Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01844 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19990603
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del commercio con l'estero, per sapere - premesso che: nel 1995, l'Ucraina e i Paesi del G7 hanno firmato un Memorandum d'intesa sul programma onnicomprensivo per la chiusura di Chernobyl, in cui, tra l'altro, si stabilivano finanziamenti per un complesso programma di investimenti basato sul principio di pianificazione del minimo costo; il costo dei progetti potenzialmente finanziabili destinati al settore energetico ammonterebbe a 2,3 miliardi di dollari; tra questi c'e' il completamento di due reattori Khmelnitsky-2 e Rivne-4 (K2/R4) da 1000 megawatt, il cui costo, stimato di 1,72 miliardi di dollari, violerebbe il criterio principale del Programma per gli investimenti energetici in quanto sarebbe in contraddizione con i principi del minimo costo; al momento in cui e' stato firmato il Memorandum d'intesa, sembra che il presidente dell'Ucraina avesse proposto la costruzione di una centrale elettrica a gas (resa, oggi, molto conveniente), ma i membri del G7 optarono per il completamento della centrale nucleare K2/R4. Da allora, l'Ucraina ha attivamente richiesto il finanziamento di questo progetto fino a minacciare la prosecuzione delle ultime centrali che operano a Chernobyl; successivamente la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), oltre a stabilire rigidi criteri per il finanziamento di K2/R4 ha nominato nel 1997 una commissione indipendente di esperti al fine di compiere un'analisi economica del progetto. La commissione ha concluso che: "Completare questi reattori non rappresenterebbe, al momento, l'utilizzo piu' produttivo di 1 miliardo di dollari". La stessa ha rilevato inoltre che il fabbisogno energetico in Ucraina sta diminuendo, e che, come diversi studi hanno dimostrato, potrebbe essere efficacemente soddisfatto attraverso il risparmio energetico e la gestione della domanda. Oltretutto, un recente studio riservato della Banca europea degli investimenti ha rilevato che: "c'e' un notevole grado di incertezza sia riguardo un numero di parametri chiave del progetto, sia sulla domanda di energia elettrica che sui costi". Elementi, tutti, ad alto rischio economico e finanziario nel settore energetico; dati recenti confermano l'opinione della commissione: nel 1997 il consumo energetico nel paese e' diminuito del 7 per cento; nel 1998 di un ulteriore 3 per cento. Pertanto, anche senza Chernobyl la domanda massima di energia elettrica sarebbe comunque soddisfatta. Inoltre, il comitato statale per il risparmio energetico ha predisposto 66 progetti alternativi che nulla hanno da invidiare alle tecnologie occidentali e che compenserebbero ampiamente i 2000 megawatt attualmente prodotti a Chernobyl; un pesante impatto sulle analisi di minimo costo e' dato dal fatto che negli ultimi mesi i prezzi per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari sono aumentati di oltre il 20 per cento e l'Ucraina gia' si trova in una situazione finanziaria drammatica: quest'ulteriore prestito potrebbe peggiorare le cose; l'impianto di Temelin (Repubblica Ceca), che utilizza i reattori modello VVER-1000, analoghi a K2/R4, nonostante le significative modifiche di sicurezza, tuttora in corso, non sembra ancora rispondere agli standard occidentali. Per analoghi motivi il Governo tedesco ha deciso di non completare il VVER-1000 di Stendal. E' dunque estremamente improbabile che K2/R4 possa raggiungere un livello di sicurezza accettabile ed e' sorprendente che la Bers e il G7 intendano esporre la popolazione ucraina, e non solo, a rischi molto elevati; nonostante l'esperienza di Three Mile Island e di Chernobyl abbiano evidenziato l'importanza di procedure di emergenza orientate ai sintomi-effetti dell'evento, le procedure di emergenza previste dal progetto K2/R4, oltre ad essere carenti, si orientano sul tipo di evento piuttosto che sugli effetti dell'evento e solo 8 dei 35 requisiti di sicurezza, divenuti standard dopo l'incidente di Three Mile Island sono