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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06259 presentata da DE CESARIS WALTER (MISTO) in data 19990519

Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: in data 7 maggio 1999 presso l'albo pretorio del comune di Roma l'Inpdap ha affisso l'elenco di immobili resisi disponibili da destinare a sfrattati e non; agli sfrattati sono destinati 110 alloggi mentre ai non sfrattati sono destinati 91 unita' immobiliari; altri 17 alloggi sono destinati alle forze dell'ordine; tutti questi immobili sono non di pregio; nello stesso bando sono inserite le disponibilita' di 12 alloggi di pregio; dal testo del bando, al punto 6.1, si evince che i contratti relativi a tali immobili saranno stipulati ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, ovvero sono stati calcolati i canoni sulla base del libero mercato; l'Inpdap in realta' e' tenuto, unitamente agli altri enti previdenziali pubblici, alla uniformita' nella gestione degli alloggi; inoltre, per quanto riguarda i canoni, il decreto legislativo n. 104 del 1996 demanda ad accordi tra i sindacati degli inquilini e gli enti previdenziali la determinazione degli stessi; nel marzo del 1998 i sindacati degli inquilini e gli enti previdenziali hanno siglato un protocollo d'intesa nel quale, tra le altre cose, si prevedeva che i contratti scaduti al 30 giugno 1997 sarebbero stati rinnovati con i criteri della circolare Cristofori, mentre quelli scaduti successivamente e i nuovi contratti dovevano essere concordati con i sindacati dell'utenza. A tutt'oggi cio' non e' stato fatto; il decreto del ministero dei lavori pubblici di recepimento della convenzione nazionale, previsto dalla legge n. 431 del 1998, parla di accordi integrativi ma con riferimento al decreto legislativo n. 104 del 1996 e comunque non lega questi nell'ambito dei valori minimo e massimo stabiliti negli accordi locali, mentre inopinatamente l'Inpdap pretende di determinare i canoni degli alloggi del bando citato sulla base del libero mercato; la stessa Inpdap, che vorrebbe chiedere canoni di mercato agli sfrattati, per immobili situati in via Nazionale a Roma chiede lire seimila a metro quadro, e stipula un contratto che di fatto prevede che per 17 anni non si versi l'affitto in cambio di lavori di recupero senza controllare la congruita' degli stessi -: chi abbia autorizzato l'Inpdap ad emanare un bando per alloggi disponibili a Roma da assegnare a sfrattati e non, determinando il canone ed il rapporto contrattuale sulla base del canale relativo al libero mercato della legge n. 431 del 1998; se non ritenga assolutamente necessario procedere alla revoca del bando in quanto non rispondente alla legislazione vigente ed agli accordi nazionali da essa derivanti; per quale motivo e di chi sia la responsabilita' della non applicazione di quanto previsto dal protocollo d'intesa siglato tra sindacati inquilini e enti previdenziali pubblici; se l'Osservatorio nazionale fosse informato dell'emanazione del bando e dei canoni applicati e in caso affermativo per quale motivo non abbia impedito l'emanazione dello stesso; se non ritenga necessario avviare una inchiesta sulla gestione degli immobili dell'Inpdap a Roma con riferimento alla differenza di trattamento che si pretende dagli inquilini rispetto ai contratti di locazione per immobili ad uso non abitativo, come ad esempio i contratti stipulati per gli immobili di via Nazionale e via della Caffarella. (5-06259)

 
Cronologia
martedì 18 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi presta giuramento e rivolge un messaggio al Parlamento riunito in seduta comune.

mercoledì 19 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Roma le Brigate rosse uccidono il professor Massimo D'Antona, ex sottosegretario e consulente del Ministro del lavoro Bassolino.

sabato 22 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Iugoslavia incrimina il Presidente Milosevic, il Primo ministro della Repubblica Federale di Iugoslavia, nonché il Presidente e il Primo Ministro della Serbia e il Capo di Stato Maggiore dell'esercito iugoslavo per i seguenti crimini contro l'umanità: omicidio, persecuzione per motivi politici, razziali e religiosi e deportazione.