Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01794 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19990510
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro per la funzione pubblica, per sapere - premesso che: nell'articolo 19, terzo comma, dello schema di decreto legislativo sulla "Riforma dell'organizzazione del Governo" (da emanare ai sensi dell'articolo 11, primo comma, lettera a, e dell'articolo 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59, sulla riforma dell'amministrazione) si prevede una tripartizione del nuovo "ministero della giustizia" (definizione che sostituirebbe quella di "ministero di grazia e giustizia") in tre aree funzionali: a) servizi relativi all'attivita' giudiziaria; b) servizi relativi alla giustizia; c) servizi relativi all'esecuzione della pena; in tale nuova ipotesi organizzativa - fra l'altro - l'Ufficio centrale per la giustizia minorile appare smembrato in queste tre aree, senza un'autonoma connotazione funzionale; d'altro canto una diversa ipotesi progettuale, redatta il 9 aprile 1999 dal ministero di grazia e giustizia per la riforma ordinamentale del settore, prevede - almeno, stando ad un'interpretazione letterale di quella prosa - l'istituzione di cinque dipartimenti (la cui interna disciplina organizzativa verrebbe poi demandata, insieme a quella delle segreterie particolari e degli uffici dei sottosegretari di Stato, ai regolamenti di cui al comma 4-bis della legge 17 agosto 1988, n. 400): a) il dipartimento per gli affari di giustizia (di nuova istituzione), che s'occuperebbe degli affari penali e di quelli civili; b) il dipartimento per la giustizia minorile (che apparentemente manterrebbe tutte le competenze dell'attuale ufficio centrale); c) il dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (per il quale e' previsto un ampliamento delle competenze, rispetto a quelle attualmente previste per la direzione generale dell'organizzazione giudiziaria e degli affari generali); d) il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (che manterrebbe pressoche' tutte le attuali competenze); e) il dipartimento dell'analisi statistica e dei sistemi informativi automatizzati (anch'esso di nuova istituzione) -: se la predetta ipotesi progettuale redatta dal Governo abbia tenuto conto dell'importanza, rispetto alle primarie esigenze della collettivita' ed anche in vista delle prospettive future di crescita sociale, d'avere nell'ordinamento giuridico italiano una struttura unitaria per la gestione dei fenomeni d'ambito minorile, allo scopo di garantire alla cittadinanza - sul presupposto di un'agile articolazione funzionale, caratteristica di tale struttura amministrativa - innanzitutto un'efficace prevenzione della devianza legata a quella fascia d'eta' anagrafica; se il medesimo schema governativo abbia tenuto conto adeguato delle seguenti circostanze: a) l'attuale ufficio centrale per la giustizia minorile e' stato istituito da appena un decennio, proprio in forza della necessita' di corrispondere meglio (da parte dello Stato-istituzione) a specifiche istanze sociali d'importanza essenziale per il futuro del Paese; b) tale struttura (ora in via di previsto smembramento), nonostante la propria attivita' autonoma non abbia ancora avuto il tempo di formarsi un'immagine consolidata nel panorama amministrativo italiano, ha finora sempre fornito un'ottima prova di se', testimoniata da inequivocabili dati statistici i quali comprovano l'efficacia dell'azione dell'ufficio sia in termini di diminuzione complessiva (nel medesimo decennio) della criminalita' minorile, sia in termini di puntuale adeguamento a vecchie e nuove richieste sociali; c) il personale interessato, quando scelse di far parte di questa compagine amministrativa, effettuo' una sorta di scommessa (rivelatasi vittoriosa) sul futuro della struttura medesima nonche' sul proprio destino professionale; se la medesima ipotesi progettuale abbia invece definito nell'articolo 19, terzo comma, una frammentazione organizzativa delle competenze d'ambito minorile, in ordine alla quale si potrebbe osservare che: a) una parte delle competenze funzionali farebbe capo ai servizi relativi all'attivita' giudiziaria, ma lo schema provvedimentale non lascerebbe comprendere le modalita' secondo cui queste competenze potrebbero quotidianamente esplicarsi; b) un'altra parte di competenze minorili sarebbe ricondotta ai servizi relativi alla giustizia (tra queste ultime, i provvedimenti di adozione interna ed internazionale); c) i servizi relativi all'esecuzione della pena (ossia, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) s'occuperebbero anche della gestione del personale della giustizia minorile; se peraltro l'attuale struttura minorile, di modeste dimensioni ma professionalmente qualificatissima, abbia per sua natura un'articolazione estremamente circoscritta in tema di dirigenza generale e di dirigenza amministrativa, e se possa comprendersi quale risultato si voglia ottenere con un eventuale smembramento funzionale-organizzativo di tale assetto; se - stando allo schema di riforma redatto dal ministero di grazia e giustizia - sia possibile individuare nell'istituendo dipartimento per gli affari di giustizia un inedito, effettivo ed autonomo centro di spesa; se, invece, l'attuale ufficio centrale per la giustizia minorile abbia un'obiettiva ed inequivocabile natura di centro di spesa, con ben trentanove capitoli di bilancio; quale altro ministero italiano vanti attualmente un apposito dipartimento dell'analisi statistica e dei sistemi informativi automatizzati - eretto ad autonomo centro di spesa -, ed a quali interessi effettivi possa corrispondere la volonta' d'erigere a dipartimento autonomo una struttura di staff (tenendo presente che ora, nel ministero di grazia e giustizia, i servizi d'automazione non dispongono di personale proprio, bensi' s'avvalgono di personale appartenente alla direzione generale dell'organizzazione giudiziaria e degli affari generali); se corrisponda a verita' che il 24 marzo 1999 il Governo (per voce del sottosegretario alla giustizia Francesco Corleone e, successivamente, del sottosegretario al tesoro Giorgio Macciotta) avrebbe accettato come impegno l'ordine del giorno n. 9/5324/14, presentato dalla Camera dei Deputati, mirante a fare "strutturare l'ufficio centrale per la giustizia minorile in dipartimento autonomo, collocato in posizione di parita' con gli altri dipartimenti esistenti o istituendi, fermi restando i fini e gli obiettivi istituzionali perseguiti da ciascun dipartimento"; se il successivo "schema-Bassanini" per la riforma dei ministeri (e, quindi, del ministero della giustizia) abbia assunto una posizione diametralmente opposta alla volonta' parlamentare, espressa come sopra; quale sia l'effettiva volonta' che il Governo intenda esprimere in materia, ed a quale posizione il cittadino-utente debba riferirsi per non rimanere disorientato su un problema socialmente importante come quello della giustizia minorile, e per non nutrire sfiducia profonda in istituzioni che in materia non riuscirebbero a palesare univocita' d'intenti. (2-01794)