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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00087 presentata da COMINO DOMENICO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19990519

La Camera, considerato che nella notte del 23 marzo 1999 le forze armate della Nato hanno iniziato pesanti bombardamenti sul territorio della Repubblica Federale di Jugoslavia; accertato che tali indiscriminati bombardamenti hanno causato un gran numero di vittime di civili inermi ed indifesi per discutibili errori di obiettivi; ritenendo che tali azioni di bombardamento anche di obiettivi civili come i ponti, le strade e le ferrovie hanno causato uno stato di disperazione nella popolazione del Kosovo, gia' sottoposta a dure rappresaglie ed azioni belliche da parte delle truppe piu' o meno regolari dell'esercito serbo e che comunque, i bombardamenti della Nato non hanno raggiunto l'obiettivo, che la Nato si era prefisso, di frenare l'esodo piu' o meno forzoso di cittadini di etnie diverse dal Kosovo, ma anzi lo hanno accelerato; visto che le bombe Nato hanno colpito anche l'ambasciata della Repubblica Popolare Cinese di Belgrado, creando serie apprensioni per la pace nel mondo; rimarcando che l'Italia si trova in stato di guerra senza che siano stati rispettati gli articoli 11, 78 ed 87 della Costituzione; considerato che nel lago di Garda e nel mare Adriatico di fronte alla citta' di Chioggia sono state sganciate, per motivi tattici, bombe non utilizzate da parte di aerei Nato sul territorio jugoslavo, fatto che, oltre a destare preoccupazione per la sicurezza delle popolazioni delle zone interessate, sara' causa di gravi ripercussioni negative sull'economia delle zone turisticamente vocate; prendendo atto che la Repubblica Federale di Jugoslavia ha liberato i tre prigionieri americani, che ha ufficialmente chiesto l'intervento dell'Onu, unico giudice ed arbitro delle controversie internazionali, e che ha liberato il leader kosovaro Rugova; visto che come conseguenza immediata dei bombardamenti Nato e della recrudescenza delle azioni belliche dell'esercito serbo il numero dei clandestini che ogni notte sbarcano in Puglia e' aumentato in modo esponenziale ed aumentera' se la guerra continuera'; impegna il Governo: ad agire in tutte le sedi internazionali opportune per evitare che la Nato si trasformi unilateralmente in una sorta di "gendarme del mondo" ed affinche' l'Onu riprenda la sua funzione di giudice unico internazionale per portare la pace nei Balcani superando l'attuale momento nel quale, con la fine del multilateralismo, si e' innescata l'assurda abitudine di dirimettere bilateralmente le controversie internazionali; a sfruttare ogni possibile occasione per restaurare i rapporti tra Alleanza Atlantica, Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese, gravemente compromessi dall'unilateralismo cui si e' finora improntata la gestione della crisi kosovara; a negare alle unita' aeree e navali dell'Alleanza Atlantica i supporti necessari alla condizione della guerra decisa a Bruxelles, a partire dall'uso delle basi gia' da tempo occupate dai veicoli delle potenze della Nato; a togliere alla Nato la disponibilita' delle unita' aeree, navali e terrestri del nostro Paese nel quadro dello svolgimento della guerra diretta contro il suolo della Federazione Jugoslava facendo cessare immediatamente i bombardamenti e scegliendo la via politico-negoziale; ad esprimere le propria solidarieta', oltre che ai kosovari, anche nei confronti delle popolazioni civili residenti nel territorio della Federazione Jugoslava, i cui interessi non sembrano essere stati adeguatamente considerati dalla diplomazia internazionale. (6-00087)

 
Cronologia
martedì 18 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi presta giuramento e rivolge un messaggio al Parlamento riunito in seduta comune.

mercoledì 19 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Roma le Brigate rosse uccidono il professor Massimo D'Antona, ex sottosegretario e consulente del Ministro del lavoro Bassolino.

sabato 22 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Iugoslavia incrimina il Presidente Milosevic, il Primo ministro della Repubblica Federale di Iugoslavia, nonché il Presidente e il Primo Ministro della Serbia e il Capo di Stato Maggiore dell'esercito iugoslavo per i seguenti crimini contro l'umanità: omicidio, persecuzione per motivi politici, razziali e religiosi e deportazione.