Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03750 presentata da SAIA ANTONIO (COMUNISTA) in data 19990422
Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: nella conferenza nazionale su energia e ambiente tenutasi a Roma dal 25 al 28 novembre 1998 si fissava in 10 punti l'impegno del Governo a perseguire gli obiettivi di crescita ecocompatibile; nel primo dei 10 punti, riferito agli approvvigionamenti di carburanti, l'obiettivo era che nel medio periodo almeno il 40 per cento del consumo interno lordo dovesse essere coperto da fonti nazionali, con un incremento del 7 per cento della produzione nazionale (che oggi copre il 33 per cento dei consumi); contrariamente a tale impegno: a) i 20 miliardi di metri cubi di gas prodotti in Italia nel 1998 sono in diminuzione e la produzione nel medio periodo potrebbe drasticamente ridursi a fronte di un sicuro e notevole aumento dei consumi interni; b) l'Agip, Divisione dell'Eni, che assicura in Italia la ricerca e la produzione di idrocarburi, quasi per il 90 per cento, ha un budget per il quadriennio 1999-2002 che prevede una riduzione degli investimenti del 30 per cento per la ricerca in Italia; c) negli ultimi anni numerose compagnie di ricerca straniere (Shell, Total, Elf, Chevron, Texaco, Lasmo) hanno abbandonato l'Italia per i numerosi ostacoli operativi incontrati e per la mancanza di un panorama legislativo che dia certezza del diritto sul fatto che i giacimenti di idrocarburi, una volta scoperti, possano essere messi rapidamente in produzione per il recupero degli investimenti; d) il Presidente dell'Eni nonche' Presidente dell'associazione mineraria italiana ingegnere Moscato, secondo quanto riferito dalla stampa, avrebbe detto: "l'Italia nell'esplorazione degli idrocarburi sta vivendo un momento di stallo. Non possiamo non rilevare che negli ultimi anni numerose compagnie petrolifere hanno abbandonato la ricerca nel nostro paese e non per mancanza di risorse. Percio' dobbiamo domandarci con gli autorevoli e competenti rappresentanti dei ministeri dell'industria e dell'ambiente, senza false ipocrisie, come mai questo sia successo" (Notiziario Assomin n. 12, dicembre 1998); e) sempre l'Agip sta attuando una terzializzazione selvaggia delle proprie attivita', affidando a terzi in nome di una "pseudo" e momentanea economicita' segmenti importanti del suo ciclo produttivo e progettando di mettere in mobilita' e prepensionamento le proprie risorse umane. I gruppi pronti a ricevere tali commesse di lavoro sono gia' costituiti, e tutti di provenienza americana, e sono in grado di poter realizzare pozzi "chiavi in mano" e di poter rischiare e gestire i contratti miliardari. Tale operazione e' pseudoeconomica in quanto, se e' vero che i costi appaiono leggermente inferiori, e' da prevedere che fra qualche anno, quando l'Agip avra' smantellato la propria struttura operativa, quindi non sara' piu' in grado di eseguire certi lavori, che saranno monopolio di pochissimi operatori stranieri, sicuramente i costi cresceranno rendendo l'attuale strategia perdente con in piu' la totale dipendenza verso l'estero per l'esecuzione dei pozzi; f) sempre l'Agip il giorno 13 aprile 1999 in un incontro con i sindacati di categoria Fulc ha presentato un documento in cui afferma che il 25 per cento del personale e' in esubero ma non dice come intenda ricollocare o riqualificare tale esubero. Forse e' eloquente l'intervista riportata su Finanza Italiana di sabato 27 marzo 1999 dell'attuale amministratore delegato dell'Eni Mincato al ritorno del suo ultimo road show negli USA, in cui dichiara: "mi hanno chiesto se ci saranno licenziamenti, ma non ho voluto rispondere perche' il mio obiettivo e' quello di aumentare i risparmi il piu' possibile con il minimo dei costi sociali"; in molti paesi esteri la questione energetica e' considerata questione strategica nazionale controllata da apposito ministero del petrolio o delle risorse minerarie o dell'energia; in particolare in Abruzzo, e precisamente ad Ortona, vi e' la sede di un distretto operativo dell'Agip (560 dipendenti in totale), che dovra' sviluppare e mettere in produzione i giacimenti di idrocarburi della Val d'Agri con investimenti di migliaia di miliardi; il costo di tutti i dipendenti Eni nell'ultimo bilancio presentato dalla societa' era pari a 530 miliardi di cui 400 sono recuperati addebitando tali costi a joint-venture o a sedi estere, per cui non si capisce quale sia la strategia a cui possano tendere i ventilati licenziamenti, se non quella di fare aumentare gli utili da ripartire agli azionisti -: come pensino, alla luce delle considerazioni su esposte, di rispettare l'impegno preso al primo punto della conferenza nazionale dell'energia e dell'ambiente, relativo agli approvvigionamenti, cioe' l'impegno ad un aumento delle fonti nazionali del 7 per cento (dal 33 al 40 per cento del consumo nazionale); se il Governo, azionista di maggioranza dell'Eni, approvi o abbia approvato tale strategia; se non si ritenga contraddittorio ed incomprensibile un progetto di dismissione di personale del 25 per cento su un totale di oltre 6000 unita' di azienda tutt'altro che in crisi, mentre si parla generalmente di aumentare l'eta' pensionabile e di eliminare le pensioni di anzianita'; se il Governo non ritenga opportuno adoperarsi presso l'ENI per: a) impedire che venga messo in atto il progetto di drastica riduzione del personale attraverso mobilita' e prepensionamenti; b) fare in modo che venga rilanciato il progetto volto ad aumentare le fonti energetiche nazionali; c) fare in modo che da parte dell'Eni non venga disperso ed alienato il grande patrimonio di professionalita' accumulato nel corso di circa 50 anni, evitando che continui la sciagurata politica di affidamento a gruppi esteri della realizzazione dei pozzi sul territorio nazionale; se e quali iniziative intenda adottare il Governo per far si' che anche le altre grandi compagnie di ricerca straniere tornino nel nostro paese con sufficienti garanzie di poter sfruttare i giacimenti eventualmente scoperti, recuperando gli investimenti; se e quali garanzie vi siano che il distretto operativo dell'Agip per il Mezzogiorno, con sede ad Ortona (Chieti), sia effettivamente messo in condizioni di operare attivamente e subito sfruttamento degli importanti giacimenti di Val d'Agri dove sono state investite enormi risorse finanziarie. (3-03750)