Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01796 presentata da PISAPIA GIULIANO (MISTO) in data 19990511
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: dal 24 marzo 1999 le Forze armate della Repubblica italiana sono impegnate nelle operazioni militari condotte dalla Nato nei confronti della Jugoslavia; tale impegno si concretizza tanto nella messa a disposizione della Nato del territorio e dello spazio aereo nazionale per lo svolgimento di tali operazioni, quanto nella partecipazione diretta alle operazioni di unita' dell'aeronautica militare, le quali, secondo quanto riportato dalla stampa e confermato dal Ministro della difesa, hanno non solo svolto attivita' di supporto ma anche e in piu' occasioni condotto attacchi contro obiettivi situati nel territorio della Jugoslavia; le operazioni militari in atto non possono essere considerate in alcun modo quali azioni di "polizia militare internazionale", in quanto esse avvengono al di fuori di qualsiasi mandato o autorizzazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, ma sono da considerare quali operazioni belliche a tutti gli effetti, come dimostrano tra l'altro le modalita' di conduzione della campagna militare, nell'ambito della quale vengono sistematicamente attaccati non solo obiettivi militari ma anche infrastrutture civili (ponti stradali e ferroviari, industrie, centrali elettriche, emittenti televisive), provocando con sempre maggiore frequenza numerose vittime tra la popolazione civile; le operazioni militari in atto, cui l'Italia prende parte, si configurano dunque a tutti gli effetti quali atti di guerra nei confronti della Jugoslavia; l'esistenza di uno stato di guerra e' stata riconosciuta anche dal Presidente della Repubblica, il quale secondo quanto riportato dall'agenzia Ansa (10 maggio 1999, ore 13,37) ha dichiarato: "E' necessario che la guerra finisca, e' necessario che finiscano i bombardamenti. Con grande preoccupazione stiamo vedendo che i bombardamenti sono usciti dall'alveo militare, quei bombardamenti che dovrebbero colpire destinazioni militari"; ai sensi dell'articolo 78 della Costituzione "Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari"; fino a oggi il Parlamento ha esclusivamente autorizzato l'intervento umanitario per soccorrere i profughi, ma non e' mai stato neppure convocato per decidere se deliberare o meno lo stato di guerra; l'attuale situazione configura pertanto una palese violazione dell'articolo 78 della Costituzione, in quanto le Forze armate della Repubblica italiana sono impegnate in operazioni belliche senza che sia stato dichiarato lo stato di guerra; tale violazione delle disposizioni costituzionali non puo' che essere sanata attraverso una presa di posizione del Governo di dissociazione immediata dalle operazioni militari, con conseguente interdizione dell'uso delle basi militari presenti sul territorio nazionale, e il contestuale impegno per l'indizione da parte dell'Unione europea di una conferenza internazionale sui Balcani in cui siano presenti tutte le parti in causa, come richiesto dalla mozione n. 1-00370, di cui il sottoscritto e' firmatario con altri tredici deputati; tale presa di posizione dell'Italia avrebbe come effetto immediato l'impossibilita' di proseguire le operazioni militari, venendo meno il necessario consenso unanime degli Stati membri della Nato; la risoluzione n. 6-00078, approvata dalla Camera nella seduta del 26 marzo 1999, impegna il Governo ad adoperarsi "per una iniziativa volta a riprendere subito i negoziati e a sospendere i bombardamenti"; la risoluzione n. 6-00083, approvata dalla Camera nella seduta del 13 aprile 1999, impegna il Governo "a considerare come prioritaria, anche alla luce dei ripetuti appelli alla pace di Papa Giovanni Paolo II, la ricerca di nuove formule di azione con altre organizzazioni internazionali quali l'Onu e l'Osce sollecitandole a un ruolo piu' attivo -: quali iniziative intenda assumere il Governo per impedire il perpetuarsi della violazione dell'articolo 78 della Costituzione e in particolare se non ritenga di dissociarsi dalle operazioni militari e di interdire l'uso del territorio e dello spazio aereo nazionale per lo svolgimento di tali operazioni. (2-01796)