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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03825 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990519

Al Ministro per le politiche agricole. - Per sapere - premesso che: ormai da vari anni il mondo politico ed economico italiano e' impegnato sul tema della privatizzazione dei beni e delle partecipazioni pubbliche, con i concorrenti obiettivi di realizzare risorse finanziarie e di realizzare una economia non governata da principi assistenziali; particolare attenzione hanno ricevuto i problemi legati alle dismissioni delle partecipazioni pubbliche mobiliari ed i problemi connessi alle dismissioni degli immobili di proprieta' di enti previdenziali; pare del tutto dimenticato, invece, il problemi della dismissione dei beni immobili di natura e destinazione agricola, eccezion fatta per la tenuta Maccarese e per il patrimonio agricolo-forestale della regione Toscana; la questione, invero, e' di grande rilevanza politica e sociale, essendo evidente il dovere di assicurare una corretta e redditizia gestione del patrimonio immobiliare di destinazione agricola; e' divenuta quasi simbolicamente significativa la vicenda di un comune della provincia di Foggia che, proprietario di circa 500 ettari di terreno, realizza un reddito annuo di 16 milioni di lire a fronte dei 17 milioni versati solo per i diritti dovuti al consorzio di bonifica, cui occorre aggiungere le spese legate alla gestione dei contratti e alle tasse; da piu' parti si e' recentemente evidenziato come, ad oggi, non paia neppure realizzata la premessa per la realizzazione di un'attivita' di economica gestione o di dismissione, e cioe' la corretta e precisa conoscenza degli aspetti strutturali e tipologici degli immobili rustici pubblici; manca del tutto un organico ed aggiornato censimento del patrimonio immobiliare in mano pubblica (amministrazioni centrali e locali, aziende autonome statali, enti pubblici non economici, eccetera); dagli atti della Commissione di indagine sul patrimonio immobiliare pubblico, presentata alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel 1987, risulterebbero alienabili circa un milione di ettari; sono del tutto evidenti i numerosi aspetti positivi legati ad una seria ed organica dismissione dei beni rustici che, mentre da una parte alleggerirebbero le pubbliche amministrazioni da incombenze gestionali (che, salvo lodevolissime eccezioni, hanno dimostrato di non saper espletare con criteri di efficienza ed efficacia), dall'altra consentirebbero agli enti proprietari di incassare risorse stimate in non meno di diecimila miliardi di lire, contribuendo altresi' a restituire maggiore dinamicita' al mercato fondiario italiano attraverso un maggiore equilibrio tra domanda ed offerta di terra, destinato a calmierare i prezzi ed a favorire l'ingresso di giovani agricoltori in linea con la filosofia della legge 15 dicembre 1998 n. 441 "Norme per la diffusione e la valorizzazione dell'imprenditoria giovanile in agricoltura"; pare altresi' evidente che il processo di dismissione contribuirebbe in modo decisivo al miglioramento del problema dell'ampiezza media delle aziende agricole favorendone la competitivita' e la redditivita' -: se non ritenga di dover tracciare linee di indirizzo per la dismissione del patrimonio immobiliare agricolo pubblico delineando gli organismi destinati a studiare nel dettaglio il piano di dismissione, i criteri di valutazione e il piano di riallocazione dei beni da privatizzare, utilizzando la nuova Cassa per la formazione della proprieta' contadina la cui cinquantennale esperienza si rivelerebbe preziosa ed insostituibile per garantire procedure serie ed efficaci. (3-03825)





 
Cronologia
martedì 18 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi presta giuramento e rivolge un messaggio al Parlamento riunito in seduta comune.

mercoledì 19 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Roma le Brigate rosse uccidono il professor Massimo D'Antona, ex sottosegretario e consulente del Ministro del lavoro Bassolino.

sabato 22 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Iugoslavia incrimina il Presidente Milosevic, il Primo ministro della Repubblica Federale di Iugoslavia, nonché il Presidente e il Primo Ministro della Serbia e il Capo di Stato Maggiore dell'esercito iugoslavo per i seguenti crimini contro l'umanità: omicidio, persecuzione per motivi politici, razziali e religiosi e deportazione.