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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06295 presentata da MAMMOLA PAOLO (FORZA ITALIA) in data 19990521

Per sapere - premesso che: da alcuni mesi le Ferrovie dello Stato perseguono una politica di progressiva soppressione dei servizi in numerose stazioni del Piemonte orientale sopprimendo biglietterie, riducendo i servizi essenziali per i passeggeri; inevitabili conseguenze di tale politica sono, oltre ai disagi alla clientela, composta in gran parte di pendolari, il progressivo degrado delle stazioni; alla soppressione dei servizi ferroviari sembra accompagnarsi adesso anche una riduzione di quelli per la sicurezza, secondo voci ricorrenti, al momento non confermate in via ufficiale, ma che comunque sembrano basate su concrete ipotesi sarebbe prevista in tempi brevi anche la soppressione del posto di Polizia ferroviaria nella stazione di Arona, si deve al riguardo sottolineare che un tale provvedimento, ove effettivamente attuato, renderebbe la stazione medesima simile a "terra di nessuno" esponendo l'infrastruttura al rischio di atti di vandalismo perpetrati senza controllo alcuno, al rischio di divenire sede di criminalita' comune e luogo di spaccio di droga a sicuro scapito della sicurezza dei passeggeri e della immagine stessa di Arona -: se si intenda procedere effettivamente alla soppressione del posto di Polizia ferroviaria esistente nella stazione di Arona; quali siano in tal caso le motivazioni di questa scelta incomprensibile per la cittadinanza e se non intenda, considerate le preoccupazioni e le richieste della opinione pubblica locale, rivedere una tale decisione. (5-06295)

 
Cronologia
mercoledì 19 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Roma le Brigate rosse uccidono il professor Massimo D'Antona, ex sottosegretario e consulente del Ministro del lavoro Bassolino.

sabato 22 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Iugoslavia incrimina il Presidente Milosevic, il Primo ministro della Repubblica Federale di Iugoslavia, nonché il Presidente e il Primo Ministro della Serbia e il Capo di Stato Maggiore dell'esercito iugoslavo per i seguenti crimini contro l'umanità: omicidio, persecuzione per motivi politici, razziali e religiosi e deportazione.