Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06124 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19990413
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: con l'interrogazione n. 4/17187 del 29 aprile 1998, si chiedeva al Ministro interrogato, per ogni provincia d'Italia, quante revisioni erano state fatte dalle commissioni periferiche per l'accertamento degli stati di invalidita', quante indennita' erano state fino ad allora revocate, quanti provvedimenti di revoca erano stati impugnati dinanzi al pretore del lavoro e quante cause si erano concluse a favore del ricorrente; l'interrogazione - alla quale non e' mai stata data risposta -, prendendo spunto da un articolo pubblicato su La Tribuna del 27 aprile 1998 in cui si parlava di 416 revoche su 1.492 pensioni di invalidita' in provincia di Treviso, nel 1997, voleva evidenziare che la revoca di 416 pensioni di invalidita' non equivale automaticamente alla scoperta di 416 falsi invalidi, in quanto potrebbe derivare da una riduzione di punteggio in base alle nuove tabelle ministeriali; considerazioni analoghe sono dovute in merito all'elaborazione de il Sole 24 Ore del lunedi' 15 marzo 1999 su dati Istat ed Inps al gennaio 1998, la quale evidenzia che, in un anno, l'Inps ha tagliato oltre centosettantaduemila pensioni di invalidita', con un conseguente risparmio di circa 961 miliardi di lire; un attento esame dei dati statistici riportati dimostra come non sembra esser venuta meno l'enorme sperequazione che da decenni caratterizza la concessione dei trattamenti d'invalidita' e che va pesantemente a discapito dei cittadini del nord; infatti, il numero degli invalidi delle province di Lecce e Potenza e' pari alla meta' di quello dei lavoratori regolarmente occupati, mentre la media a livello nazionale e' costituita dalla percentuale del 16,1 per cento; se, tenendo presente tale percentuale, si pone attenzione al numero di assegni erogati per provincia, non puo' non colpire il raffronto fra il dato degli assegni erogati a Lecce, pari a 102.412 (per un totale di 800.000 abitanti) e quello di Milano, pari a 85.798 (per un totale di oltre 3,7 milioni di abitanti); il primato circa il ridotto numero di pensioni erogate spetta a sei province tutte del nord Italia: Lodi (6.289), Lecco (6.555), Sondrio (7.567), Gorizia (8.281), Cremona (8.443) e Biella (8.448); anche il dato concernente il rapporto fra i lavoratori regolarmente occupati e gli invalidi suscita enormi perplessita': a Lecce questo rapporto si attesta al 48,3 per cento, a Potenza al 47,7 per cento, ad Oristano al 44,6 per cento, a Benevento al 43,8 per cento, ad Agrigento al 43,6 per cento ed a L'Aquila al 41,2 per cento, mentre, lo stesso dato, da' un'indicazione esattamente opposta per le citta' del nord: il rapporto invalidi/occupati si attesta a Lecco sul 4,8 per cento, a Bergamo sul 5 per cento, a Milano sul 5,6 per cento, a Venezia sul 5,7 per cento, a Padova sul 6 per cento, a Varese sul 6,2 per cento ed a Treviso sul 7,2 per cento; e' evidente che, nonostante le posticce ed infondate assicurazioni fornite da una classe politica che ha fatto della pratica clientelare una metodica quotidiana della gestione del potere, permangono tuttora le conseguenze della sconcertante e proterva truffa perpetrata ai danni di quei cittadini invalidi che, veramente bisognosi di tutela, vedono invece costantemente calpestati i loro diritti e la loro dignita' -: se la situazione sopra descritta non imponga una revisione mirata, puntuale ed organica dei trattamenti pensionistici e delle indennita' di accompagnamento nelle province in cui il rapporto fra invalidi e lavoratori regolarmente occupati e' cresciuto in misura esponenziale rispetto alla media nazionale, con relativa segnalazione alla magistratura competente dei componenti le commissioni mediche esaminatrici di tutti quei casi in cui sia configurabile un'ipotesi di reato; se, come gia' domandato nella citata interrogazione n. 4/17187, non si convenga sull'opportunita' di risolvere il problema delle pensioni di invalidita' con l'irrigidimento dei controlli, anziche' delle tabelle, onde evitare di credere, erroneamente e superficialmente, che risparmi di spesa per tagli alle pensioni di invalidita' significhino aver "stanato" falsi invalidi e non accorgersi che, cosi' facendo, si finisce invece con il colpire i veri invalidi; se, come gia' chiesto sempre nella citata interrogazione n. 4/17187, corrisponda al vero che i medici che effettuano le visite di controllo secondo le tabelle ministeriali hanno un margine di discrezionalita' pari al 5 per cento e, in caso di risposta affermativa, se non ritenga opportuno eliminare tale discrezionalita', affinche' le Commissioni periferiche per le pensioni di invalidita' possano valutare secondo parametri univoci ed evitare abusi ed iniquita'. (5-06124)