Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03834 presentata da SIMEONE ALBERTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990520
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri dei lavori pubblici, dell'ambiente e dell'interno. - Per sapere - premesso che: il sindaco del Comune di Ponte (Benevento) ha firmato un decreto di occupazione di urgenza di aree agricole ricadenti nel territorio comunale, atto del quale ha rappresentato coerente proiezione la successiva delibera di giunta n. 359 del 1998, destinando le stesse all'insediamento di impianti industriali; la procedura avviata dall'Amministrazione comunale interessata e' stata da quest'ultima giustificata richiamando la "vigenza ed attualita'" del Pip e della sua diretta emanazione rappresentata dalla richiamata delibera n. 359 del 1998; le aree soggette ad esproprio sono ad elevatissima vocazione agricola ed ospitano, oltre ad oliveti e frutteti, vigneti ricompresi nella zona Doc del Taburno; in sostanza, i terreni in questione sono particolarmente adatti all'utilizzazione agricola in considerazione dell'ubicazione e delle caratteristiche proprie del luogo, che rende tali aree idonee a qualsiasi tipo di coltivazione intensiva, di elevato reddito; l'intento illegittimamente perseguito dall'amministrazione comunale di Ponte, ove inopinatamente concretizzato, snaturerebbe la naturale vocazione del territorio e creerebbe oggettivi squilibri ambientali, anche in considerazione della ineludibile necessita' di procedere ai deleteri atti (si pensi, ad esempio, alla prevista alterazione del naturale corso delle acque ivi refluenti) previsti dal piano di realizzazione dell'insediamento industriale; va inoltre considerato che la vicenda degli insediamenti industriali nell'area considerata ha assunto un andamento inquietante e sospetto, ove si consideri la sequela di impianti realizzati e, subito dopo, letteralmente abbandonati; i richiamati atti adottati dall'amministrazione comunale di Ponte appaiono indiscutibilmente assunti in violazione di legge per numerosi motivi, che di seguito si esemplificano: il programma Pip del comune di Ponte e lo stesso Prg "vigente" risalgono al 1983, con la conseguenza, di immediata percezione, che tutte le disposizioni e previsioni contenute in detto Pip hanno perduto efficacia per decorso del termine decennale di validita' del piano, espressamente previsto dall'articolo 27 della legge 865 del 1971; in sostanza, il comune di Ponte ha dato attuazione, con palese ritardo, ad un Pip di fatto ampiamente "scaduto"; invero, il comune di Ponte, con delibere nn. 45 e 47 del 1996, ha adottato una variante al Prg, qualificando le aree destinate all'insediamento industriale di cui sopra come ricadenti in zona D (industriale); tuttavia, tale variante non puo' avere effetti sananti o di reviviscenza di un Pip scaduto per decorso del termine decennale e, anzi, dimostra l'inattendibilita' e la non attualita' del precedente programma, con le immaginabili riserve in ordine alla necessita' di una nuova ed attenta verifica istruttoria finalizzata prima all'adozione di variante al Prg e poi all'approvazione di un nuovo Pip calibrato, per l'appunto, alle rinnovate classificazioni del Prg con riferimento alle aree ricadenti in zona D; ne' la variante al Prg, ne' la pretesa variante al Pip sono divenute mai esecutive ai sensi del combinato disposto della legge regionale n. 14 del 1982 e della legge n. 47 del 1985; le richiamate previsioni del Pip non sono quelle di cui all'originario piano insediamenti produttivi, ma attengono a progetti ed a lotti fatti rientrare (in violazione del giusto procedimento di legge) dall'amministrazione nel Pip in un momento successivo, quando le stesse previsioni del Piano erano di fatto scadute e, pertanto, non piu' in grado di vincolare le aree ricadenti nelle previsioni di sviluppo industriale individuate dal Comune di Ponte; e' giurisprudenza costante quella per cui: "I vincoli di destinazione imposti dai piani per insediamenti produttivi, decaduti per decorso del decennio di cui agli articoli 27 comma 31, e 22 ottobre 1971 n. 865 e 52 comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978 n. 218, possono essere reiterati, ma a condizione che il relativo atto indichi le ragioni che li rendono assolutamente necessari per il raggiungimento di specifiche e comprovate esigenze pubbliche" (Tar Marche 13 ottobre 1994, n. 274); e' evidente, tuttavia, come nel caso di specie il comune non abbia "riapprovato" il Pip ma abbia invece tentato di dare attuazione ad un Pip scaduto, non potendosi qualificare l'adozione di una variante al Prg quale implicita riadozione/riapprovazione di un Pip scaduto -: se risulti - ed in che termini - la vicenda denunciata in premessa; se siano a conoscenza - e quale giudizio formulino al riguardo - dell'inquietante vicenda degli insediamenti industriali realizzati e, subito dopo, dismessi ed abbandonati, con un meccanismo che fa sorgere sospetti circa la regolarita' dei finanziamenti e delle opere edificate; se il ministro dell'interno non ritenga che le riferite vicende possano costituire presupposti per l'esercizio dei suoi poteri di controllo sugli organi; se non intendano di adoperarsi per la salvaguardia della tradizionale vocazione dei territori interessati alla produzione di uve pregiate da vino, tanto da essere ricompresi nella zona Doc del Taburno, e per la salvaguardia del complessivo assetto del territorio nella sua dimensione paesaggistica e ambientale, minacciati dagli atti di esproprio. (3-03834)