico che produce suole e lame per macchine movimento terra, armamento ferroviario e scambi. L'altro reparto e' composto da due laminatoi che producono laminati mercantili; nel 1981 tale stabilimento viene ceduto, in seguito ad alcune dismissioni da parte delle partecipazioni statali, alle acciaierie di Piombino continuando le suddette lavorazioni; nel 1985 i due treni di laminazione, ormai obsoleti vengono sostituiti con un nuovo treno di laminazione Danieli che essendo tecnologicamente all'avanguardia, produce da solo molto piu' che i due treni precedenti, (200.000 tonnellate/anno); nel luglio del 1989 lo stabilimento diventa ferriera del Valdarno s.r.l. e nel dicembre del 1992 Ferdofin Siderurgica s.r.l. gia' con questa gestione e lo stabilimento ed in particolare il reparto meccanico, perde parte dell'armamento ferroviario e gli scambi fino ad arrivare al gennaio 1994 quando il gruppo Fedorfin Siderurgica fallisce; nel periodo antecedente alla nomina del commissario (2 mesi) i lavoratori dello stabilimento ed in particolare quelli del reparto meccanico hanno prestato la loro opera senza percepire alcuno stipendio che ancora oggi rimane da riscuotere; lo stabilimento di S. Giovanni ha i requisiti (oltre 300 addetti) per accedere alle procedure di cui alla "legge Prodi" e viene nominato commissario con l'esercizio di impresa l'ingegner Aurelio Guccione che trasferisce la Ferdofin in amministrazione straordinaria al gruppo Dueferdofin S.P.A. nel novembre del 1996, con il vincolo per la Dufedorfin di mantenere per due anni l'integrita' del gruppo e dello stabilimento di S. Giovanni e il numero dei dipendenti; il 1^ marzo 1999 lo stabilimento viene diviso, il reparto meccanico rimane alla Duferdofin mentre il laminatoio passa alla Siderurgica S. Giovanni S.r.l. con il gruppo Ferrero come socio di maggioranza; attualmente il reparto meccanico (97 dipendenti) e' in una situazione critica (e' da ottobre 1998 che la Cig si alterna a periodi di lavoro sempre piu' brevi), e la causa e' da imputare ad una gestione sbagliata che dal 1996 ad oggi ha guardato solo al profitto senza un piano industriale che prevedesse accordi commerciali di lunga durata con i suoi clienti piu' importanti come Itm Modena e Caterpillar; a breve e' ipotizzata una riduzione della turnistica con circa 35 persone a rotazione in Cig, e nel frattempo dovrebbe partire una lavorazione alternativa (pannelli coibentati per cantieristica navale) che dovrebbero assorbire una decina di persone; per quanto riguarda il laminatoio della siderurgica S. Giovanni (81 addetti), la situazione e' in fase di riorganizzazione; attualmente il confronto fra le organizzazioni sindacali e l'azienda e' puntato a definire un progetto industriale per il rilancio della struttura e viene richiesta la piena integrazione del laminatoio di S. Giovanni nell'insieme del gruppo ed inoltre un obiettivo produttivo crescente e un aumento della turnistica e dell'utilizzo degli impianti, per questo per dare una prospettiva industriale allo stabilimento e per aumentare i livelli occupazionali; anche per la parte meccanica si sta cercando la possibilita' di definire un piano industriale e di riorganizzazione del reparto meccanico in grado di rendere credibile l'acquisizione dei volumi necessari per poter lavorare ed essere competitivi necessita' di quantitativo di produzione superiore di 25000 tonnellate, rispetto a una produzione che e' di 14000 tonnellate annue (suole, lame e armamento ferroviario); le organizzazioni sindacali obbiettano alla proprieta' attuale che con questo livello di volumi non si garantisce una prospettiva e una competitivita' allo stabilimento, e per questo sollecitano l'azienda a rafforzare la strategia commerciale per aumentare la produzione -: se non ritenga opportuno attivarsi nei confronti della proprieta' affinche' si ricerchino delle alleanze strategiche che garantiscano la presenza, la competitivita' e quindi la difesa di un polo occupazionale di importanza primaria per tutta la provincia di Arezzo. (5-06109)