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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06286 presentata da DALLA ROSA FIORENZO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19990520

Ai Ministri di grazia e giustizia e degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il signor Luigi Ermenegildo Vivian, nato il 2 gennaio 1936 a Solagna (Vicenza), sposato con quattro figlie, risiede a Bassano del Grappa (VI) e ivi lavora quale tassista da piu' di 30 anni, stimato dai colleghi e dai concittadini; il suddetto signor Vivian attualmente si trova nel carcere di M)nchen-Stadelheim in Germania per scontare una pena di dieci mesi di carcere in quanto riconosciuto colpevole di introduzione illegale di stranieri dalla Pretura di Rosenheim in data 28 aprile 1999; dalla motivazione della sentenza con la quale il signor Vivian e' stato condannato, si deduce chiaramente che l'aver egli accettato di portare due coniugi jugoslavi nonche' i loro due figli minorenni ed un cittadino iracheno da Bassano del Grappa via Brennero fino a Kiefersfelden (Germania) e' avvenuto con la chiara richiesta del possesso di regolari documenti, nonche' con l'accertamento delle motivazioni per le quali i soggetti trasportati preferivano il taxi al meno costoso treno, percio' senza dolo; anzi, viste le circostanze della famiglia, chiedeva un compenso inferiore alla tariffa ufficiale; al punto III della sentenza si adduce quale aggravante un fatto meramente sociale, quale la presenza di numerosi extra-comunitari clandestini in Italia e l'esistenza in questo Paese di organizzazioni dedite al trasporto degli stessi, fatti piuttosto da addebitarsi allo Stato italiano piu' che all'imputato; al punto V si giustifica la pena inflitta con motivazioni esemplari, visto che "l'introduzione di stranieri e' aumentata negli ultimi mesi in misura pericolosa per la comunita'"; cosi' al punto VI si ritiene che il rifiuto della sospensione condizionale e' motivato dal fatto che "l'introduzione di stranieri e' aumentata negli ultimi mesi in una misura pericolosa per la comunita'"; e' evidente quindi che il caso del signor Vivian non e' stato valutato sulla base dei fatti oggettivi, ma e' stato trattato per fini meramente esemplari alla stregua delle ben diverse organizzazioni criminali, che dedite al traffico di clandestini spadroneggiano al di qua e al di la' del Brennero; i familiari hanno assistito al processo senza alcuna assistenza in ordine alla traduzione; i familiari piu' volte, in particolare lo scorso 10 maggio 1999, si sono visti negare o dimezzare i tempi delle visite da parte dei responsabili del carcere, nonostante l'autorizzazione della pretura competente; lo stesso imputato e' stato timoroso fino all'ultimo istante di presentare richiesta di appello, dato l'evidente intento di strumentalizzare il suo caso a fini esemplari, e quindi preoccupato di vedersi appesantire ancor piu' la pena; attualmente il signor Vivian, senza alcun precedente penale, si trova nell'infermeria del carcere per un infarto ed altri gravi problemi di salute sopravvenuti inevitabilmente dato il trattamento ingiusto e grave del suo caso da parte delle autorita' giudiziarie tedesche; per il "caso Anelli" di Milano, verificatosi lo scorso dicembre 1998, le autorita' giudiziarie tedesche hanno richiesto solo 10 giorni di pena detentiva e sette milioni e mezzo di lire quale cauzione; occorre sostenere presso l'autorita' giudiziaria tedesca la richiesta di riduzione di pena su cauzione o la scarcerazione per motivi di salute dello stesso signor Vivian -: quali iniziative intendano adottare per verificare il pieno rispetto degli accordi bilaterali in materia giudiziaria da parte delle autorita' tedesche per i fatti attribuiti al signor Luigi Ermenegildo Vivian, nonche' l'applicazione dei principi previsti dalle convenzioni internazionali in tema di trattamenti penali degradanti. (5-06286)

 
Cronologia
mercoledì 19 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Roma le Brigate rosse uccidono il professor Massimo D'Antona, ex sottosegretario e consulente del Ministro del lavoro Bassolino.

sabato 22 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Iugoslavia incrimina il Presidente Milosevic, il Primo ministro della Repubblica Federale di Iugoslavia, nonché il Presidente e il Primo Ministro della Serbia e il Capo di Stato Maggiore dell'esercito iugoslavo per i seguenti crimini contro l'umanità: omicidio, persecuzione per motivi politici, razziali e religiosi e deportazione.