compresi nel programma di modernizzazione; secondo un recente rapporto dell'autorevole istituto tedesco di ricerca Oko-Institut il sito di Khmelnitsky puo' creare serissimi problemi per l'approvvigionamento idrico poiche' la disponibilita' di acque per il raffreddamento e' inadeguata e non assicura margini di sicurezza. Inoltre, entrambi i reattori non disporrebbero di 4 riservoir d'acqua totalmente separati; i reattori di tipo VVER-1000 presentano gravi problemi di protezione antincendio: trattasi di un difetto di progettazione che si e' palesato dopo l'incidente alla centrale di Browns Ferry (Usa); e il progetto K2/R4 non contempla alcun intervento di ricablaggio e/o retrofitting, per cui non saranno rispettati nemmeno gli standard di sicurezza antincendio; altro problema che presentano questi modelli e' la possibile frattura del contenitore primario del reattore, nel caso dovesse entrare in funzione il sistema di raffreddamento di emergenza; e' del tutto carente la documentazione sul sito geologico, in modo particolare sulla sismicita' dei luoghi, tant'e' che le troppo concise note sulle caratteristiche sismologiche sono identiche per entrambi i reattori sebbene questo aspetto differisca significativamente. In particolare, le distanze fra i due siti e la zona di subduzione di Vrancea, in Romania, e' completamente diversa; la sismicita' nei vicini Carpazi non viene considerata, nonostante si sia registrato un terremoto, con epicentro nell'entroterra dei Carpazi ad ovest di Rivne, di magnitudo del sesto grado della scala Richter; se e' difficile raffrontare fra loro i dati forniti per le radiazioni, come pure i valori soglia dati per gli impianti di recente pianificazione, la regolamentazione ucraina non e' confrontabile con le attuali linee guida europee. La Via ha preso a base le sole emissioni di Khmelnitsky-1 per l'anno 1995 ed ha sottostimato l'importanza delle esposizioni alle radiazioni attraverso il consumo dei prodotti di bosco, sebbene l'esperienza dell'incidente di Chernobyl ne abbia dimostrato la facilita' di accumulo radioattivo rispetto ad altri prodotti agricoli; la Via, oltre a non fare alcun riferimento agli standard di sicurezza stabiliti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica - secondo Riskaudit occorrerebbero almeno 100 modifiche di progettazione, con costi e tempi di realizzazione molto elevati - non ha adeguatamente valutato gli effetti transfrontalieri di un possibile incidente nucleare grave. Una ricerca, utilizzando i modelli climatologici correnti, ha evidenziato che se tale evento si verificasse a Khmelnitsky o a Rivne produrrebbe inquinamento radioattivo in diversi paesi, tra cui: Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria, Slovenia, Austria, Germania e Italia. Questo ha evidenti implicazioni riguardo il rispetto da parte dell'Ucraina della Convenzione di Espoo. Inoltre il regolamento della Bers stabilisce che i paesi che richiedono finanziamenti informino dettagliatamente gli Stati confinanti e vicini sui possibili impatti transfrontalieri dei propri progetti; nonostante i reattori K2/R4 non rispettino molteplici standard di sicurezza internazionali e siano contrastati dalla stragrande maggioranza dei residenti della regione di Rivne e di Khmelnitsky, l'Energoatom e' seriamente intenzionata a metterli comunque in funzione; infine il funzionamento di K2/R4 avrebbe significativi impatti negativi sui circa 50 habitat di elevato interesse che distano meno di 30 chilometri dai reattori -: se non ritenga di doversi attivare affinche' la Bers e le altre istituzioni finanziarie internazionali cessino di sostenere il progetto K2/R4, e finanzino progetti quali quelli sulle turbine a gas e/o su altre fonti energetiche alternative, peraltro gia' elaborati dall'Ucraina stessa; quali atti intenda adottare affinche' i Paesi che richiedano od ottengano finanziamenti per la ristrutturazione di centrali nucleari rispettino i criteri principali del Programma per gli investimenti energetici, i principi di minimo costo, nonche' tutti gli standard internazionali di sicurezza previsti. (2-01844)