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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01803 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19990519

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'interno, della sanita' e dell'ambiente, per sapere - premesso che: stando alle informazioni contenute in un de'pliant di cui gli interpellanti sono in possesso, la ditta austriaca "dottor Alfried Ottowitz" produce un veleno altamente tossico, distribuito in Italia dalla "Farmacia dottori Spaliviero" di Tarvisio in provincia di Udine, nella sua qualita' di rappresentante esclusivo per l'Italia; il prodotto, brevettato con il nome commerciale di "Cyonan", viene reclamizzato come "la piu' sicura ed efficace esca per lo sterminio di volpi, lupi, e nocivi in genere"; nella sezione descrittiva del prodotto si possono leggere le seguenti indicazioni: "due gocce a contatto delle mucose provocano la morte immediata per paralisi del centro respiratorio"; "il contenuto di una fiala e' sufficiente ad uccidere un animale di 150 kg"; "un buon accorgimento e' quello di collocare la fiala di veleno nella testa di un uccello morto, da usare come esca"; vi e' poi tutta una serie di prescrizioni indirizzate "ai cacciatori interessati ad eliminare il nocivo", quando la definizione di animale nocivo e' ormai superata ed anzi inaccettabile dal punto di vista scientifico e giuridico; e' ormai noto all'opinione pubblica, anche per recenti e ripetuti episodi di avvelenamento di cani e gatti mediante bocconi avvelenati, che e' frequente l'usanza criminale di spargere esche trattate con veleno, in particolare nelle zone di ripopolamento a fini venatori, destinate a quegli animali che si ritiene possano costituire un pericolo per la sopravvivenza dei selvatici presi di mira dalle doppiette; sono segnalati, con sempre maggior frequenza, in Toscana, Umbria, Sicilia, Lazio nonche' nella provincia di Brescia, ritrovamenti di carcasse di cani, gatti, volpi, tassi ed altri animali che presentano evidenti segni di morte da avvelenamento; gli interpellanti sono a conoscenza di un fatto inquietante, per cui un coordinatore di settore degli agenti di vigilanza venatoria della provincia di Brescia, e cioe' un ufficiale di polizia giudiziaria, in possesso di tali de'pliant, li utilizzerebbe per ricercare e diffondere il prodotto -: se risulti che il veleno citato in premessa possa essere liberamente acquistato e commercializzato in Italia, e comunque se la farmacia di Tarvisio possa venderlo direttamente e addirittura spedirlo a mezzo posta o corriere, come risulta sia avvenuto; se, a prescindere dalla liceita' del prodotto, non si ritenga illegale la pubblicita' di un veleno altamente nocivo e in libera vendita, reclamizzato da un de'pliant in cui si fa menzione, tra l'altro, di "sterminio di lupi", animali protetti ai sensi della legge sulla caccia n. 157 del 1992, che vieta espressamente l'utilizzo di bocconi avvelenati; se reputino compatibile con le funzioni di pubblico ufficiale e di ufficiale di polizia giudiziaria, nonche' di responsabile di settore dei guardiacaccia, l'utilizzo di materiale divulgativo relativo ad un micidiale veleno come il "Cyonan"; se non ritengano di adoperarsi affinche' sia verificata un'eventuale correlazione tra i recenti, numerosi episodi di avvelenamento mediante bocconi avvelenati e la disponibilita' sul mercato del veleno in questione. (2-01803)





 
Cronologia
martedì 18 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi presta giuramento e rivolge un messaggio al Parlamento riunito in seduta comune.

mercoledì 19 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Roma le Brigate rosse uccidono il professor Massimo D'Antona, ex sottosegretario e consulente del Ministro del lavoro Bassolino.

sabato 22 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Iugoslavia incrimina il Presidente Milosevic, il Primo ministro della Repubblica Federale di Iugoslavia, nonché il Presidente e il Primo Ministro della Serbia e il Capo di Stato Maggiore dell'esercito iugoslavo per i seguenti crimini contro l'umanità: omicidio, persecuzione per motivi politici, razziali e religiosi e deportazione.