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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06170 presentata da FOTI TOMMASO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990422

Ai Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: la Cassa di risparmio di Piacenza e Vigevano e la Cassa di risparmio di Parma si sono fuse nel 1993, formando la Cassa di risparmio di Parma e Piacenza Spa; il personale della ex Cassa di risparmio di Piacenza e Vigevano e' iscritto al Fondo pensioni Cassa di risparmio di Piacenza e Vigevano, costituito da oltre 70 anni all'interno della predetta banca: allo stesso - al 1^ gennaio 1999 - risultano iscritti 826 dipendenti attivi e oltre 300 pensionati, gia' dipendenti dell'istituto di credito in questione; il fondo pensioni interno alla Cassa di risparmio di Piacenza e Vigevano ammontava prima della fusione - e cioe' alla data del 31 dicembre 1992 - a circa 73 miliardi: tale patrimonio serviva a garantire le prestazioni dei pensionati e degli attivi. Alla stessa data il valore degli immobili a garanzia del fondo era pari ad oltre 46 miliardi, giusta l'aggiornamento dei valori di stima dei beni esistenti effettuato dall'ingegner Rossetti; il regolamento del Fondo pensioni interno, all'articolo 8 recita: "per assicurare le prestazioni di cui al presente regolamento il Fondo viene incrementato da un contributo ordinario a carico della Cassa di risparmio..., da eventuali altri contributi straordinari a carico dell'Istituto, dal reddito delle attivita' assegnate al Fondo, da un contributo ordinario a carico delle personale iscritto..., da altri eventuali proventi non contributivi di carattere straordinario"; il menzionato regolamento all'articolo 7, altresi', recita: "le disponibilita' del Fondo possono essere investite: a) in titoli di Stato; b) in titoli garantiti dallo Stato; c) in obbligazioni fondiarie o in titoli ad esse parificate, d) in beni immobili di reddito certo a norma delle disposizioni di legge e dell'organo di vigilanza; e) in altre forme consentite dalla legge che la Cassa di risparmio considerera' opportune"; l'articolo 22 del predetto regolamento dispone - infine - testualmente: "entro il 31 maggio dell'anno successivo a quello di competenza, l'Istituto fornira' al comitato consultivo di cui all'articolo 1 del presente regolamento la seguente documentazione: situazione contabile e bilancio tecnico del fondo; importo globale delle pensioni integrative e/o sostitutive erogate nell'anno."; il menzionato comitato consultivo risulta cosi' composto: Presidente della Cassa di risparmio, vicepresidente della Cassa di risparmio, due consiglieri di amministrazione, cinque rappresentanti degli iscritti al Fondo. L'ultima volta che il bilancio tecnico e la situazione contabile del Fondo Cassa di risparmio di Piacenza e Vigevano sono stati forniti ai rappresentanti del personale, e' stato nel 1993, con riferimento al 31 dicembre 1992; dopo questa data l'Istituto di credito, nonostante la contestazione dei commissari, si e' rifiutato di fornire i dati previsti dal regolamento; alcuni dipendenti della Cassa di risparmio di Parma e Piacenza Spa, al fine di poter disporre dei conteggi relativi al Fondo pensioni cui risultano iscritti, hanno - altresi' - convocato l'Istituto di credito in questione davanti all'ufficio provinciale del lavoro di Piacenza, ma - ancora una volta - lo stesso ha omesso di fornire il bilancio tecnico e la situazione contabile del Fondo riferiti agli anni 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998; in passato, i dati in questione venivano forniti agli aventi titolo dalla ex Cassa di risparmio di Piacenza e Vigevano, mentre, dall'avvenuta fusione tra gli Istituti di credito in premessa indicati, gli stessi non sono piu' stati consegnati ne' ai commissari, nonostante le precise richieste degli stessi, rassegnate sia per iscritto sia verbalmente in occasione delle uniche due convocazioni della commissione consultiva del Fondo (che secondo quanto disposto dal regolamento del Fondo dovrebbe tenersi entro il mese di maggio di ogni anno e che - invece - dal 1993 e' stata convocata, a seguito di intimazione di azioni legali, solamente nel 1996 e nel 1998), ne' ai dipendenti, in occasione del gia' citato incontro presso l'Ufficio del lavoro di Piacenza -: se siano noti i fatti in premessa evocati e in particolare l'arbitrario ed illecito - oltre che immotivato - comportamento dei massimi vertici della Cassa di risparmio di Parma e Piacenza Spa che omettono di fornire dati che - cosi' come previsto dal regolamento del Fondo - devono essere resi agli aventi titolo; se risultino elevate da parte della Banca d'Italia, filiale di Parma, contestazioni formali ai sensi dell'articolo 145 del decreto legislativo 1^ settembre 1993, n. 385, e dell'articolo 45 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, per le infrazioni amministrative accertate presso la Cassa di risparmio di Parma e Piacenza Spa in occasione dell'ispezione cui l'Istituto e' stato sottoposto dal 6 novembre 1997 al 12 giugno 1998; se dai predetti accertamenti risulti che l'Istituto di credito in questione avrebbe concesso rilevanti finanziamenti a terzi in assenza di garanzie idonee, con grave e conseguente pregiudizio per gli azionisti della Cassa di risparmio di Parma e Piacenza Spa; se nel corso della predetta ispezione sia stata accertata la congruita' del Fondo pensioni in questione, nonche' la regolarita' delle segnalazioni - obbligatorie secondo la normativa Banca d'Italia - circa gli investimenti e gli immobili del fondo stesso. (5-06170)





 
Cronologia
domenica 18 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il referendum per l'abrogazione del voto di lista per l'attribuzione con metodo proporzionale del 25 % dei seggi alla Camera non raggiunge il quorum previsto dalla Costituzione. Alla consultazione partecipa il 49,58% degli aventi diritto.

venerdì 23 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al vertice Nato a Washington viene approvata una dichiarazione in 17 punti nella quale si ribadisce l'intenzione di continuare gli attacchi aerei sulla Repubblica Federale di Jugoslavia e la volontà di non accettare alcun compromesso sulle irrinunciabili condizioni poste dalla comunità internazionale.